Lo sfogo di Achille Lauro contro i detrattori: «Pensano sia un pagliaccio»

In un lungo post su Instagram, Achille Lauro si è tolto parecchi sassolini dalle scarpe. Sul web c’è chi parla di risposta a Renato Zero
Achille Lauro
Achille Lauro, foto di Leandro Manuel Emede

Poche ore fa Achille Lauro ha chiamato a raccolta fan e addetti ai lavori sul suo profilo Instagram. A catturare la loro attenzione ci ha pensato un lungo post in cui l’artista di Lauro si sfoga apertamente su temi come l’entertainment, l’impegno sociale e l’estetica. Un vero e proprio invito ai propri supporter, verso una riflessione più profonda rispetto al frettoloso consumo musicale.

«Non parlo tanto, non metto la mia vita privata in piazza sui social. Non mi interessa e quando è successo non mi è piaciuto farlo, tuttavia in questi giorni di forte polemica ho capito che in alcuni momenti, invece, dovrei farlo. L’ho capito quando mi hanno detto che il trucco è solamente appropriarsi di qualcosa che non mi appartiene. Ma il trucco non è solo trucco, è il mondo dove voglio portare le persone, è la mia volontà espressiva, è il colore e il vestito delle parole», esordisce Lauro.

Lauro replica a Renato Zero?

«L’ho capito quando mi hanno umiliato pensando che io sia un pagliaccio che si mette in mostra. Ma nella mia interpretazione artistica la musica non è solo musica. È spettacolo, è uno stato d’animo, è un ideale, è libertà estrema, è il rifiuto nei confronti di coloro che credevano che io non fossi libero, o non fossi all’altezza, è conseguenza di anni di umiliazioni e vergogna. L’ho capito quando per un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo mi hanno dato dell’omofobo, dopo anni che mi danno del “frocio” pensando di offendermi!». L’uso della parola “pagliaccio” ha fatto sorgere in vari utenti il dubbio che lo sfogo di Lauro abbia un destinatario preciso: Renato Zero.

Lo scorso anno il cantante aveva infatti liquidato Lauro con un giudizio molto severo, utilizzando il medesimo termine («Achille Lauro? Riesce ad affermarsi con poco. Io mi sono fatto il mazzo. Cantavo la periferia, non ero un clown»).

L’impegno sociale

Achille Lauro ha poi voluto sottolineare il proprio costante supporto alle comunità più fragili: «Da anni investo denaro, tempo e impegno per la tutela dei diritti umani, per i diritti delle persone abbandonate nelle carceri, per aiutare i bambini negli ospedali, per i ragazzi nelle comunità, per chi non ha una casa, per coloro che sono rimasti senza lavoro, per chiunque abbia bisogno di aiuto e per essere artefice». L’artista si è è poi detto partecipe «di una rivoluzione per cui la condizione sociale, culturale e umana delle classi deboli e discriminate possa cambiare definitivamente»

«Per chi non mi conosce ci tengo a ricordare che lo faccio da quando non avevo una lira», puntualizza Lauro. «Sono cresciuto tra gli emarginati e i reietti, perché so che vuol dire sentirsi diverso, mai compreso, solo. Quando per il mondo non sei nessuno. Mia madre mi ha educato insegnandomi che aiutare gli altri è una priorità e per chi ne ha la possibilità è un dovere».

Il post si conclude con un invito a sviluppare un occhio critico sulla vita delle star: «Attenzione perché la realtà non è solo quella che vedete su giornali e tv, e dietro quelle storie, molto spesso, ci sono vite vere fatte di sofferenza, valori e battaglie».

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