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ROCK

Perché il ritorno di Bob Geldof è un’ottima notizia

Il creatore di Live Aid ha riformato i Boomtown Rats. Bob Geldof ha anche scritto una biografia ed è in uscita con un bel docufilm
Mark Cowne

Sir Robert Frederick Zenon Geldof torna superattivo nell’anno del topo (guarda che coincidenza). E riforma la sua storica band che fece parte del contingente post-punk UK, sbaragliando le classifiche di mezzo mondo, con non poche difficoltà in USA dove imperava lo “shit rock”: REO Speedwagon, Boston, Journey… così definite proprio proprio da quei gruppi inglesi.

Molti di voi associano il nome di Bob Geldof a tre cose: l’evento charity Live Aid, la meravigliosa canzone dei Boomtown Rats I Don’t Like Mondays (nelle vette delle charts di ben 32 Paesi) e ahimé la morte di overdose della giovane e bella figlia Peaches.

Ho avuto il piacere di incontrare Bob Geldof a Radio Popolare molti lustri fa e vi assicuro che è una delle persone più ironiche, divertenti e appassionate del rock system. E il fatto che nel 2020 torni alla carica con tante iniziative è un buon segno della sua voglia di fare, dopo un periodo dove non è stato molto al centro dell’attualità musicale.

Insieme per un nuovo album dopo 36 anni

Partiamo dal nuovo album con la sua band irlandese, s’intitola Citizens Of Boomtown in uscita il 13 marzo per la BMG. Un disco in studio, prodotto dal loro storico bassista Pete Briquette, che arriva a ben 36 anni dal loro ultimo lavoro assieme. Nove tracce che in alcuni casi sono “destabilizzanti” con innesti di disco glam ma che presentano anche autentiche gemme. Come la toccante ballata Passing Through o la contagiosa She Said No. I Boomtown Rats presto partiranno in tour, ovviamente le date in questi tempi di COVID-19 sono super suscettibili di cambiamenti.

Alla domanda sul perché fare un disco assieme dopo così tanti anni, Bob risponde così: «Perché è quello che le band fanno. Le band fanno dischi e gli autori scrivono canzoni. C’è tanto da dire nell’atmosfera febbrile dei giorni che stiamo vivendo. La gente dimentica che il nostro nome è ispirato a Woody Guthrie, il grande attivista musicale. Sono convinto che i Boomtown Rats abbiano sempre dimostrato che il rock’n’roll è una forma di attivismo musicale. La musica ha intenti e obiettivi anche se è fatta solo di suoni o se parla di ragazzi e ragazze, di niente in particolare, di qualsiasi cosa in generale, o se innesca polemiche… qualsiasi cosa».

Un libro con tutti i testi e tanti ricordi

Oltre al nuovo album, lo stesso giorno uscirà un nuovo libro di Bob Geldof. Pubblicato da Faber Music, attendendo di capire chi lo tradurrà in Italia. Tales of Boomtown Glory raccoglie tutti i testi delle canzoni scritte da Bob Geldof per i Boomtown Rats e per i suoi sette album solisti, accompagnati da un’introduzione e dalla storia di 28 canzoni di Geldof. Il tutto con scatti esclusivi dei quaderni dei suoi appunti collezionati negli anni.

I racconti offrono un’interessante descrizione delle circostanze, le ispirazioni e il contesto in cui nacquero le canzoni. Le liriche delle 189 canzoni incluse riguardano anche materiale inedito, nonché tutti i brani del nuovo album Citizens Of Boomtown. E qui potete ascoltare una bella intervista dove Geldof parte raccontando il loro primo tour USA nel 1980.

E per finire un docufilm, dal punk al Live Aid e oltre

È inoltre prevista per l’inizio del prossimo anno l’uscita di un docufilm con la regia di Billy McGrath, amico storico di Bob Geldof e della band. Lui racconta la straordinaria parabola dei Rats attraverso una serie di interviste (tra gli altri di Bono, Sting, Sinead O’Connor e Dave Stewart) e immagini inedite provenienti dagli archivi privati.

Dai loro inizi a Dun Laoghaire fino ai giorni nostri, passando per le battaglie punk, i successi, le vicende drammatiche, Live Aid.

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