Un esordio “cosmico” per il ragazzo venuto dai social: intervista a Bazzi

Il 21enne Bazzi deve la sua notorietà a un filtro dell’app che usava come “colonna sonora” la sua “Mine”, rapidamente diventata hit. Oggi si presenta al grande pubblico con un vero album, “COSMIC”, in cui racconta relazioni ed esperienze di vita con un linguaggio diretto e sincero

Negli ultimi anni ci siamo abituati alla presenza in classifica di giovani e giovanissimi artisti che hanno mosso i primi passi sul web per poi costruire una vera e propria carriera discografica. YouTube è stato il mezzo che ha dato il mezzo che ha dato l’occasione di farsi notare a popstar come Justin Bieber, Charlie Puth, Dua Lipa. Senz’altro più peculiare è un successo musicale nato dove non te lo aspetteresti: Snapchat. Il 21enne Bazzi deve la sua notorietà (oltre all’attività di vlogging su Vine) a un filtro dell’app che usava come “colonna sonora” la sua Mine, rapidamente diventata hit. Oggi Bazzi si presenta al grande pubblico con un vero album, COSMIC, in cui racconta relazioni ed esperienze di vita con un linguaggio diretto e sincero. Abbiamo fatto uno scambio di battute con Andrew (questo il suo nome di battesimo) durante una sua pausa nel tour che lo vede al seguito di Camila Cabello.

Bazzi (foto di Mike Woods)

Il tuo disco d’esordio, COSMIC, contiene 16 canzoni. Ognuna di esse dura meno di 3 minuti e ha un titolo di una sola parola. Una scelta di minimalismo?

Sì, è senz’altro una scelta di minimalismo. Mi piace molto la semplicità. È una cosa che puoi sentire nella mia musica. L’album contiene gli ultimi tre anni della mia vita personale, le cose che mi hanno fatto diventare quello che sono ora, le mie relazioni, i miei alti e bassi. Do il permesso alle persone di sbirciare in quello che ho fatto in questi ultimi anni della mia vita. Penso che sia stato un periodo speciale e hai l’opportunità di conoscere le esperienze di Bazzi molto bene attraverso l’album.

Tu esprimi spesso un profondo amore per la musica, per esempio: “I do this for the music, not the fame” (in Changed) e “Music is the priority, all the other shit is a minority” (in Somebody). Che ruolo ha avuto la musica nella tua vita?

La musica è tutto per me, lo è sempre stata. È il modo in cui esprimo me stesso, uno dei pochi in cui ci riesco: facendo musica ed essendo creativo. È ciò che ho costruito per essere dove mi trovo ora. E quando ti rendi conto che stai raggiungendo quell’obiettivo capisci che c’è anche una grande responsabilità in quello che fai.

Una certa influenza R&B si può sentire in tutte le tue canzoni, sia nelle parti vocali che negli arrangiamenti. Quali sono i tuoi artisti preferiti della scena R&B contemporanea?

Sì, senz’altro. Alcuni dei miei preferiti sono Michael Jackson e Prince. Sento molto l’anima e la forza di quelle canzoni.

Tu vieni dal Michigan. Fra tre “eroi” di Detroit come Iggy Pop, Jeff Mills ed Eminem quale sceglieresti?

Direi sicuramente Eminem. Ha fatto tanto per la musica: ha modernizzato il rap, ha avvicinato tanti nuovi ascoltatori a quel genere. Quello che io sto facendo ora con il pop penso che abbia un approccio analogo: sta “cambiando il gioco” in un modo simile.

Il tuo successo ha molto a che fare con piattaforme digitali come Vine e Snapchat. Che tipo di possibilità vedi nel mondo digitale per gli artisti giovani?

Sai, è un mondo in cui puoi mettere qualcosa di buono – in cui le persone si possano riconoscere – e far sì che si diffonda molto facilmente. È proprio il mondo virale.

So che ti sei avvicinato alla musica imparando la chitarra. Ci dici qualcosa sulla tua formazione musicale?

Ho fatto tutto da autodidatta, per esempio guardando video su YouTube. Penso sia una cosa molto facile da fare!

Sei nato in Michigan ma ti sei poi trasferito a Los Angeles, che peraltro menzioni molto spesso nei tuoi testi. Che tipo di rapporto hai con L.A? E che tipo di ispirazione ci trovi per la tua musica?

Ho davvero un bel rapporto con Los Angeles. È la mia città preferita al mondo, non vivrei da nessun’altra parte. Tutto il mio album, tutta la mia crescita hanno a che fare con la città, dove puoi trovare tantissime energie creative. Per cui sì, il mio rapporto con Los Angeles è davvero bellissimo e ha ispirato quello che sono.



Parli molto di amore e di relazioni, non solo in maniera ideale ma anche affrontando problematiche concrete, come fai in Why e Honest. Pensi che il pop debba confrontarsi anche con le situazioni spiacevoli?

Sì, al 100%. Negli ultimi dieci anni il pop è stato per le persone un mezzo per affrontare alcune situazioni, poi sono arrivato io e ho fatto qualcosa di diverso – di rivoluzionario, da un certo punto di vista. Nelle mie canzoni dico solo la verità e sono davvero sincero, in maniera comprensibile per le persone e in modo tale che possano dare un’occhiata alla mia vita.

Una delle tue caratteristiche è che parli apertamente della sessualità in un modo che è abbastanza esplicito ma anche romantico al tempo stesso. Non hai paura di essere frainteso quando parli di sesso?

No, non proprio. Non mi importa di quello che gli altri possano pensare. Io faccio musica per me stesso. Non mi sono mai preoccupato di quello che le altre persone potessero pensare. Semplicemente parlo di cose che mi fanno star bene, con cui logicamente mi trovo a mio agio. Se qualcuno avesse problemi riguardo a ciò non sarebbero fatti miei.

Al momento sei in tour con Camila Cabello. Come sta andando? Cosa ti piace dello stile di Camila?

Il tour sta andando molto bene! È bellissimo avere davanti il pubblico e cantare canzoni su cui ho lavorato molto. Camila è un tesoro ed è una vera star. Mi piace molto il senso di nostalgia che provi quando ascolti la sua musica.

Cosa succede esattamente nei tuoi spettacoli? Balli o canti solamente?

Non ballo ma mi muovo un po’ sul palco! I miei spettacoli sono una band al completo, sono interamente dal vivo. È un’esperienza molto “musicale”, ho un’intera band e tutti i musicisti sono davvero incredibili.


Ascolta COSMIC di Bazzi in streaming

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