Ministri: «A riunire prima era Hitler, poi i Chemical Brothers. Abbiamo fatto passi avanti!»

I Ministri tornano, a distanza di tre anni dal loro ultimo progetto, con un EP crudo e duro, che racconta perfettamente i nostri tempi
Ministri, foto: Chiara Mirelli
Ministri, foto di Chiara Mirelli

Non hanno paura di dire quello che pensano, in nessuna occasione, e vogliono raccontare i tempi in cui viviamo senza fronzoli e fiocchetti. La realtà dura e cruda, lontana da finti moralismi e “andrà tutto bene” a cui, forse, ci siamo lentamente abituati in questi mesi. I Ministri, a 3 anni da Fidatevi, il loro ultimo album in studio, tornano oggi con il loro nuovo EP, Cronaca Nera e Musica Leggera.

Un progetto di 4 tracce, frutto di una selezione accurata, come raccontato dai tre membri dei Ministri durante la conferenza stampa di oggi. «Abbiamo registrato tanto materiale in quest’anno e mezzo, ma queste quattro tracce hanno un’anima comune. Volevamo uscire con qualcosa che fosse uno schiaffo in faccia, una secchiata di acqua fredda» ha spiegato Federico Dragogna, paroliere e chitarrista della band.

Un disco che arriva esattamente così, come uno schiaffo in faccia, pieno di aggressività, forse non semplice al primo ascolto. «L’aggressività per noi è sempre stata un modo di dire le cose. L’abbiamo usata, insieme all’urgenza di raccontare pensieri negativi che ci sembravano poco esplorati».

La nuova genesi dei Ministri

Le quattro tracce dell’EP, hanno spiegato i Ministri, raccontano come si sono sentiti e si sentono, e come vogliono apparire dopo un anno e mezzo di inattività, causata dalla pandemia. «Abbiamo fatto una scelta netta. C’erano anche delle ballate, ma abbiamo preferito raccontare dei momenti di rabbia, come ai nostri esordi. Per noi è quasi una nuova genesi che ci ha riportato a ricominciare in tutti i sensi. Una nuova verità, perché sono cambiate tante cose» ha spiegato Divi, voce del gruppo.

L’album, come spiegato dalla band, non è pensato per stare seduti, modalità con cui dovremo fruire dei concerti anche quest’estate. «È tutto voluto, per cercare di tornare alle emozioni che tutti provavamo prima, senza sentirsi in colpa. Serve scuotere le persone, perché sembriamo quasi addormentati, a causa della mancanza di socialità» ha raccontato Federico Dragogna.

E i Ministri, durante la conferenza, sono riusciti anche a guardare a tutto quello che è successo in questo anno e mezzo. L’estate scorsa «ci eravamo lasciati dietro da pochissimo tempo un dramma». Questo dramma non se né andato, ma man mano che ci si allontana, come spiegato dalla band, si torna un po’ a vivere. E Dragogna ha colto l’occasione per parlare dei giovani, vittime di questo dramma, sotto tantissimi punti di vista: «Se ci avessero tolto anni di adolescenza non so cosa sarebbe successo. Forse saremmo scesi in piazza. C’è stata un campagna di accusa nei confronti dei giovani che non condividiamo in nessun modo»

La band tornerà live il prossimo 8 luglio al Circolo Magnolia di Milano

Questa per i Ministri, e non solo, sarà un’estate diversa, in cui torneranno a fare casino, nel mood in cui lo hanno sempre fatto, rispettando le regole. Proprio in occasione della conferenza, inoltre, è stato annunciato il loro ritorno sulla scena live. I Ministri, infatti, si esibiranno il prossimo 8 luglio al Circolo Magnolia di Milano. Un luogo a loro caro, dove sono cresciuti artisticamente e affettivamente.

Tornando all’EP, il titolo ha evocato una domanda, sul concetto di verità e su come, per loro, ne esistano diverse, forse troppe al giorno d’oggi. «Viviamo in un mondo in cui ci sono così tante persone, realtà e culture, tutte con le proprie verità, che è diventato difficile farle convivere. In Bagnini ci chiediamo proprio: come facciamo a portare avanti con rispetto le verità degli altri?» ha spiegato Michele Esposito, batterista dei Ministri.

«Negli anni ’90 c’era la cultura no global, no logo, l’idea di riuscire a condurre una vita fuori dai globalismi. Oggi questa cosa è impensabile, a meno che non vai a vivere nei campi. In Bagnini parliamo del concetto di coerenza, un lusso che è di pochi, forse quasi di nessuno. L’unica coerenza che ci sentiamo di poter governare è quella artistica, facendo musica da 15 anni senza mai essere testimonial di qualcosa».

Al discorso sulla coerenza, le contraddizioni e le verità si lega anche Inferno, altro brano del nuovo EP dei Ministri. «Il vero inferno è il condividere costantemente tutto quello che viviamo. Ci ritroviamo rinchiusi nel nostro piccolo quotidiano senza volerlo, anche quando usciamo» ha spiegato Divi.

Infine, una domanda è sorta spontanea durante la conferenza stampa: si tornerà a fare musica nelle stesse modalità di prima? «Noi non siamo svago e basta, ce ne siamo accorti facendo questo mestiere. Siamo stai i primi a chiudere e gli ultimi che ripartiranno. Negli ultimi 40 anni abbiamo visto grandi adunate di gente per due cose: lo sport e la musica. Se andiamo ancora più indietro, così tante persone si riunivano solo per il nazismo. Se prima lo faceva Hitler, a riunire tante persone dopo ci sono stati i Chemical Brothers. Abbiamo fatto dei passi avanti, perché ci ritroviamo per volerci bene, non per menarci»

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