Bachi da Pietra: «Ci vuole molto più di una pandemia per affossare l’umanità»

Da duo a terzetto, più tante altre novità: canzoni più accessibili con il nuovo album Reset e un tour da godersi appieno. Una cosa che non cambia, la consapevolezza di vivere in un tempo inadeguato e la voglia di far aprire occhi e orecchie oggi al mondo che li vuole ascoltare
Bachi da pietra
Bachi da Pietra, foto di Igor Londero

Si torna sui palchi, ed è il turno anche di una band italiana che per tanti anni è rimasta in silenzio. Abbiamo infatti aspettato ben sei anni dal precedente Necroide per ascoltare un nuovo album dei Bachi da Pietra, Reset, freschi di contratto con una nuova etichetta, Garrincha Dishi. Il granitico e scuro duo composto da Giovanni Succi e da Bruno Dorella con questo nuovo lavoro ha anche allargato la stringata lineup a un terzo elemento: Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara e Teatro degli Orrori), che peraltro ha anche abbassato di tanto la media dell’età dei Bachi.

Un album davvero sorprendente con tanta novità e un tour in atto che fa di nuovo sprigionare la forza dirompente del suono della band. Ne ho discusso con un sempre sorridente Giovanni Succi, certamente galvanizzato dal successo delle prime due date del tour.

Complimenti per l’album nuovo, cresce ascolto dopo ascolto. Mi sono accorto che nei testi parlate spesso del vostro ruolo di musicisti. Ti provoco chiedendoti se c’è ancora spazio per gente come voi in un mondo musicale come questo, che peraltro è in continua trasformazione e sembra saturo in ogni dove.

Ti rispondo dicendoti che questo è invece il momento più prezioso per cercarsi uno spazio, guarda caso proprio quando sembra non esserci. Si combatte una guerra per imporsi e ci sta, perché la vita non è mai facile. Il nostro ragionamento senza dubbio parte da una osservazione di noi stessi, ovvio, ma mi permetto di sfociare in una digressione generazionale. Ci sono tanti della nostra generazione che non si rispecchiano nel “tutto e subito”, nel trionfo dell’immediatezza… In Di Che Razza Siamo Noi parliamo di persone che non si vogliono omologare al gusto comune, e di queste che ne vogliamo fare? (Ride, ndr)

Reset, i tre brani più sorprendenti

Ci sono tre brani sorprendenti in Reset, che aprono a delle sonorità più “accessibili”. Andando per ordine della tracklist, Fumo: sembra un omaggio al tabagista Serge Gainsbourg di Melodie Nelson, solo che a voi del sesso non importa nulla, almeno nei testi. Vi interessa sempre di più l’impegno…

Oddio! Sotto sotto il sesso c’importa ma andiamo avanti… (ride di gusto, ndr) Gainsbourg non è uno dei miei ascolti più recenti ma sai, in quarant’anni di ascolti molti suoni entrano dentro di me inconsciamente. Nella fattispecie questa canzone, a proposito di “impegno”, è legata alla tipica attitudine italiana di lagnarsi sempre. Il nostro vezzo di non saper dove andare, di non sapere chi siamo. E poi in Italia tutto è fumo, fuffa, quante volte subiamo discorsi fumosi e incomprensibili…

Altra sorpresa: Meriterete, la ciliegina pop!

Senza dubbio è davvero la nostra canzone pop! Ha una specie di funzione del virus informatico Trojan: sembra una cosa buona e poi combina dei danni. Ecco, io spero che ascoltando Meriterete riusciremo a far combinare qualche danno anche a persone che non ci hanno mai ascoltato prima, ma che si sono avvicinati a noi proprio in virtù dell’immediatezza del “rockettino innocuo” del brano.

Un po’ mi fa ricordare che faceva queste cose negli anni ’80 Franco Battiato: musica leggerissima con testi arditi.

Hai proprio centrato l’obiettivo. Diciamo che Meriterete è stata un’illuminazione alla Battiato.

E la terza sorpresa è il Rock è Morto, dove mi stupite con un trip hop vagamente blues, dove denunciate qualcosa che invece “scotta” oggi dopo il successo dei Måneskin.

Io son sicuro che va bene tutto, anche il successo dei “nostri”, metti mai che il loro ascolto accenda poi una lampadina in un ragazzino. Che so, tipo andare ad ascoltare i Black Sabbath. Magari era arrivato a malapena ai Led Zeppelin e riesce ad arrivare a Birmingham e scoprire che laggiù c’era una band che faceva qualcosa di più pesante degli Zeppelin.

Bachi da pietra, dalle prime date del tour alla pandemia: «Ci vuole ben altro per fermare l’umanità»

Come sono andate le due prime tappe del tour?

Magnifiche! Ci hanno sbancato il tavolo dei vinili e si sono volatilizzate tutte le t-shirt. Si è percepito a pelle il fremito del pubblico, nonostante dovessero essere tutti seduti. E noi ovviamente eravamo felici di stare su un palco. Peraltro, con la formazione a tre che funziona benissimo. Ve ne accorgerete, quando verrete alle nostre prossime tappe del tour.

Salire sul palco è anche un poco lasciarsi alle spalle un periodo tragico per la pandemia, e per di più difficilissimo per tutto il settore musica.

Noi in questo periodo abbiamo anche perso degli amici per colpa del Covid. Chi ci conosce sa già cosa abbiamo detto in merito al periodo passato e, ripeto qui, nonostante la tragedia il mondo non si ferma, ci vuole ben altro per fermare l’umanità. Ci troviamo nella condizione di ricominciare e facciamolo. È successo nel passato e adesso è il nostro turno.

Riguardo al fatto che noi musicisti ma poi tutti quelli del settore – come dici tu – abbiamo sofferto ancor di più, ecco, ti dico che durante i momenti più tosti della pandemia mi sono ingegnato a fare cose che per esempio nel passato non avrei mai pensato di mettere in atto. Ho trovato questa piattaforma che si chiama Patreon, ho creato Fuori di Testo, un podcast dove ho tenuto dei reading e ho condiviso una parte della mia arte con chi aveva voglia di spendere del tempo con me al prezzo di una birretta. Questa cosa mi ha tenuto sveglio. Di sicuro non ho fatto parte di chi si è messo a esternare il dolore cantando dai balconi. E anzi, ti dirò questa avventura, nata come una necessità, continuerà anche dopo questo periodo.

Le prossime date del tour dei Bachi da Pietra

3 luglio – Bergamo Sottosuolo, Bergamo

10 luglio – Siena, Corte dei Miracoli

25 luglio – Torino, D.U.I Fest

7 agosto – Schio (VI), CSC

25 agosto – Brescia, Radio Onda d’Urto

Ascolta Reset, il nuovo album dei Bachi da Pietra

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