Tony Maiello presenta “Spettacolo”: «Racconto il dolore e la voglia di rialzarmi»

Dopo otto anni di assenza dalla discografia, Tony Maiello pubblica il disco “Spettacolo”. Dodici tracce che raccontano il suo mondo musicale (e non solo)
Tony Maiello: il nuovo singolo è Tutta Colpa Mia
Tony Maiello: il nuovo singolo è “Tutta Colpa Mia”

Otto anni di assenza dal mondo della discografia, ma una grandissima esperienza come autore per alcuni tra i nomi più importanti del nostro panorama musicale. Tony Maiello ha 29 anni, è originario di Castellammare di Stabia ma abita a Milano. Ha partecipato alla prima edizione di X Factor (si è classificato quarto) e, tra le altre cose, ha pure vinto nella categoria delle Nuove Proposte di Sanremo nel 2010.

Ma Tony Maiello arriva al suo nuovo album Spettacolo (nei negozi digitali da venerdì 13 aprile, etichetta Selection Srl e distribuzione Artist First) con alle spalle alcuni momenti di grande difficoltà ma anche alcune recenti esperienze decisamente positive. Maiello si è infatti affermato come autore per alcuni nomi come Laura Pausini (200 Note in Simili e Il Coraggio di Andare nell’ultimo disco Fatti Sentire), Giorgia (Credo e Come Neve con Marco Mengoni), Francesco Renga (Guardami Amore e Scriverò il Tuo Nome). Una nuova conferma del suo talento che, ora, ha deciso di esprimersi con la sua stessa voce.

Lo abbiamo incontrato per farci raccontare meglio questo nuovo progetto di inediti.



Le canzoni presenti nel tuo disco spaziano da un genere all’altro. Ci tenevi che arrivasse tutto il tuo mondo musicale?

Sì, volevo che si riuscisse a capire cosa ho fatto in questi otto anni di assenza. Questo album racconta il mio periodo lontano dalla discografia (ma non dalla musica) e chiude questo mio cerchio dell’assenza. Come dice il titolo, questo percorso è stato tutto uno spettacolo e continuerà a esserlo, con tutti i suoi alti e bassi. Ho avuto modo di raccontare storie diverse tra di loro. Il titolo non poteva essere che questo.

Hai partecipato alla prima edizione di X Factor e hai vinto le Nuove Proposte di Sanremo nel 2010. In cosa ti senti cambiato di più rispetto ad allora?

È cambiata la mia consapevolezza. Ora so dove sto andando e cosa sto facendo. Prima subivo un po’ questo vortice a cui mi hanno portato il talent, Sanremo, ecc. È un attimo che perdi l’equilibrio e vai giù. Ora, dopo essere risalito un pochettino, sicuramente mi trovo addosso una consapevolezza diversa. Sono molto più attaccato alla realtà.

Nel brano Terremoto canti «La fretta del tempo, unico vero bastardo». Quanto è stato importante per il tuo percorso personale e artistico il tempo? L’hai visto come un alleato o come un nemico?

L’ho visto tante volte come un alleato e altrettante volte come un nemico. In realtà il tempo corre veloce e non ti aspetta. Tante volte ho dovuto corrergli dietro. Ci sono stati momenti che avrei voluto durassero un’eternità, ma invece sono finiti velocemente. Se ci pensi anche l’uscita di questo disco sembrava lontana anni luce, ma poi è arrivata. Ma alla fine ci vogliamo bene, io e il tempo. Ci lega un rapporto di odio e amore.



Hai recentemente raccontato della tua conversione. Come ti ha cambiato l’esperienza religiosa?

Mi ha cambiato tanto, soprattutto negli ultimi anni, dopo alcuni momenti pesanti che ho vissuto. Tante volte il dolore che puoi provare nell’anima può essere molto più pesante di quanto si possa pensare. In certi momenti avrei preferito non avere un braccio piuttosto che portare quel peso grosso nel petto. La fede mi ha avvicinato molto di più a me stesso e mi ha fatto riscoprire una forza assurda che probabilmente non avevo mai conosciuto. Devo dire grazie a questo per esserne uscito in maniera quasi illesa. Sono serviti la mia voglia di uscirne e la presenza delle persone giuste delle quali mi sono circondato. 

In Spettacolo dici «Corro il pericolo di sentirmi libero». Come si fa a prendersi il permesso di sentirsi liberi?

La libertà è diventata un po’ un pericolo ultimamente. Ti dicono che puoi essere quello che vuoi, ma in realtà non sempre ti è concesso. Siamo sempre lì a cercare di raggiungere delle mete che magari ci sembrano impossibili. A volte è un pericolo (e, quindi, anche un ostacolo) questo sentirsi liberi. Però io corro questo pericolo perché non voglio sentirmi vincolato a fare qualcosa che magari un giorno mi farà star male. Mi sono messo anche a fare i muffin pur di pagarmi l’affitto. Non ho paura di nulla, a costo di stare bene. Questo disco non vuol’essere una cosa da fare “per forza”, per dimostrare qualcosa a qualcuno. Nasce da una voglia smisurata di raccontarmi, tutto qui.

Possibile affronta la tematica della distanza, all’interno di un rapporto affettivo. Non pensi che oggi siamo troppo dipendenti della presenza fisica degli altri al nostro fianco?

Parli con una persona che è fidanzata da dieci anni in questo modo. Il prossimo 13 aprile (data non a caso) festeggio dieci anni di fidanzamento. È possibile solo se c’è l’amore. Se c’è l’amore è possibile tutto. Sembra banale dirlo ma è così. Le cose che finiscono subito per colpa di due metri di distanza sono testimonianza del fatto che non c’è niente.



Hai scritto brani per molti artisti noti. Come vivi questa cosa?

Io non ho mai scritto mirando a qualcuno in particolare. Ho sempre scritto per me e poi automaticamente – e per fortuna! – le canzoni sono piaciute anche ad alcuni artisti. Poi, magari, le abbiamo modificate insieme in modo da renderle più vicine al loro mondo personale. Io mi sono sempre raccontato così anche nei brani degli altri. È bello quando riesci a scrivere qualcosa di così trasversale che possa essere raccontato anche da un’altra voce.

Durante la conferenza stampa di presentazione di Fatti Sentire a Roma, Laura Pausini ha invitato tutti voi autori dei suoi brani ad aprire alcuni show del suo tour. Sai già in quale data ti esibirai?

Non si sa ancora. Io spero di potermi esibire in più date. Lei ci ha invitati a cantare “nelle date italiane, compreso il Circo Massimo”. Io sono contentissimo perché è un’opportunità enorme quella che lei ci ha regalato. Il mio disco era previsto già molto molto prima che ci concedesse questa possibilità ma io lo vedo come destino. Tutto torna. Evidentemente doveva andare così.



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