Samuel Heron torna con “Nella pancia della balena”. L’intervista

Uno dei rapper italiani più estrosi e divertenti della scena emergente presenta il suo primo singolo per Polydor, molto estivo, feat. The Kolors
Samuel Heron, foto ufficio stampa
Samuel Heron, foto ufficio stampa

Samuel Heron è uno dei giovani rapper italiani più interessanti ed estrosi degli ultimi anni. Classe 1991, anche lui da Spezia come Dani Faiv, Anna e moltissimi altri, ha pubblicato oggi il suo primo singolo per Polydor, Nella pancia della balena feat. The Kolors.

Il brano, prodotto da Michele Canova, ha un chiaro e piacevole sapore estivo pur conservando sempre il guizzo di originalità che contraddistingue Samuel Heron, sia nelle rime che per la scelta delle basi. Certo, non ci sono più le barre irriverenti e un po’ scurrili degli inizi, di Illegale e Ci sta, ne abbiamo parlato con lui.

Come hai passato questa quarantena? Hai attraversato diverse fasi come tutti?

Ho passato la quarantena all’insegna della ricerca di nuove energie da trasportare nella mia musica. Nonostante io abbia vissuto questa condizione da molto vicino: la mia fidanzata, infatti, è un’infermiera. Questo ha comportato una serie di attenzioni e di costrizioni (casalinghe) dovute al suo lavoro.
Io sono fiero di ció che ha fatto, l’ho appoggiata in tutto e per tutto, senza alcuna esitazione.

In questo periodo hai lavorato tramite video call con Michele Canova che vive a Los Angeles?
Esatto, con Michele ci siamo conosciuti e confrontati a distanza tramite video call, anche se il suo nome aleggiava nel mio percorso già da anni.
Finalmente siamo riusciti a costruire qualcosa insieme…

Hai deciso di abbandonare il linguaggio un po’ gergale, un filo scurrile, e divertente dei tuoi primi pezzi?

Ho sempre avuto un’attitudine pungente ed irriverente, che però ho cercato di non portare all’esagerazione. Della serie: mi piaceva stuzzicare senza cattiveria ingiustificata, ma soprattutto ho sempre scritto in italiano: cosa che ultimamente tanti colleghi in Italia si stanno dimenticando di fare!
Nonostante questo, sicuramente ammorbidirò il mio gergo, che si avvicinerà sempre di più alla mia parte matura, tralasciando invece quella  più goliardica e frivola da puro intrattenitore, che sicuramente mi ha contraddistinto in passato.

Come è andata invece con Stash? una collaborazione inaspettata dato che avete pubblici molto diversi.

La collaborazione con Stash è nata nello stesso periodo di Michele. Questo periodo di estrema distanza, ci ha permesso in realtà (seppur tramite FaceTime) di avvicinarci, e di unirci nonostante le differenze stilistiche e di percorso. Ci siamo sentiti liberi di fare musica a prescindere da tutto, con estrema libertà e genuinità.

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