Michele Bravi e Sophie Scott: «”Falene” è un inno alla diversità»

I due cantanti, alla loro prima collaborazione insieme, firmano un brano che ci ricorda l’importanza di accettarsi, nelle nostre diversità, e di provare a cercare la nostra luce
Michele Bravi Sophie Scott
Michele Bravi e Sophie Scott, foto ufficio stampa

La notte è il momento magico per antonomasia. Tutto può succedere, liberi da ogni sovrastruttura e barriera, possiamo finalmente essere noi stessi, ma anche chiunque vorremmo essere. Come gli animali notturni, il buio può spaventarci, ma anche attrarci e trascinarci con sé, in una danza che potrebbe durare fino all’alba. Proprio alla notte, ma non solo, è dedicato Falene, il singolo di Michele Bravi e Sophie Scott, frontwoman dei Sophie and the Giants, uscito venerdì 18 giugno per Virgin Records / Universal Music Italy.

Un brano dalle sonorità che sembrano provenire da terre lontane e che ci porta a viaggiare, almeno con la fantasia. L’animo sensibile di Michele Bravi incontra quello di Sophie Scott, e da qui nasce una collaborazione destinata a prendersi l’estate, fuori dalle più classiche dinamiche dei tormentoni.

Abbiamo incontrato Michele Bravi e Sophie Scott su Zoom, per farci raccontare la genesi del brano e alcuni significati nascosti. Il cantante umbro, va detto, ha la capacità di raccontare le sue emozioni in modo puro. Una dote difficile, che per molti potrebbe essere anche un peso. Michele Bravi, però, è capace di donare attraverso le sue parole pace interiore a chi lo ascolta. E Sophie Scott, delicata nei suoi capelli rosso acceso, è riuscita a regalare un pizzico di magia in più alla loro collaborazione.

«Abbiamo scritto la canzone insieme, ma a distanza, io da Milano e lei da Londra. Il processo è stato velocissimo, il brano è nato in circa due settimane» ci ha raccontato il cantante durante la nostra intervista.

«Lavorare con Michele è stato meraviglioso. Sono rimasta bloccata nella mia stanza per quasi un anno, quindi è stato bello venire in Italia per realizzare il videoclip di Falene e scattare alcune foto insieme» ha poi aggiunto Sophie.

Vi siete entrambi tatuati una falena. Perché?

Michele: Eravamo a pranzo insieme. La manager di Sophie, Claire, ci ha detto “perché non ci facciamo un tatuaggio tutti insieme?” e ci è sembrata un’ottima idea.

S: L’abbiamo deciso dopo un paio di drink (ride, ndr.). Sai, realizzare questa canzone è stato una cosa molto importante per me. Soprattutto, ho dovuto affrontare una grande sfida: cantare in italiano per la prima volta. È qualcosa che non voglio mai dimenticare.

Sophie, è stato difficile per te cantare in italiano?

Sì, in realtà sì, perché non parlo bene italiano, ma sto imparando (ride, ndr). Non lo avevo mai fatto, ma ascolto tantissima musica del vostro Paese, tra cui anche Michele, e ho sempre pensato che prima o poi mi sarebbe piaciuto provarci, ed è successo.

Michele Bravi: «Le falene sono come gli uomini: animali notturni in cerca della propria luce»

Parliamo del titolo del brano. Ho letto che le falene nelle credenze popolari hanno spesso significati oscuri e negativi.

M: Il significato attribuito alle falene è piuttosto vario. Esiste una credenza tribale per cui sono rappresentate come fate o streghe con un’anima, ma alla ricerca di un corpo. Questa canzone è legata al mio ultimo album, La geografia del buio, ed è una metafora per descrivere l’estate, ma in un modo oscuro. Le falene sanno come vivere al buio, ma cercano la luce. Se ci pensi, è un po’ anche quello che facciamo noi umani.

Parlando proprio di estate, è un momento particolare per la musica. Escono tantissimi brani, soprattutto tormentoni. Quali sono le vostre aspettative per questo brano?

M: Abbiamo grandi aspettattive, ma sinceramente non riguardano le vendite. Entrambi abbiamo un sogno: giugno è il mese del Pride, quindi vorremmo che questo diventasse un inno all’accettazione e alla diversità. Le persone che vengono discriminate sono come gli animali notturni, e come le falene cercano la propria luce.

Sophie Scott: «A volte ci dimentichiamo chi siamo e vorremmo essere qualcun altro»

Dalle testo del brano ho percepito che la notte è un momento magico, perché ci togliamo la maschera, e possiamo essere davvero noi stessi. Allo stesso tempo, però, ci permette di diventare chiunque vogliamo.

S: Penso che tutti si possano immedesimare in questa sensazione. A volte ci dimentichiamo chi siamo e cerchiamo di essere qualcun altro. Ad un certo punto, però, ci perdiamo, perché siamo alla ricerca di qualcosa, anche se a volte non sappiamo bene cosa o che forma abbia. In questo percorso, però, spesso come le falene riusciamo a trovare quello che ci serve davvero per vivere.

Michele, tornando a parlare de La geografia del buio, mi sembra che questo brano aggiunga un altro tassello a un lavoro già molto intimo e intenso.

M: I dischi hanno una vita nel momento in cui tu li presenti al pubblico. La geografia del buio è uscito a gennaio e questo brano arriva a qualche mese di distanza, ma con la consapevolezza del tipo di creatività che ha incontrato il mio pubblico. Così, la scrittura è andata in un’altra direzione, limitrofa e parallela, perché si parla sempre di oscurità, ma in una chiave e con una sonorità diversa. Non a caso questa è la canzone che vado a condividere con un’altra persona. È come se avessi costruito tante stanze in una casa e questa sia quella in cui io mi sento pronto ad accogliere gli invitati.

Ascolta Falene, il nuovo singolo di Michele Bravi e Sophie Scott

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