G Pillola racconta “Canzoni per appassionati” pezzo per pezzo

G Pillola ha pubblicato oggi il nuovo album. Contiene 13 brani che il cantante ci ha raccontato in questo track by track
G Pillola

«Trap, rap, chiamatelo come volete. Quel mondo non mi stimolava più come prima». A dirlo è G Pillola, che pubblica oggi il suo nuovo album Canzoni per appassionati, realizzato in collaborazione con l’hub creativo Krokodil House e 2MuchRecords.

Canzoni per appassionati racchiude il nuovo percorso, identitario e musicale, di G Pillola, che si è allontanato dai dogmi della trap e insieme al suo producer, Blue Jeans, e alla sua nuova “famiglia” creativa, ha deciso di lasciarsi trasportare dalle contaminazioni.

Abbiamo chiesto a G Pillola di raccontarci il suo nuovo album, traccia per traccia.

La notte

La notte è un pezzo che abbiamo realizzato per divertirci in uno di quei rari momenti in cui si poteva andare in studio a registrare. Io e Blue Jeans, soprattutto nell’ultima fase della produzione del disco, abbiamo voluto sperimentare un po’ di più con la ‘Disco Dance’ spinti da tutti i nostri punti di riferimento in comune, la buon’anima di Enzo Carella ci ha guidati in questa avventura un po’ sexy.  

Lo specchio

Lo Specchio è una canzone d’amore ma un po’ a modo mio, dove i soggetti non siamo “io e lei”, ma piuttosto degli oggetti che sono stati importanti e che mi ricordano delle situazioni toccanti, oppure parole riportate esattamente per come sono state dette durante un discorso. Il mio bonsai che avevo a casa e che ho dovuto dare in adozione quando ho traslocato, il fatto di non avere mai avuto una casa con l’ascensore e avere vissuto sempre all’ultimo piano: io ho amato tutto questo.

Questa canzone è un’ennesima prova del fatto che per me, anche emozioni che di solito si accomunano a paroloni e frasi forti, si ritrovino in piccolezze quotidiane, come se non sentissi il bisogno di cercare grandi cose perché posso vedere quelle piccole più da vicino.

Facile

Facile è una canzone che appartiene sempre all’ultimo periodo di produzione del disco, dove predilige un sound funk/disco, è una canzone che ho scritto il primo giorno in cui sono potuto tornare in studio dopo il primo lockdown quindi è molto liberatoria e in qualche modo mi ha disteso i nervi scriverla, è un flusso di pensieri che non saprei racchiudere in un concetto, quanto più nella descrizione di tante immagini disordinate che forse sono il prodotto della mia fantasia durante il lockdown. 

Colpa della medicina feat Ilariuni

Ho scritto questa canzone all’inizio del lungo periodo non ho avuto una casa e ho vissuto sui divani dei miei amici per circa un anno e mezzo, e in qualche modo constata una mia accettazione di questa situazione, con tutti gli errori e ripensamenti che ci si può portare dietro durante il percorso e un pizzico di malinconia di casa, che non manca mai. È stato bello lavorare alla canzone insieme ad Ilaria, sono andato a prenderla in moto alla stazione di Porta Nuova, abbiamo bevuto alcune birre, parlato di superstizioni e guardato un anime su Netflix. 

Consigli del sabato sera

Quando ho scritto questa canzone ero a Genova al mare e avevo litigato con una persona, uscendo poi con un paio di amici mi sono ritrovato a parlarne ricevendo varie opinioni, e questa cosa mi ha fatto riflettere su quanto possa essere inutile per me cercare soluzioni al di fuori della mia testa. I consigli del sabato sera sostanzialmente sono quelli che si danno con leggerezza e che spesso non servono a un cazzo, una serie di frasi fatte che però mi affascinano molto e che mi andava di raccoglierle in questa canzone.  

Era una scusa

Penso che questa canzone parli di incomprensioni e di tutte quelle giustificazioni che si danno a sé stessi e agli altri. Ho voluto rivederle con un occhio esterno per descriverne lati positivi e negativi. Diciamo che parla di come le cosiddette ‘bugie bianche’ secondo me siano dette da tutti noi e a volte possono fare bene.

Dove sei

Dove sei è nata dall’idea di esprimere un lato più dinamico e festaiolo di me e Blue Jeans, a differenza di molte altre tracce del disco infatti qui si parla di situazioni collettive, momenti di incontro e di condivisione. Il tutto sempre contornato dal mio culto per il quotidiano: io che dormo su chissà quale divano letto stasera e non sarò facilmente rintracciabile domani quando faremo colazione in mille a casa di chissà chi e avrò ovviamente il telefono scarico.

La descrizione a pelle di ragazze più grandi di me conosciute da 5 minuti in Piazza Santa Giulia, i miei viaggi in moto sotto la pioggia per andare in studio o a bere due birre in centro una di quelle rare volte in cui esco. Per raccontare tutto questo ci serviva un’anima più Funky. Io, che mi vergogno a ballare, con questa canzone riesco a muovermi perché, nonostante la sua dinamicità, qui il ritmo incalzante e i contenuti si trascinano e si scambiano di ruolo in maniera molto naturale.

Vorrei essere

Vorrei essere è nata da un audio che ho registrato sul telefono fermo al semaforo in moto, erano le sei del mattino e stavo andando a lavorare, ho visto due ragazzi di dodici/tredici anni che sfrecciavano in bmx nel percorso ciclabile di lato alla strada e ho pensato a quale energia li avesse spinti a svegliarsi alle sei per andare in bicicletta in giro per la città, per quanto sia giovane diciamo che ho invidiato per un attimo quella spensieratezza e ho subito registrato una melodia in cui esprimevo questo concetto, poi l’ho sviluppato in studio con Blue Jeans che ha aggiunto un pizzico di Cremonini

Cercasi parole

Cercasi parole raccoglie una serie di situazioni di miei amici e i vari cambiamenti che hanno fatto negli ultimi anni. Anche a causa dei vari lockdown, la malinconia di vecchi amici è venuta a galla in alcuni momenti per quanto mi riguarda, e questo mi ha fatto riguardare indietro a quando sono arrivato a Torino cinque anni fa per farmi notare come le persone che mi stanno intorno sono cambiate o magari sono sempre uguali. 

Sagittario

Questa è una delle prime canzoni che abbiamo scritto quando mi sono cimentato in questo nuovo mood, sicuramente non è una canzone allegra, è passato molto tempo da quando l’ho scritta ma mi ricordo che era il periodo in cui stavo facendo il primo dei miei vari traslochi da nomade e facevo sempre colazione con caffè e tramezzino al bar perché a casa non c’era già quasi più nulla. Il titolo è nato dal primo momento in cui ho dovuto dare un nome al provino di questa canzone, la mia ragazza è Sagittario, nell’ultimo periodo tramite lei ho attinto molto al mondo dell’astrologia mi è venuto istintivo chiamarla così.

Guglielmo Guglielmo

Guglielmo Guglielmo è una canzone che per questioni di tempistiche non sono riuscito ad inserire nello scorso disco, Ciao Belli, ma che non volevo assolutamente buttare anche se musicalmente è molto diversa dalle altre nuove, per cui, essendo comunque un ibrido tra quello che facevo prima e questo nuovo disco, mi piaceva l’idea di metterla come una sorta di ‘revival’ visto che non sono più quello di Mi Fist.

Non ho tempo

Quando ho scritto questa canzone dormivo in studio da tre giorni. Ho bevuto una bottiglia di Amaro del Capo insieme a Blue Jeans e Melvin e mi è venuta l’dea di fare una citazione ad una canzone de ‘L’Officina della camomilla’ che si chiama condominio di merda, il tutto contornato da altro amaro e un po’ di crossover.

Ascolta Canzoni per appassionati di G Pillola in streaming

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