“Motomami” di Rosalía è il primo grande album internazionale del 2022

Flamenco, bachata, reggaeton, ritmi cubani, una voce incredibile e feat perfetti. Questi sono gli ingredienti per un disco che è il compromesso ideale fra tradizione locale e produzione internazionale
Rosalía - Motomami - nuovo album - 1
Rosalía (fonte: ufficio stampa)

Esce oggi, venerdì 18 marzo, il terzo album di Rosalìa, Motomami (Sony Music), quasi quattro anni dopo l’eccellente El Mal Querer che ha fatto conoscere al mondo intero la musica, per molti particolarissima, della giovane Rosalía Vila Tobella.


Da quasi subito Rosalía è stata adorata da Billboard, ottenendo il Rising Star Award durante l’edizione del 2019 del Billboard Women in Music ma anche un Billboard Music Award, senza contare che si era portata a casa dagli States anche un Grammy grazie alla sua seconda prova in studio. Appena prima dell’onda pandemica l’avevamo anche notata nella pellicola di Pedro Almodóvar, Doloy y Gloria, e ascoltata con una manciata di nuovi brani, come Con Altura in coppia con J Balvin e TKN assieme a Travis Scott.


La road map verso l’uscita odierna di Motomami è stata poi segnata dall’esilarante Chicken Teriyaki, Saoko, la bachata con il feat di The Weeknd, La Fama, che ha già raggiunto i 150 milioni di stream e l’ultimo intenso singolo Hentai. Con l’album intero disponibile adesso possiamo farci un’idea definitiva di questo terzo lavoro in studio di Rosalía.

Cura nei dettagli e un intangibile pizzico di divertissement

Rosalía è una perfezionista. «Non puoi che definirti tale se lavori 16 ore al giorno per tre anni per dare forma al nuovo album, e se mantieni per tutto questo tempo una certa disciplina e l’attenzione per i dettagli che mi ha saputo trasmettere anche il mio insegnante di flamenco. Questo album non sarebbe mai esistito senza “sangue, sudore e lacrime” e anche con la costante complicità in studio di David Rodríguez», così la cantante catalana ha dichiarato in una recente intervista con Zane Lowe.

La cura per ogni dettaglio s’intuisce anche visivamente. I sistemi grafici di Ableton Live (come sapete, il noto programma di produzione musicale), sui quali oramai tutti gli artisti compongono, ci aiutano. Ma c’è anche quell’intangibile pizzico di divertissement che possiede da sempre Rosalía, stimolato anche dal suo team: il già citato e sempre presente David Rodríguez, Noah Goldstein (importantissimo nella costruzione dei lavori di Kanye West: My Beautiful Dark Twisted Fantasy, Yeezus, The Life of Pablo), senza dimenticare il suo conterraneo El Guincho che, dopo una carriera da solista rimasta nell’ambito del puro culto, come produttore ha trovato la dimensione giusta.

Prendiamo la prima traccia del disco, Saoko. È elementare ed efficace. A Rosalía è bastato un video su TikTok per spiegare come sono nati il beat reggaeton, la melodia al piano e la potente distorsione. Eppure, se questo sembra a prima vista un giochino, come costruire con i mattoncini del Lego (citato dalla stessa cantante nelle liriche del brano), spesso entrano poi in gioco sofisticate intuizioni, come accade già nella successiva traccia dell’album, Candy,dove c’è una spruzzata di Burial (campionamento intelligente di Archangel dal primo album del producer britannico).

L’altro esempio di costruzione iper-grafica è la sorprendente CUUUUUuuuuuute. Parte con il campionamento di Counting to 28 del contadino vietnamita So Y Tiet (personaggio diventato virale grazie a Snoop Dogg). Arriva poi un beat che pare una mitragliatrice carioca generato dalla giovane producer argentina TAYHANA. Nel bel mezzo della traccia, una vertiginosa performance vocale di Rosalía su testo elaborato anche dalla inseparabile sorella Pilar Vila Tobella.

La voce di Rosalía, un usignolo non insanguinato

Non ci siamo troppo soffermati sulla voce di Rosalía, da usignolo, ma non “insanguinato” come fu definita quella di Édith Piaf. Perché alla quasi trentenne catalana manca certamente il pathos viscerale della francese. Poi, certo, in gioco ci sono epoche e contesti diversi. Ma non c’è dubbio che Rosalía è una portatrice di antichi valori canori e riesce a contestualizzarli benissimo in Motomami.

Un esempio è la gemma preziosa Delirio de Grandeza, nata sul lento ritmo cubano dell’omonima canzone di Justo Betancourt, incisa 53 anni fa. Se siete curiosi di scoprire la musica cubana suonata negli States tra gli anni ’60 e ’70, andate alla ricerca dei titoli nel catalogo della Fania Records, per la quale sono anche uscite le ristampe dei dischi di Justo.

La voce di Rosalía è potente, limpida. Il suo team di produzione ha leggermente velocizzato la canzone originale. Ci ha aggiunto una coda particolare, con in loop i primi secondi della divertente canzoncina Delirious di Vistoso Bosses (citazione da ascolti adolescenziali?) e la melodia ridotta a due note, ma con la voce di Rosalía che continua a cantare la melodia cubana. Il presente e il passato convivono magnificamente.

Se poi la voce di Rosalía flirta con un’altra grande voce del presente come quella di James Blake, in Diablo, l’estasi è completa. Nel disco la presenza di James Blake è piccola ma importante. Lui la ospitò nel suo album del 2019, Assume Form. E Rosalía è cresciuta con in cuffia la musica di Overgrown, il favoloso album di debutto di Blake del 2013.

Per chiudere, un’altra presenza è fondamentale per la cantante: Pharrell Williams. La title track è letteralmente opera sua e, come ha rivelato sempre a Zane Lowe: «Pharrell è stato il primo artista negli States che mi ha dato una possibilità. Due anni dopo averlo conosciuto, abbiamo lavorato assieme e la sua gioia di cantare e suonare è stata per me contagiosa e un insegnamento».

Motomami è dunque il primo grande album internazionale del 2022. Siamo felici che arrivi dalla Spagna e da una donna.

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Ascolta Motomami di Rosalía


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