I Beatles come davvero non li abbiamo mai sentiti: la raccolta “1” disponibile in audio spaziale

Insieme al remix di Strawberry Fields Forever, il lancio rappresenta solo l’ultimo investimento che Apple Music sta facendo su questa tecnologia dall’anno scorso
Beatles - Apple Music - 1 - audio spaziale - foto di Bruce McBroom - Apple Corps Ltd
Foto di Bruce McBroom / Apple Corps Ltd.

I Beatles come non li abbiamo mai ascoltati prima, si potrebbe dire. Da ieri, lunedì 28 febbraio, sono disponibili su Apple Music le versioni in audio spaziale dell’intera raccolta 1 (originariamente uscita nel 2000) e di Strawberry Fields Forever. L’uomo dietro al mixer è Giles Martin, figlio del celebre George (storico produttore dei Fab Four, scomparso nel 2016), e ha presentato il progetto nel corso di una conversazione con Zane Lowe, host radiofonico di BBC Radio 1 e di Apple Music 1.


Cos’è l’audio spaziale

L’audio spaziale (nome con cui Apple chiama la propria declinazione del sistema Dolby Atmos Music) rappresenta la più recente evoluzione del sound design. Per semplificare, esso sta alla stereofonia come quest’ultima stava alla monofonia. Laddove il segnale stereo si basava sulla presenza di due canali (destro e sinistro), l’audio spaziale consente la distribuzione “tridimensionale” di tracce audio fino a un numero massimo di 128.


Nata come tecnologia per il cinema, ha presto trovato applicazione nel mondo della musica. Oltre a un’ampiezza molto più apprezzabile del respiro dinamico dei brani, si avrà l’illusione di fonti sonore provenienti da più direzioni e distanze. Un’opportunità per quei servizi di streaming che maggiormente investono sulla qualità audiofila, come Tidal e Apple Music.

Quest’ultima lo scorso giugno ha reso disponibile una prima selezione di brani e album remixati per l’audio spaziale. E ha lanciato sul mercato modelli di cuffie ottimizzati specificamente per quella tecnologia, come le AirPods Max e le AirPods Pro. La scommessa ha dato i suoi frutti: da settembre a oggi Apple Music ha registrato il 50% in più di ascoltatori, riporta Billboard USA. Il catalogo disponibile in audio spaziale è cresciuto di sette volte rispetto al primo lancio della scorsa estate.

«È da molto tempo che lavoro con l’audio spaziale», ha raccontato Martin. «Per esempio ho curato lo spettacolo LOVE (produzione del Cirque du Soleil su musiche dei Beatles, ndr) a Las Vegas con settemila casse in sala. Ma sono cose che rimangono confinate al singolo evento dal vivo. Ci voleva un’azienda come Apple per capire come renderlo una “consumer experience” su larga scala».

Giles Martin - Beatles - Apple Music - foto di Alex Lake
Giles Martin (foto di Alex Lake)

Il lavoro di Giles Martin sugli album dei Beatles

Non è la prima volta di Giles Martin con i remix di lavori dei Beatles. Per esempio l’estate scorsa fu lanciata da Apple Music la versione in audio spaziale di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. «Penso che sia stato il primo album in Dolby Atmos», ha detto. «La tecnologia cambia, e Paul e Ringo amano prendersi cura del lascito della loro musica. Paul dice: “Non voglio essere un pezzo da museo, in una teca di vetro”. Per questo aveva senso partire da Sgt. Pepper’s, uno degli album più famosi di tutti i tempi».

Sul tempo impiegato per remixare in audio spaziale ha spiegato: «Varia molto. Ci può volere mezza giornata oppure tre giorni o un sacco di tempo. Anche perché – soprattutto per le loro prime canzoni – andiamo allo Studio 2 degli Apple Studios a ri-registrare il riverbero della sala. Quindi non solo remixiamo le tracce originali ma catturiamo anche l’ambiente della sala in cui furono registrate».

Su quali siano i brani che hanno richiesto i maggiori sforzi, Martin ha spiegato: «Per esempio A Day in the Life, che suona davvero bene in audio spaziale. E fu registrata solo su quattro tracce! Pazzesco, considerando che si tratta di una delle canzoni più importanti di sempre».

Su Strawberry Fields Forever racconta un aneddoto: «John Lennon contattò mio padre un mese prima della sua morte. Lui lo raggiunse al Dakota (palazzo residenziale di New York in cui abitava Lennon all’epoca, ndr). John voleva tornare a lavorare con lui e disse: “Sai, mi piacerebbe riregistrare tutto per bene, possiamo fare di meglio”. Mio padre rispose: “Cosa? Anche Strawberry Fields?”. E John: “Soprattutto Strawberry Fields».

Quali prospettive per il futuro?

Il lavoro di Giles Martin con questa tecnologia si è finora concentrato su musica di catalogo. Ma le applicazioni più stimolanti riguardano la musica del presente e del futuro: in che modo artisti e produttori riusciranno a svilupparne le potenzialità? Intanto, ad oggi, esistono oltre 400 studi in 40 paesi attrezzati per la registrazione in Dolby Atmos e alla fine del 2021 Apple ha aggiornato in tal senso il software Logic Pro.

Le case discografiche lo sanno: «Per noi è un imperativo strategico, e parte dagli artisti», ha detto a Billboard USA Michael Nash, vicepresidente esecutivo della digital strategy di Universal Music Group. Quando The Weeknd ripubblicò l’album Starboy in audio spaziale, nelle otto settimane successive Apple rilevò un aumento del 20% di coloro che lo ascoltavano per la prima volta, rispetto alle otto settimane precedenti. Stessa cosa per When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, l’album d’esordio di Billie Eilish.

Conclude Martin: «L’audio spaziale sembra che ti giri intorno alla testa. Ma per il suo bello è che crea una realtà: sentire la voce di una persona al telefono non è come sentirla di persona in una stanza. E questo è il tipo di intimità che puoi avere con l’audio spaziale. Viviamo in un periodo in cui i visual sono tutto. L’audio immersivo ti consente di chiudere gli occhi e di crearti un mondo».

Ascolta la raccolta 1 dei Beatles in streaming

La nuova versione di Strawberry Fields Forever e Penny Lane


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