Il gruppo dei Why Don’t We è nato nell’ottobre del 2016. Da allora i cinque ragazzi (Daniel Seavey, Zach Herron, Corbyn Besson, Jonah Marais e Jack Avery) hanno avuto modo di diventare un vero e proprio fenomeno musicale. I loro numeri sui social sono davvero forti: 2,7 milioni di followers su Instagram, più di 465 milioni di fan su Facebook e 1,7 milioni di iscritti al loro canale YouTube.

Ma i numeri non sono tutto. I cinque ragazzi sono riusciti a presentarsi come boyband dal genere trasversale. I loro suoni spaziano dal pop alla dance e la loro hit più famosa, Trust Fund Baby, è stata scritta da Ed Sheeran. «È stato un sogno. Abbiamo lavorato sul pezzo insieme a lui. È una persona davvero genuina», ci hanno raccontato.

Il loro nome vuole raccontare il fatto che, prima ancora di essere componenti della stessa band, i cinque ragazzi sono amici tra loro. È da questo presupposto che poi è nata la sfida («Why Don’t We…») di fare musica insieme: «Abbiamo iniziato a cantare insieme in modo molto spontaneo. Per noi è fondamentale questa cosa. Ci aiuta molto».

Questa è la prima volta della band in Italia. Dopo una giornata di promo, infatti, i Why Don’t We si sono esibiti ieri sera, giovedì 7 giugno, nella loro prima data italiana, ai Magazzini Generali di Milano (l’apertura è stata di Thomas): «Siamo davvero emozionati. Amiamo l’Italia e adoriamo il suo cibo», hanno scherzato. E, a una domanda sulla musica italiana, hanno affermato: «Conosciamo la musica di Andrea Bocelli». Tra le altre cose, sempre ieri è uscito il nuovo singolo della band, Hooked. Ecco il videoclip ufficiale:



Il loro Invitation Tour passerà anche dall’Asia: «Ci piace confrontarci con culture e pubblici sempre diversi. Per noi è una sfida esibirci anche in Asia. Non vediamo l’ora», ci hanno confidato.

La band – che afferma di voler collaborare con Drake e Pharrell Williams – sta lavorando al loro primo disco in studio. Al momento, i Why Don’t We hanno pubblicato solamente alcuni EP.