Addio Phil Spector: la sua firma su tanti successi, da Cher ai Ramones

Condannato nel 2009 per l’omicidio di Lara Clarkson, Phil Spector si è spento a 81 anni nella California Health Care Facility
David Magnus/REX/Shutterstock
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Phil Spector, uno dei produttori musicali più influenti della storia, è morto sabato 16 gennaio a 81 anni per complicanze legate al Covid. Era incarcerato in California, dove stava scontando una condanna per l’omicidio di Lara Clarkson. Mattatore delle chart nei ’60 e inventore della rivoluzionaria tecnica di produzione musicale denominata “Wall of sound”, ha legato indissolubilmente il proprio nome ad alcuni brani di artisti leggendari, tra produzione, co-scrittura e session in studio.

Oltre alle produzioni arcinote, come Let it be dei Beatles, o a sodalizi storici, come quelli con diverse girl band come Crystals e Ronettes, la carriera di Phil Spector è costellata di alcune perle nascoste. Ne abbiamo raccolte alcune particolarmente meritevoli per ricordare l’impatto musicale del produttore scomparso.

Ramones, Rock n Roll Highschool (1979)

Mentre la versione che appare nella colonna sonora del film del 1979 Rock ‘n’ Roll High School è un remix di Phil Spector della registrazione originale di Ed Stasium della canzone dei Ramones (inedita all’epoca), il gruppo l’ha ri-registrata per l’album della fine del secolo prodotto da Spector.

John Lennon, Instant Karma (We All Shine On) (1970)

Lennon lavorò con Phil Spector per Imagine, ma non solo. Il producer ha anche co-prodotto il singolo Instant Karma. Lo stile è riconoscibile.

Cher, Ringo I Love You (1964)

Anche Cher vanta in carriera una produzione non accreditata di Phil Spector, registrata con il nome di Bonnie Jo Mason, prima della fama.

George Harrison, Bangla Desh (1971)

Il lavoro di Spector sul glorioso What Is Life di George Harrison non è una sorpresa, ma è meno noto che abbia co-prodotto il singolo di Harrison del 1971, che ha contribuito ad aumentare la consapevolezza internazionale della crisi umanitaria in Bangladesh.

Dion, Born to Be With You (1975)

Dion DiMucci collaborò con Phil Spector durante sessioni controverse che alla fine produssero Born to Be With You del 1975. Anche se all’epoca l’LP non riuscì ad affermarsi, la sua reputazione è cresciuta nei decenni successivi.

Ben E. King, Spanish Harlem (1960)

Anche se Phil Spector non ha prodotto questo classico del soul, lo ha scritto insieme a Lieber. Ben E. King lo trasformò in un successo duraturo.

The Drifters, On Broadway (1964)

Uno dei pochi classici che coinvolgono Phil Spector, ma non come co-scrittore o co-produttore. Qui suona la chitarra elettrica.

Yoko Ono, No, No, No (1981)

Mentre Yoko Ono sopportava l’impensabile, ha collaborato con Phil Spector per produrre Season of Glass, il suo album del 1981. No, No, No è un’istantanea di fragilità, incertezza e instabilità mentre Ono tenta di attraversare il mondo senza la sua anima gemella. Phil Spector rimase in silenzio per la maggior parte degli anni ’80, ma questo dimostra che avrebbe potuto destreggiarsi bene gestendo la produzione nell’era new wave / post-punk, se gli fosse importato.

John Prine, God Only Knows (2018)

Una canzone che John Prine e Spector hanno scritto alla fine degli anni ’70 e che non è mai arrivata all’album Bruised Orange del primo.

Starsailor, Silence is Easy (2003)

Prima che fosse accusato e condannato per omicidio, Spector si è avvicinato al gruppo britannico di alt-rock Starsailor e ha chiesto di produrli.

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