Mara Sattei: «Con “Universo” vi dimostro chi sono. E porto con me lo stile di Mina e Lady D»

Dai primi singoli prodotti dal fratello tha Supreme al suo primo album di inediti, per l’artista romana è giunto il momento di esprimersi in tutta la sua eleganza e, anche, fragilità
Mara Sattei. Foto di Giampaolo Sgura
Mara Sattei. Foto di Giampaolo Sgura

Mara Sattei è visibilmente un po’ emozionata quando si apre la nostra finestra di conversazione con lei su Zoom, per discutere insieme del suo primo album in uscita oggi, Universo (Arista/Columbia/Sony Music Italy). Perfetta come sempre, fresca nel suo bob biondo che la contraddistingue, l’artista romana – che per un paio d’anni, per molti, è stato semplice riconoscere come “la sorella di tha Supreme” – finalmente può esprimersi con un progetto completo in cui mette tutta se stessa.


Sì, perché di questo si tratta: dell’Universo di Sara Mattei, classe 1995, che dopo una serie di esperienze tra cui un talent, il sodalizio musicale sempre più forte con il fratello e la nascita dei suoi primi singoli di successo (che l’hanno portata anche sul palco di X Factor), è pronta a dare libero sfogo a tutto quello che le passa per la testa – e per il cuore.


Non ha fatto molte interviste fino ad oggi, forse per preservare un po’ di quel mistero che si porta dietro sin dalle Nuove Registrazioni, ma anche dai brani recenti come Altalene (con Coez), Scusa e Spigoli (con Carl Brave). Eppure, mentre parliamo, la sua voce sembra voler finalmente spiegare che il suo momento è arrivato. Curiosi, come di certo anche le migliaia di follower che nel frattempo Mara Sattei ha collezionato, siamo pronti finalmente ad andare alla scoperta dell’elegante vocalità e personalità dell’artista.

Mara Sattei, Sara Mattei. Sono la stessa persona?

Sicuramente sì. Mara Sattei è tutto ciò che riguarda il mio espormi a livello musicale ed artistico. Se vogliamo poi unire le due cose è ovvio che sono la stessa persona, ma su fronti diversi. Sara Mattei è una ragazza normalissima, semplice, che viene da un paese come Fiumicino. La scelta di riprendere il mio percorso musicale con un nome del genere è non solo una questione di gusto, perché mi piaceva il gioco di parole, ma anche perché sul palco, quando scrivo, canto, mi esibisco, io mi sento Mara!

Mi parli di “riprendere un percorso musicale”, perché non tutti sanno che c’è stato qualcosa prima ancora delle Nuove Registrazioni. A che punto del tuo percorso appartengono? E da dove hai iniziato, realmente, questo viaggio? 

Ho iniziato da molto piccola, sono nata e cresciuta in una famiglia di musicisti e artisti e la musica l’ho vissuta in maniera molto naturale e spontanea. I miei primi testi li ho scritti a 13-14 anni. Scrivo, come fa ancora mio nonno, che ieri mi ha dato un suo testo chiedendomi se riuscissi a metterlo in musica! Sono partita dalla mia cameretta come youtuber, non sapevo neanche bene cosa mi piacesse perché quando sei piccolo sperimenti ma senza sapere bene la tua direzione. Poi, con Amici è arrivato il momento di uscire dalla comfort zone, ho avuto uno scatto formativo sia personale che professionale.

Fino alle Nuove Registrazioni c’è stata quindi una ricerca, una costruzione, fasi in cui ho spento tutto e ho pensato a me stessa. Dopo Londra, dove sono andata per studiare, ho messo insieme a mio fratello tutto quello che avevamo assimilato insieme. Per me il mio primo disco è un’emozione grande, vedo me stessa a ritroso e vedo tutto il lavoro che ho fatto nel corso degli anni. Mai avrei pensato di arrivare, un giorno, qui!

In questo tuo essere oggi pronta per Universo, il tuo nucleo familiare e tuo fratello ti hanno aiutato nel tuo percorso? E nello specifico qual è il rapporto che si è instaurato negli anni tra te e tha Supreme a livello musicale?

Nascere in una famiglia che comprenda quello che vuoi fare non è scontato. Anche solo dire ai tuoi genitori di voler fare musica nella vita non è una cosa semplice. Ma sono sempre stata appoggiata da loro e per me e mio fratello sono stati fondamentali. Con tha Supreme (Davide Mattei) siamo molto uniti da quando siamo piccoli, la musica è stato il nostro canale di comunicazione primario che ci ha unito ancora di più. C’è sempre stato uno scambio di idee sui brani, sui generi che ascoltavamo. È un legame molto bello.

Mara Sattei. Foto: Giampaolo Sgura

Credi che l’arrivo di questo tuo primo album serva a sancire finalmente il cambiamento dall’essere “la sorella di tha Supreme” all’essere Mara Sattei e basta? Nonostante il tuo pubblico sia stato per molto tempo legato a questo pensiero.

Assolutamente, credo e spero di sì! Spero che in tanti capiscano con questo album chi sono io, cosa voglio comunicare attraverso le mie parole, tutto il lavoro che ho fatto, le mie tante sfaccettature. Universo non è un album omogeneo ma eterogeneo, è pieno di stimoli e di cose che ho affrontato nel tempo. Anche nel sound, raccoglie elettronica, pop, un po’ di mood diversi. Tanti inquadreranno molto di più il mio progetto tramite questo disco.

Anche se lui ne ha prodotto tutte le tracce. D’altronde la vostra collaborazione è un po’ un marchio di fabbrica, ma avresti potuto prendere una strada diversa e sperimentare anche su produzioni di altri, o sulle tue! Quali sono le ragioni di questa scelta?

Quando ho ricominciato a considerare la musica come il mio futuro, lui è stato il primo a credere in me e a darmi supporto, mettendo insieme le forze per una prospettiva più lunga in questo percorso. Quell’affinità anche a livello musicale che ho con lui, che mi conosce bene ma comprende anche tutto quello che mi piace e sa qual è la cosa “giusta”, non potrei averla con nessun altro. È stato proprio questo il motivo per cui abbiamo voluto partire da zero e creare qualcosa guardandolo in prospettiva futura, facendo tutto noi. Dalle produzioni, alle parole, non c’è stato un fattore esterno: solo io e lui, a livello creativo.

Questo mi fa pensare che avete ben chiaro com’è curare un progetto dall’inizio alla fine. Ma forse questo elemento, per il pubblico, è uscito meno fuori rispetto alla tua voce. Non sei soltanto una cantante, sai usare i tool musicali, le drum machine… È una cosa voluta?

Il disco sarà un bel biglietto da visita per dimostrare tante cose! Abbiamo fatto delle scelte, anche a livello di esposizione. C’è stato un motivo per cui non sono usciti moltissimi brani, dedicandoci al disco principalmente in questi tre anni. Ogni brano è stato ultimato fino all’ultimo dettaglio, dalla scelta dei featuring a tutto il resto. Per noi è un passo importante, e spero che da oggi le persone comprenderanno il mio mondo, quella che sono. Il mio Universo! Perciò l’ho chiamato così. Spesso non riusciamo a far vedere agli altri tutto quello che c’è dentro di noi, ma con la musica io riesco a dare quella piccola parte in più di me che a parole non ti so raccontare.

Perciò mi confermi che il fil rouge che lega le canzoni è questa tua volontà di uscire un po’ allo scoperto, più emotivamente che in altri modi.

Esatto, e anche la bellezza della fragilità e di non aver paura di esporsi, mettersi a nudo davanti a tante persone che sicuramente si ritrovano nelle tue storie e in quello che vuoi comunicare. È bello perché crei un’empatia unica.

Nell’album ritroviamo alcune combinazioni vincenti: di nuovo Carl Brave e Gazzelle, ma anche nuovi ospiti come Giorgia e Tedua. Qual è il criterio che ti ha guidato nella scelta dei featuring? 

Mi sono presa del tempo per capire su quale brano inserire dei featuring. E dovevano essere affini al mio mondo, altrimenti si rischiava troppo contrasto sulla scrittura del brano. Questa riflessione mi ha portato a scegliere anche artisti con cui non avevo mai collaborato, come Tedua. Da subito c’è stata stima reciproca, Blu intenso è un brano che è molto nelle sue corde e anche lui ha potuto esprimersi con la sua scrittura, che tra l’altro è pazzesca. Ci siamo visti in studio e conosciuti, c’è stato un bello scambio.

Con Carl Brave ci siamo conosciuti nel 2019 e in quel periodo sono nate sia Spigoli che Tetris. Con Gazzelle c’è grande affinità artistica sin da Tuttecose, e pensando a Occhi stelle ci stava benissimo lui. Il brano più “pazzo” del disco è quello con mio fratello, 0 rischi nel love. Ci piace la musica elettronica e ci divertiamo sperimentando, per noi è anche un modo per stare bene e divertirci facendo sempre cose diverse. Giorgia, per me è stato un onore! Non posso dire altro, è una persona pazzesca e quando l’ho conosciuta ci ha detto che è fan della nostra musica, e noi siamo cresciuti con la sua. Si è creato un incontro magico di generazioni inaspettato e unico.

Giorgia è l’unica donna, inoltre. Pensi che sarebbe stato bello includere anche altri nomi di colleghe, magari della tua generazione, nel tuo primo album?

Sì, e anzi, sicuramente ci sarà occasione. Magari nel prossimo futuro, ma collaborerò di certo con altre artiste.

Sei stata anche un volto di EQUAL, fra l’altro… Cos’hai provato quando te lo hanno detto?

Be’, è stato pazzesco! Ed è un bel progetto quello di Spotify, perché Equal ha messo insieme una serie di personalità diverse di ragazze, e ha esposto la generazione di oggi a livello femminile. E poi il billboard a Times Square… Una grande soddisfazione.

Pensa, dalle donne che ti ispirano sei diventata tu una donna che ne ispira altre. Quali sono i tuoi altri riferimenti, oltre a Giorgia, di donne che ti ispirano anche nel mondo extramusicale?

Mi piace moltissimo Margaret Mazzantini, è la mia scrittrice preferita in assoluto e ho letto tutti i suoi libri. Ha scritto dei capolavori. Se devo poi parlare di styling, mi piace molto Lady D. Ho seguito molto il suo immaginario, mi sono piaciuti i documentari perché mostrano una donna estremamente fragile ma anche forte allo stesso tempo, un qualcosa che mi ha sempre incuriosito. Lei è stata la figura che mi ha più ispirata. E poi c’è Mina, che secondo me è l’icona per eccellenza, anche a livello fotografico. Ho il suo libro, tra l’altro. Ma lei, in tutto ciò che ha fatto negli anni e che risulta ancora moderno, è sempre stata sopra le righe.

Tra l’altro la cover di Universo mi ricorda tanto Mina, sai il bianco e nero, i capelli raccolti…

Dico solo: wow!

Tornando per un attimo alla musica: dove sta andando secondo te il suono dell’urban, visto che tu e tuo fratello avete contribuito ad innovarlo notevolmente negli ultimi anni? 

Secondo me questa nuova generazione sta sperimentando tantissimo. Non ritrovo delle sonorità negli artisti di punta che si ricollegano a un genere in particolare. Ci sono tante influenze, dipende molto da cosa hai assimilato. Ad esempio, Madame è una degli artisti che si sta prendendo una grande fetta: abbraccia il mondo urban e all’interno ci sono un insieme di mondi e sfaccettature. L’urban si sta aprendo, è un dato di fatto, è anche una parte del mio stesso percorso.

E questo stesso approccio mi porta sulla strada della tua seconda grande passione, la moda. Come si intersecano, se lo fanno, questi due mondi per te?

Ho sempre avuto questa passione, mi ricordo che prendevo le stoffe di mia nonna e creavo abiti andando in giro per casa! Quando la musica poi ha iniziato a prendere più piede nella mia vita, la moda è sempre andata di pari passo. Quello che creo, il mio gusto nel tempo, le fasi in cui mi piaceva vestire in questo o quell’altro modo per poi arrivare a quello che oggi mi piace, è anche quello una forma d’arte molto importante. Come ti vesti è il tuo biglietto da visita, il modo in cui ti poni e come ti piace “uscire”. Ci sono dei motivi dietro che sono anche molto istintivi. Per dirti: secondo me musica e moda sono due forme d’arte che camminano insieme.

E le coltiverai insieme in un prossimo futuro?

Chissà! Sarei molto contenta un domani di fare un qualcosa con la moda, di creare qualcosa di mio. È un altro sogno da realizzare.

Ascolta Universo, il primo album di Mara Sattei


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