“Madame X”, esperimento glocal: vi raccontiamo il nuovo album di Madonna | Billboard Italia
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“Madame X”, esperimento glocal: vi raccontiamo il nuovo album di Madonna

Esce il 14 giugno il nuovo lavoro in studio della signora Ciccone. Lo abbiamo ascoltato in anteprima: ecco cosa sentirete

Madonna - Madame X

Bizzarro. È la prima sintesi che viene in mente dopo l’ascolto di Madame X di Madonna, in uscita il 14 giugno per Virgin / Universal Music. Come una tazzina di caffè turco (“bisogna saper aspettare”, diceva una battuta di un film memorabile), non si può buttare giù d’un fiato ma occorre lasciare che si depositi nei nostri pensieri per coglierne il sapore.

Di Madame X colpiscono diversi aspetti e altri convincono meno. Colpisce la volontà di imprimere all’album una dimensione “glocal” saltando idealmente da un angolo del pianeta all’altro. Si possono sentire in filigrana i mondi sonori di Colombia (Medellín, Bitch I’m Loca, entrambe con Maluma), Portogallo (con il fado di Killers Who Are Partying), India (Extreme Occident), Brasile (Faz Gostoso feat. Anitta), Marocco (Come Alive). Oltretutto il disco parla tre lingue: inglese, portoghese e spagnolo.

Da questo punto di vista è un album perfettamente al passo con lo Zeitgeist pop (e in un certo senso lo porta alle estreme conseguenze). Questo – come mi diceva poco tempo fa un altro campione del mainstream, Steve Aoki – è un momento d’oro per le culture locali e “non dominanti” (leggi: non anglosassoni) per prendersi il centro della scena. Latin pop e K-pop sono alla testa di questo movimento, ma là fuori il fermento è tanto – vedi per esempio l’exploit dell’urban-flamenco della catalana Rosalía. Madame X rappresenta senz’altro un bell’omaggio a questo nuovo panorama musicale da parte di una gigantessa del pop che potrebbe tranquillamente scegliere di non rimettersi in discussione.

Colpisce anche una certa dose di sperimentazione, su tre tracce in particolare. Dark Ballet, già uscita come singolo, parte con quegli ormai familiari “bassoni” e drum machine nello stile delle produzioni trap per poi disfare tutto a metà brano con un inciso di pianoforte che si evolve in una sorta di balletto robotico sulle note dello Schiaccianoci. Stessa struttura “da suite” per God Control, che comincia con piano e voce e diventa poi un pezzo disco (curiosità: il “wake up” sussurrato e ripetuto alla fine ricorda molto quello di Night Time dei Superorganism). I Don’t Search, I Find invece è un ottimo pezzo da club, con scelte di arrangiamento non banali che lo rendono affine alle migliori produzioni house ibizenche.

Giocano invece a svantaggio di Madame X due fattori. Il primo è una certa sovra-produzione delle parti vocali. Al netto dell’autotune – che fa capolino qua e là – spesso nel corso dell’album il timbro di Madonna suona poco naturale: sembra di sentire una cantante di vent’anni. L’altro è legato a una questione di pubblico: a quale audience si rivolge il disco? Ai fan agé – non necessariamente infatuati per i nuovi trend della pop music – o ai millennials – che magari neanche conoscono Like a Virgin? L’album per questo non ha le caratteristiche del “chartbreaker”, ma a livello di produzione (a proposito, vi collaborano fra gli altri Mirwais e Diplo) rappresenta indubbiamente un esperimento capace di creare emuli in un futuro prossimo.

Guarda il video di Medellín di Madonna feat. Maluma



Madame X – Tracklist

  1. Medellín feat. Maluma
  2. Dark Ballet
  3. God Control
  4. Future feat. Quavo
  5. Batuka
  6. Killers Who Are Partying
  7. Crave feat. Swae Lee
  8. Crazy
  9. Come Alive
  10. Extreme Occident (solo nella versione deluxe)
  11. Faz Gostoso feat. Anitta
  12. Bitch, I’m Loca feat. Maluma
  13. I Don’t Search, I Find
  14. Looking for Mercy (solo nella versione deluxe)
  15. I Rise

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