Immanuel Casto torna con le Karma B per “Piena”, potente J’accuse. L’intervista

Il “casto divo” è tornato con un nuovo singolo in collaborazione con il duo di Drag Queen. Un manifesto a commento dell’attuale situazione socio-politica italiana
Immanuel Casto, Karma B. Foto: press
Immanuel Casto, Karma B. Foto: press

Immanuel Casto, al secolo Manuel Cuni, è il “casto divo” da 50 milioni di views. Ma anche l’attivista della comunità LGBTQI+, ospite televisivo in programmi come Loveline (MTV) e Aggratis (RAI2), nonché primo artista europeo a collaborare con Pornhub, avvalendosi dei disegni di Milo Manara. È anche creatore di giochi da tavolo e, dal 2019, il presidente del Mensa Italia, l’associazione internazionale di persone dal QI elevato, nata per promuovere l’intelligenza.


Le Karma B sono il duo di Drag Queen che racconta i diritti civili, ospite fisso su La7 a Propaganda Live. Insieme hanno dato vita a un nuovo progetto, un singolo con una produzione che mette insieme house, HI-NRG e dance anni ’90. Si chiama Piena e il titolo fotografa uno stato emotivo e dell’arte, all’indomani dell’archiviazione del DDL Zan. Ne abbiamo parlato con i protagonisti.


Piena è uno J’Accuse di una certa rilevanza, anche culturale, ma stemperata da frasi tormentone come “L’IVA va sul lordo, ma il nero va su tutto”. Che ruolo gioca l’ironia nel progetto?

Immanuel: Direi fondamentale. Jonesco definiva l’umorismo come “il sorriso dell’intelligenza”, ma credo che l’ironia giochi su un livello ancora superiore, perché consiste nel dire qualcosa per sottintendere l’opposto. Per fare ironia occorre tantissimo lavoro. Soprattutto se la si vuole fare bene. C’è una stratificazione di messaggi. Il pubblico pensa “hai detto qualcosa che volevo dire io, ma l’hai detta con le parole giuste e sei anche riuscito a strapparmi un sorriso o una risata.”

Karma B: Ironia e autoironia sono la cifra che rappresenta di più anche noi in quanto Drag Queen. A Propaganda Live, per esempio, quando ci hanno chiesto una canzone sul Natale abbiamo inanellato una serie di immagini piacevoli e infine, con quella stessa maschera simpatica, abbiamo fatto un riferimento ai bambini del confine tra Bielorussia e Polonia. Quel contrasto, attraverso il sorriso, aveva un messaggio. Ci riconosciamo molto in quello che Immanuel ha detto sui meccanismi sottili dell’ironia. E anche a prescindere dall’espressione artistica, l’ironia è un’attitudine che caratterizza tutta la comunità LGBTQI+. Affrontiamo i drammi più terribili, le sofferenze più grandi con il colore e con il sorriso, sembra banale a dirsi, ma è qualcosa di molto difficile e importante.

L’importanza e anche la difficoltà di questo tipo di espressione sono secondo voi comprensibili al grande pubblico?

Immanuel: Non sempre. Continua ad esservi un pregiudizio culturale associato alla comicità, che viene ritenuta qualcosa di basso. Invece è esattamente il contrario. Secondo gli psicologi americani le emozioni fondamentali sono paura, rabbia, disgusto, tristezza, felicità. Solo una su cinque è positiva. Provocare emozioni negative è facile, ma rendere felici le persone è la cosa più ardua in assoluto. Riuscirci è motivo di grande soddisfazione.

E l’ironia del mondo LGBTQI+ viene compresa?

Immanuel: Tantissime persone genuinamente ignoranti, proprio nel senso che non conoscono l’universo di cui stiamo parlando, trovandosi ad un Pride rimangono colpite positivamente da questa celebrazione e dal suo modo così particolare di combattere il dramma. L’autoironia fa della comunità LGBTQI+ una famiglia meravigliosa, ma è un sentimento tanto coinvolgente quanto difficile da comunicare finché si rimane lontani.

Dicevate prima che dal punto di vista artistico il modo più efficace per far funzionare la comicità consiste nell’offrire al pubblico un prodotto curato. Mi piacerebbe sentirvi approfondire questo concetto…

Immanuel: Personalmente ho forgiato una massima che fa così: “Se vuoi fare qualcosa di dubbio gusto, devi farla con gusto altrimenti togli ogni dubbio”. Si tratta di mettere la palla sul bordo del tavolo senza farla cadere. Il pubblico rimane col fiato sospeso. Una cosa che potenzialmente sarebbe una cafonata funziona solo se è studiata meticolosamente.

Karma B: A livello di maniacalità siamo subito entrati in sintonia con Immanuel e con tutto il gruppo Freak & Chic che ci ha accolto meravigliosamente, compresa Romina Falconi, che è stata la vocal coach del progetto. Non abbiamo ancora coniato una massima nostra, ma la rubiamo all’incisore Maurits Escher che definisce il proprio lavoro “un gioco, ma molto serio”. Come lui , anche noi lavoriamo per fare vedere che, solo cambiando prospettiva, ci sono non uno, ma tanti altri mondi possibili. Però è un lavoro di cesello, di rispetto di sé e del pubblico, di chiarezza e onestà. Non occorre mai giustificarsi, ma spiegarsi sì.

Ancora prima della collaborazione con Propaganda Live, voi Karma B siete stati ospiti del programma Da noi… A ruota libera. Com’è stato “spiegarvi” al pubblico domenicale di RAI 1?

Francesca Fialdini è una persona adorabile e durante la nostra intervista venne effettuato un collegamento con Vladimir Luxuria, che è la nostra scopritrice. Era la nostra prima intervista non in versione drag. La nostra è una maschera che non nasconde, ma rivela, per questo è stata una sensazione nuova raccontarsi senza usarla.

E raccontarsi sui social com’è invece?

Karma B: Occorre essere molto divulgativi, perché sui social è tutto bianco o nero, mentre spiegare il mondo LGBTQI+ significa narrare una complessità. E poi c’è anche molto attivismo performativo, per cui puoi trovarti di fronte l’influencer di turno, che, non sempre partendo da una consapevolezza, si dichiara a favore dei diritti civili, posando davanti ad un bibitone.

Immanuel: La mia esperienza più significativa in questo ambito è la mia rubrica “C’è posta per Casto” per Gay.it ed è un percorso molto importante e molto arricchente, anche se provante dal punto di vista emotivo.

Immanuel, nel video di Piena sfoderi una pancia finta da puerpera degna di Loredana Bertè a Sanremo ’86. È una citazione?

Immanuel: Esatto! Lo script del video, che ho curato io stesso, contiene delle notazioni molto precise sui movimenti di scena tipo “Immanuel si dimena aggrappato ad una struttura di metallo”, oppure “le Karma B entrano in ripresa come languide cagne” …

Karma B: Rivendichiamo entrambi i termini…

Immanuel: Si, ma riguardo alla pancia finta invece ero stato più generico. L’idea, geniale, di citare la Bertè è stata delle Karma B…

Karma B: Si, al di là della equazione dei termini “piena” e “pregna”, abbiamo voluto riferirci a una performance che all’epoca venne completamente fraintesa e creò enorme scandalo. Loredana è sempre stata una icona di libertà. Fu massacrata per avere osato presentarsi in scena insieme con due ballerine, tutte col pancione finto sotto miniabito attillato. Ma lei stava celebrando la maternità, non dissacrandola. Non c’era alcuna ragione che tutti si scandalizzassero così.

Mi viene da citare il testo di Piena: “Il branco è dominante, quando il singolo è ignorante”.

Immanuel: Karl Popper diceva che la vera ignoranza non è la mancanza di conoscenza, ma il rifiuto di acquisirla. Ed è quel rifiuto che rende violenta la massa e la porta ad applaudire in Senato quando viene negata una tutela.

Popper è anche un brano del tuo primo album Adult Music di cui stai celebrando il decennale…

Immanuel: Si però non parla di Popper il filosofo.

Dai! Non l’avrei mai detto! Come hai trovato l’album dieci anni dopo? È invecchiato bene?

Immanuel: È invecchiato alla grande. Me lo dico da solo. Ci sono giusto alcune soluzioni riguardanti l’uso della voce che sono un po’ datate, ma per il resto funziona ancora benissimo. I testi si sono mantenuti attuali, perché non contengono riferimenti troppo contingenti.

Il nuovo singolo ha dei suoni ancora più potenti, più mainstream oserei dire…

Il merito va al mio produttore, Stefano ‘Keen’ Maggiore, che ci ha lavorato insieme a Romina Falconi e badhabit. Volevamo qualcosa che fosse in grado di parlare a tutti e che potesse piacere anche al pubblico eterosessuale.

Cosa ci prepari per il tuo ritorno live all’Alcatraz di Milano il 6 gennaio?

Uno show molto articolato, con sketch comici e ballerine, in cui i brani saranno suonati da musicisti. Si sentirà la chitarra, sarà molto più rock di come suonano i brani su disco.

Ci saranno anche le Karma B?

Karma B: Ebbene sì, debutterà ufficialmente il 6 gennaio una collaborazione per cui apriremo i concerti con una mezz’oretta di performance tutta nostra, intitolata Opening Immanuel Casto.

Immanuel: E poi torneranno sul palco per il gran finale. Ormai piene.


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