Beatles, “Revolver” uscirà in versione box set: il produttore Giles Martin parla della “costante evoluzione” della band

Il classico dei Fab Four uscirà in autunno in tre speciali edizioni espanse
Beatles - Revolver - foto di Mark and Colleen Hayward - Redferns
I Beatles a Top of the Pops il 16 giugno 1966 (foto di Mark and Colleen Hayward / Redferns)

Revolver, classico dei Beatles del 1966, è il prossimo album della band che uscirà in edizione espansa e remixata da Giles Martin, figlio del leggendario producer George. Il box set sarà disponibile dal 28 ottobre. Nel corso di un evento a Los Angeles organizzato da Dolby Atmos e Universal Music, Martin ha detto che ha approcciato il remix con una domanda fondamentale in testa. “Cosa avrebbero fatto i Beatles se avessero avuto la tecnologia di oggi?”.


L’annuncio arriva dopo lunghe speculazioni su quale sarebbe stato il prossimo album dei Beatles ad essere riedito in questa forma. Noto per il suo lavoro per Love (spettacolo del Cirque du Soleil a tema Beatles) e per documentari come Eight Days a Week e Get Back, Martin ha ricevuto plausi trasversali per i remix della discografia della band. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967) è stato il primo album a ricevere questo trattamento. L’hanno seguito il White Album (1968), Abbey Road (1969) e Let It Be (1970). Dopodiché alcuni fan hanno pensato che l’attenzione di Martin si sarebbe rivolta a Revolver. Altri invece si sono chiesti come fosse possibile remixare in alta fedeltà i primi lavori della band.


All’epoca di Revolver infatti c’erano solo quattro tracce per la registrazione dei brani. Per composizioni elaborate come Eleanor Rigby e Tomorrow Never Knows occorreva sovraincidere più parti su una stessa traccia. Senza tracce diverse per ogni strumento sarebbe quasi impossibile riconfigurare più di tanto il mix delle canzoni. Ma già a partire dal periodo di Sgt. Pepper’s il numero di tracce a disposizione dei musicisti aumentò, rendendo così più semplice l’odierno lavoro di remix.

«Sono come sette band diverse in un unico disco. È quasi più concept album di Sgt. Pepper’s stesso», osserva Martin durante la sessione di ascolto. Celebre per il suo eclettismo e le ardite scelte di produzione, Revolver è diventato nel tempo uno degli album preferiti dai fan. «La cosa strana di questo disco è che nessuna canzone suona uguale alle altre. Penso fosse voluto. Mio padre diceva sempre: “Non voglio fare Lo squalo 2”, ovvero due volte la stessa cosa. I Beatles erano evoluzione costante. Si annoiavano velocemente di qualcosa, e lui era abbastanza aperto da fidarsi di loro. Mio padre imparava da loro tanto quanto loro imparavano da lui».

Il box set includerà una serie di outtake (o “schizzi”, come li chiama Martin), selezionati per rivelare l’umanità che sta dietro le registrazioni. Fra questi, una malinconica versione acustica di Yellow Submarine cantata da John Lennon.

«Non avevo mai capito quanto fosse una canzone in stile John Lennon, commercializzata da Paul in un certo modo», ammette Martin. Nel brano, Lennon canta sommessamente: ““In the town where I was born / No one cared, no one cared…”. Nel corso delle registrazioni la canzone si sarebbe trasformata nella spensierata versione che conosciamo oggi.

Un altro outtake mostra uno scambio di battute fra i quattro, il produttore e i musicisti del quartetto d’archi. «Si potrebbe pensare che a quei musicisti non piacesse più di tanto suonare in un disco pop. Ma in realtà si preoccupavano davvero del risultato finale. Avevano le loro opinioni e le esprimevano». McCartney si confronta con i musicisti sull’uso o meno del vibrato, assumendo quasi un ruolo da produttore in quel momento.

L’edizione limitata in cofanetto in vinile

Il cofanetto include anche altre registrazioni inedite dal periodo di Revolver, fra cui la prima take di Tomorrow Never Knows datata 6 aprile 1966 e un mix in mono pubblicato su un limitato numero di dischi prima della riedizione dell’LP con la versione corretta; un inedito mono mix di Got to Get You into My Life e un mix speciale con la sovraincisione di tre trombe e due sax tenori; il primo take e una versione di prova di Love You To con George al sitar e Paul al tamburello; la take numero 11 di Taxman con cori in falsetto di John e Paul e un testo modificato; la demo e la take numero 15 di She Said She Said e la conversazione della band durante la sua registrazione; le take numero 1 e 2 di Paperback Writer e Rain.

I fan possono scegliere fra le versioni Super Deluxe (5 CD più libro di 100 pagine con copertina rigida), Super Deluxe Vinyl in edizione limitata (4 LP, un EP su 7″, libro) o Standard (CD, digitale, vinile, picture disc in edizione limitata). «Lo ascolto e penso: “Questi sono ragazzi di 25 o 26 anni. Avranno sempre 25 o 26 anni”», dice Martin.

Le edizioni speciali comprendono scritti di Questlove, Martin e McCartney, più un dettagliato track by track firmato da Kevin Howlett (storico dei Beatles), foto rare, copie dei testi originali e molto altro.

«Con tutto il rispetto per i fan che conoscono Revolver da cima a fondo, sono i più giovani che mi interessa raggiungere con questo lavoro. Come mia figlia, che l’altro giorno mi ha chiesto: “Papà, hai sentito questa band pazzesca chiamata Fleetwood Mac?”. Una buona canzone è una buona canzone, una buona band è una buona band», dice Martin. «Di recente ho ascoltato l’album con Paul, che ha detto: “Penso davvero che questo sia uno dei miei lavori migliori”, e certamente ne ha fatti tanti, di buoni lavori».

Il pre-order è disponibile qui.


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