Takagi & Ketra: «Il singolo con Mengoni e Frah Quintale? Abbiamo chiesto un parere alle donne»

Per il sesto anno consecutivo il singolo italiano più venduto è di Takagi & Ketra. Prima dell’uscita di Venere e Marte li abbiamo intervistati
Da sinistra: Frah Quintale, Takagi, Ketra e Marco Mengoni. Foto di Fabrizio Cestari
Da sinistra: Frah Quintale, Takagi, Ketra e Marco Mengoni. Foto di Fabrizio Cestari

Dopo 6 anni di seguito al numero 1 della classifica FIMI/GfK dei singoli italiani più venduti dicono di sentirsi ancora grati e stupiti per il risultato. A Takagi & Ketra, la coppia d’oro dei producer italiani, è stato appena comunicato che anche Karaoke ha portato a casa questo importante risultato per il 2020. «Vuol dire che quello che fai è apprezzato e per noi è doppiamente più importante perché è il pezzo che abbiamo prodotto per Alessandra Amoroso e i Boomdabash, la band di Ketra, che sono come nostra sorella e i nostri fratelli», spiega Takagi, milanese, al secolo Alessandro Merli, che forma il duo dei record con Ketra, ovvero Fabio Clemente di Vasto.

Karaoke segue dunque la produzione firmata T&G al #1 di Una volta ancora (2019) con Fred De Palma & Ana Mena, Amore e Capoeira (2018) con Giusy Ferreri & Sean Kingston, Senza pagare (2017) diJ-Ax & Fedez (al #3, prima c’erano Despacito e Shape of You), Vorrei ma non posto (2016) (sempre di J-Ax e Fedez, al quinto posto, dopo artisti stranieri) e Roma – Bangkok (2015) di Baby K e Giusy Ferreri, al #1 in assoluto.

Inutile chiedere loro quale sia il loro segreto perché lo hanno già detto più e più volte: lavorare in maniera dura e continuativa. È la mattina del 7 gennaio, infatti, e loro due sono nel loro studio di registrazione di via Paolo Sarpi, come spesso è successo anche durante queste strane vacanze di Natale.

Domani invece esce Venere e Marte il nuovo singolo che vi vede collaborare con Marco Mengoni e Frah Quintale. A chi è venuta l’idea di coinvolgere Mengoni?

A entrambi contemporaneamente. Stavamo lavorando a questa melodia al pianoforte insieme a Federica Abbate e a Cheope e abbiamo pensato che avremmo potuto coinvolgere Marco. Poi ci siamo chiesti: chi potrebbe essere più lontano da lui in assoluto? E abbiamo pensato a Frah.

Alla fine è un pezzo molto più in stile Mengoni, no?

Takagi: È normale che chi canta il ritornello si prende la fetta maggiore del brano. Essendo una ballad urban/moderna è più affidata a Marco mentre Frah ha il compito di “punteggiare” il brano aggiungendo una strofa più ritmata. La canzone è piuttosto bilanciata. Secondo noi ognuna delle due parti ha bisogno dell’altra.

Lo avete fatto sentire a persone a voi vicine che non c’entrano niente con l’ambiente musicale come fate di solito?

Ketra: Mentre la stiamo lavorando la facciamo sentire al resto del nostro team. Quando è finita la sentono pochissime persone a noi vicine, è vero. Io ho testato il giudizio delle donne iniziando da mia madre, che è molto critica e onesta perciò mi fido se mi dice che le è piaciuta. L’hanno sentita, poi, la mia ragazza e le sue amiche e loro han detto che… hanno pianto! Per cui mi sento abbastanza tranquillo! (ride, ndr).

Takagi: Io l’ho fatta ascoltare a mia figlia che è una 06, come si chiamano loro. Lei è una super-fan di Frah Quintale per cui le è piaciuta parecchio.

È la prima volta che collaborate con Mengoni?

Takagi: È la prima volta che Marco canta in un nostro brano ma avevamo già collaborato insieme. Nel suo disco del 2018 Atlantico c’era Mille Lire, una canzone che noi avevamo scritto insieme a Mahmood, e che Marco ha voluto.

Senza voler spoilerare troppo, si parla sempre di questa vostra fascinazione per una sorta di “archeologia musicale”: su che cosa vi lancerete prossimamente?

Takagi: Sarebbe proprio uno spoilerone in effetti! Noi ascoltiamo sempre brani del passato che ci ispirano o canzoni che arrivano da ogni parte del mondo e che ci fanno venir voglia di intraprendere strade nuove.

Ketra: Come al solito ci sentiamo “per strada” anche se siamo chiusi in studio di registrazione.

Come fate a sentirvi sempre ispirati anche in questo periodo di chiusura dove non si può viaggiare?

Takagi e Ketra: Questo lo soffriamo molto perché di solito in questo momento dell’anno andiamo per qualche mese negli Stati Uniti, a Miami, o in Colombia, a Medellin, per registrare, cogliere nuove ispirazioni e prendere nuova carica. Ovviamente ora non possiamo farlo ma le nostre giornate sono piene lo stesso.

A proposito di Stati Uniti, di cui tu Takagi hai sempre detto di essere un grande fan, che cosa puoi dire dei fatti avvenuti ieri in Campidoglio?

Sono rimasto a bocca aperta e ho seguito le news fino a tarda notte. Sembrava un film e mi pare assurdo che nessuno abbia fermato una cosa del genere. Poi questo rende palese che esiste una tipologia di americano di cui noi non ci rendiamo davvero conto. J-Ax ci dice sempre che sua moglie che è americana lo avverte sempre: voi non avete davvero idea di come sia l’americano medio! Non c’entra niente con chi si incontra in vacanza a Miami, a New York o a San Francisco! Ieri ne abbiamo avuto prova.

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