La “Bella Storia” di Fedez contro una violenza che non ha mai fatto ridere

È uscito l’inno alla gentilezza di Fedez, che aveva lanciato il nuovo singolo tingendosi i capelli e disegnandoci sopra il simbolo della pace
Fedez
Fedez

In un mondo in cui sono i media a raccontarci il presente, la violenza rimbomba, ci assorda e ci acceca dando l’impressione di non lasciarci alcuna lezione. Nel peggiore dei casi ci trascina via, con la forza della sua corrente contro cui sembra impossibile opporsi. Recenti amari fatti di cronaca ce lo ricordano. Fedez prova a spezzare questa linea retta.

Lo fa con una canzone, Bella Storia, uscita questa notte.

Qualcuno potrebbe ribattere che un brano è nulla rispetto alle montagne da spostare. Eppure basterebbe rifarsi alla rilevanza mediatica di cui gode il cantante di Le Feste Di Pablo per riconsiderare la forza che anima release come queste.

La semplicità in bocca alle figure più rilevanti può dare e fare tantissimo. Acqua cheta rompe i ponti. Questa però, più che buttarli giù, punta a rinforzarli.

Fedez l’aveva annunciata su Instagram con un video girato per Milano. Voce fuori campo, un vaffanculo al carnevale di simboli che festeggiamo 24 ore su 24, e una precisa scelta di campo.

Se devo proprio indossare un simbolo, per quanto possa sembrare svuotato di senso agli occhi del senso comune, che sia quello della pace.

Tutti i baci che sprechiamo per scambiarci del male vivono una seconda vita nel brano prodotto da d.whale. Una seconda (o forse quarta) vita artistica anche per Fedez, che sembra essere rinato dopo la recente serie di singoli pubblicati.

Significativo che anche la più ostile delle No Fedez Zone, la pancia della rap community social, stia riconoscendo al cantante la bontà del lavoro.

Ad impreziosire ulteriormente la release di Fedez ci pensa la cover del singolo, ispirata all’artista genovese Eugenio Carmi, tra i maggiori esponenti dell’astrattismo italiano e innovatore del linguaggio grafico degli anni Cinquanta e Sessanta.

Ascolta Bella Storia di Fedez

Articolo Precedente
Max Casacci - intervista - La Mia Bici Acustica - foto di Chiara Mirelli

"La Mia Bici Acustica": Max Casacci racconta i segreti della musica rumoristica

Articolo Successivo
Michael Kiwanuka - Mercury Prize 2020

Michael Kiwanuka ha vinto il Mercury Prize 2020

Articoli correlati
Total
3
Share