Shaggy presenta “Hot Shot 2020”: «Il servizio militare? Non lo farei più»

Esce il nuovo album con i suoi successi rivisitati: è il momento perfetto per Shaggy per riflettere sulla sua vita, sulle donne e il razzismo
Shaggy. Il cantante festeggia i 20 anni del fortunato album Hot Shot
Shaggy. Il cantante festeggia i 20 anni del fortunato album Hot Shot

Cosa si può aggiungere a una hit come Boombastic di Shaggy? 100 milioni e passa di stream, bastano due note iniziali è subito festa in spiaggia e mojito in mano. Dal 1995 a oggi. Oppure come si potrebbe cambiare Oh Carolina o It Wasn’t Me? E perché farlo poi? Queste domande se le è fatte anche l’autore ovvero MR Lover Lover– Shaggy.

A un certo punto Shaggy però ha deciso che il suo grande successo del 2000, l’album Hot Shot (oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo), andava in qualche modo celebrato. Così è nato Hot Shot 2020, che esce oggi venerdì 10 luglio. Alcuni dei suoi più grandi successi rivisitati e altri brani come Algoritmo con il rapper torinese Willie Peyote, prodotto da Don Joe e il suo nuovo singolo Banana con Conkarah. L’occasione è perfetta per riflettere su tutta la carriera e la vita di Orville Richard Burrel (questo il suo vero nome), nato a Kingston nel 1968.

Quale è stata la spinta decisiva a rivedere quei pezzi intramontabili?

Ho pensato che forse dovevano essere più digitalizzati, diciamo così, per i giorni nostri. Volevo rivedere Hot Shot perché mi sono accorto che, nonostante abbia compiuto 20 anni, le canzoni andavano ancora bene, sia in radio che in stream. Mi sono reso conto di avere una nuova audience, più giovane che mai. Ho iniziato da Angel e mi son divertito un sacco. Allora ho capito che avrei potuto rifare anche Boombastic, Hey Sexy Lady, Strenght Of A Woman, Oh Carolina e l’ho fatto con una nuova produzione.

Poi ho deciso anche di aggiungere delle canzoni nuove come Primavera, Electric Avenue, Caribbean Plans. E così è nato Hot Shot 2020. È proprio la celebrazione del mio lungo viaggio con uno sguardo al futuro.

Parlando di futuro: hai seguito personalmente la tua #bananadrop challenge su TikTok legata al tuo singolo Banana?

Certo, ho il mio account personale e faccio un sacco di TikTok con le mie figlie. Poi a un certo punto è comparsa anche quella sfida e l’ho vista crescere sempre più. È bello vedere come riesco a rimanere connesso con le nuove generazioni grazie a questo social: è una vera benedizione, ammetto! Quel che posso dire su Banana, invece, è che regala a tutti una gran voglia di sorridere.

A proposito di una classica hit come It Wasn’t Me che hai rivisto ora, hai tenuto a specificare che non si tratta di una canzone che inneggia al tradimento, tutt’altro. Spesso le persone hanno mal interpretato?

Proprio così, è una canzone di scuse e viene detto soprattutto nel bridge finale. All’amico che consiglia di dire alla fidanzata di negare sempre (“It Wasn’t Me”), viene detto: “Sai che c’è? Sei un idiota! Io chiederò scusa alla mia ragazza!”. Sai cosa? È capitato che quando i DJ la mixavano nei party, tagliassero proprio quella parte lì. Così tutti pensavano: ah be’ un’altra canzone dal mister Boombastic, il classico Don Giovanni.

Ci tieni invece a ribadire la tua visione rispettosa della donna.

Proprio così. Io sono stato cresciuto da figure femminili. Per questo, ai tempi, ho voluto scrivere Angel che è dedicata alle donne che si sacrificano all’interno delle famiglie e come minimo dovrebbero essere trattate molto ma molto meglio di quanto non siano.

Hai rivisitato Angel con Sting, e insieme a lui nell’album c’è anche Primavera. Siamo abituati a vedervi collaborare insieme ormai. Vi sentite spesso?

Sting mi ha aiutato tantissimo anche per questo album: mi ha suggerito lui di proporre la cover di Electric Avenue.

Che cosa vi accomuna maggiormente?

Tante cose. Soprattutto ci piace rimanere in contatto con l’umanità. Sappiamo entrambi di avere una missione: portare il sorriso alle persone e vogliamo creare delle opportunità per loro attraverso la musica. Votiamo tutti e due liberal. Sono sicuro che per entrambi il successo non è economico ma dipende dal numero di persone con cui riusciamo a entrare in contatto in maniera positiva.

Il reggae sta vivendo un momento di riscoperta in tutto il mondo, soprattutto durante il periodo di lockdown, come mai?

Perché può aiutare veramente le persone a combattere l’ansia. Può essere la musica dell’amore ma anche della rivoluzione. È adatto a tutti gli stati d’animo.

Può essere anche la colonna sonora di un movimento come Black Lives Matter? Secondo te è necessario al giorno d’oggi?

Certo, lo supporto totalmente ed è fondamentale anche nel 2020. Perché l’immigrazione fa parte della nostra vita e purtroppo anche il razzismo. È giusto notare come sia totalmente un prodotto della nostra cultura perché quando osserviamo giocare insieme dei bambini bianchi, neri, cinesi o di qualsiasi provenienza non hanno mai problemi tra di loro. Giocano e basta. La gente ha paura di ciò che non conosce. Bisogna eliminare questa paura con la conoscenza ed è arrivato il momento giusto per farlo.

Se tornassi indietro rifaresti il servizio militare e andresti ancora a combattere nella Guerra del Golfo?

Il servizio militare mi ha insegnato il valore della disciplina e l’importanza del trovare un equilibrio nella propria vita, anche a non eccedere con le spese. Lì ho imparato a credere in me stesso e a prestare attenzione a me e ai miei bisogni. Mi chiedi se lo rifarei? Probabilmente no. Possiedo una maggior conoscenza e consapevolezza oggi e mi rendo conto che il Governo può facilmente fomentare l’esercito per degli scopi che non beneficiano me come cittadino, né la mia gente. Un sacco di leader oggi sono razzisti e anche coloro che non lo sarebbero sono costretti ad assumere atteggiamenti razzisti per arrivare alla fine della giornata. Quindi oggi non metterei la mia vita in pericolo per supportare delle norme che non sono a favore della mia gente.

Disciplina e divertimento nel lavoro: qual è la percentuale di importanza?

Anche il divertimento è importante nel lavoro, certo. Sono entrambi importanti, 50 e 50 direi.

Anche ai tuoi figli cerchi di trasmettere questo?

I miei figli sanno da dove veniamo ovvero dal nulla. Sono consapevoli e sanno anche del privilegio che stanno vivendo ora a essere i figli di Shaggy. Penso sia importante non farglielo mai dimenticare.

Ascolta Hot Shot 2020 di Shaggy

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