Il debutto di HĒIR: dai pregiudizi al traguardo di “Daddy Issues”

Abbiamo fatto due chiacchiere con HĒIR. È finalmente uscito l’EP di debutto della cantautrice e style icon seguitissima sul web
HĒIR ci racconta il suo EP di debutto "Daddy Issue"

Quando si è agli inizi è comprensibile la paura di fallire. Che può rimanere anche quando si fa musica da tutta la vita, probabilmente. I dubbi ci sono, rimangono incollati a molti artisti, sono in ogni cosa che fanno. Per ogni nuovo singolo o video che lanciano. Per ogni strofa che chi fa musica compone per qualcuno o per denunciare qualcosa. 

Forse, i dubbi sono ancora più forti se quando inizi a fare qualcosa hai già 400mila followers e pure qualche persona, probabilmente maligna, che pensa che riuscirai ad arrivare dove vuoi solo perché sei raccomandata, bella e con le scarpe giuste.

Ecco, partirei da qui per parlare di HĒIR, nome d’arte di Patricia Manfield. La incontriamo in Sony, la sua etichetta discografica con la quale ha fatto uscire ieri, mercoledì 11 marzo, il suo EP di debutto Daddy Issue. 8 tracce che spaziano tra sonorità diverse e raccontano la cantante in tutte le sue sfaccettature.

Patricia è giovanissima, ha stile da vendere, e soprattutto voglia di raccontarsi. Una qualità da non sottovalutare. La voglia di dimostrare a tutti che lei va al di là del suo essere una “influencer” (termine che, comunque, pensa non la definisca davvero) e che ha scelto HĒIR non per nascondersi, ma per fare musica lasciando da parte, senza però dimenticarlo, il mondo della moda, dei follower e delle passerelle.

«I miei follower mi hanno sempre seguita con grande curiosità e voglia di ascoltare la mia musica. Mi hanno supportato in tutto, senza giudicarmi. Avere tanti follower non è necessariamente un bene. Non è sinonimo di successo. Potrei comunque fallire con la mia musica».

Ed è proprio a proposito di fallimenti, o meglio, dei “no” ricevuti, che Patricia ha scritto un brano, Sweet Degree. «Ho dovuto accettare un sacco di “no”, soprattutto nella musica. All’inizio avevo un rifiuto, volevo fare di testa mia. Alla fine insieme al mio team siamo riusciti a dare vita a Daddy Issues, un progetto che mi rappresenta davvero e che è sicuramente frutto anche di tutti i “no” che ho dovuto accettare durante il mio percorso come artista».

Parlando con HĒIR si percepisce che non solo freme dalla voglia di raccontarsi. Questo non le basta. Vuole che al centro di tutto ci sia la sua musica. Potremmo definirla una sorta di “rinascita” sotto forma di canzoni. 

Come già detto, Daddy Issues racconta Patricia a 360 gradi. Forte della sua giovane età, racconta senza filtri e in totale onestà i momenti di splendore e quelli più bui della sua vita. Si mette a nudo, parlando anche di disparità di genere.

Il video di Soundtrack, tra i singoli che hanno anticipato l’uscita dell’EP, dal sapore cyberpunk, racconta la ribellione delle donne nei confronti degli uomini che le trattano solo come oggetti

«È un pezzo totalmente girl power. Penso sia anche il brano più potente del progetto e il video ha sicuramente fatto la sua parte. Vedere queste donne ribellarsi agli uomini senza paura è la dimostrazione che non dobbiamo mai farci mettere i piedi in testa».

Patricia scrive da sempre. Fin da quando è ragazzina ha sempre sentito una forte attrazione per carta e penna. «Non è stato difficile scrivere musica. Sentivo di avere tante cose da dire. Era una necessità che veniva da dentro. La musica ha sempre fatto parte di me, l’ho sempre respirata. I miei genitori sono musicisti e quand’ero piccola giravo spesso con loro».

Parlando un po’ del lato estetico del progetto, se singoli come SoundtrackThreads Love Song, hanno cover realizzate con un retrogusto futuristico, molto vicino al già citato cyberpunk, per My Love, l’ultimo singolo pubblicato dalla cantante, e l’EP, sono stati scelti stili completamente diversi.

«My Love parla di un amore ossessivo, quasi tossico. Volevo che la cover rispecchiasse questo senso di oppressione, di buio. Per quanto riguarda la cover dell’EP invece, anche se potrebbe sembrare strano, mi vergogno un po’ a stare davanti a telecamere e fotocamere. Giotto (l’artista che ha realizzato l’artwork della cover, ndr) ha saputo unire concreto e astratto. C’è questa donna, accennata, e la mia bocca, iper realistica. Sono davvero soddisfatta e mi rispecchia molto».

Oltre che per l’amore ossessivo c’è anche spazio per il tradimento, raccontato in maniera onesta e vulnerabileEternal è una ballata delicata, a tratti onirica, che forse si discosta dal sound degli altri brani dell’EP, ma che racconta un momento particolare della vita di Patricia. 

Luci e ombre. Bianco, grigio e nero. HĒIR ha il coraggio di mettere sul piatto tutto, senza lasciare nulla nei cassetti della sua creatività. Non ha paura di esprimersi e di mostrare al pubblico, affezionato e nuovo, tutti i lati della sua personalità.

In Daddy Issues trova spazio anche una grande passione di Patricia: quella per le serie TV. Infatti, nell’EP è presenta un brano, Get Down Dance, ispirato all’omonima serie Netflix Get Down.

«L’ho scritta in un momento in cui sentivo la necessità di rimettermi insieme, di tirarmi su il morale. Mi sembrava di pensare troppo, di essere quasi intrappolata nei miei pensieri. Volevo qualcosa che mi facesse dire che volevo vivere a mio modo, senza pensare al giudizio degli altri».

Nel disco c’è anche Spike Lee, un brano con una storia piuttosto divertente: «Il mio fidanzato continuava a dirmi “sembra come in quei film di Spike Lee”. Il nome mi è piaciuto e ho deciso di intitolare così uno dei brani. Poi, ripensandoci insieme ai KXNGS (i gemelli Jeeves e Joe, i suoi produttori, ndr) abbiamo capito che non parlava di Spike Lee, ma di Bruce Lee. Ci siamo fatti una risata e abbiamo comunque deciso di lasciare questo titolo».

Se quando parli di quello che fai ti brillano gli occhi, hai già vinto. Se ne parli con consapevolezza e fierezza, hai già vinto. Ecco, HĒIR ha vinto. Qualunque sarà il risultato. Di fronte a tutti i “no” ricevuti, si è scontrata con tutto questo ed è rinata. Più forte di prima e con una carica incredibile.

Ascolta qui l’EP di HĒIR

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