Federico Rossi e Ana Mena, vibrazioni e odori in “Sol Y Mar”. L’intervista

Un amore impossibile e un mood nostalgico sono gli ingredienti fondamentali della prima collaborazione tra la cantante spagnola e l’artista modenese
Federico Rossi e Ana Mena
Federico Rossi e Ana Mena, foto ufficio stampa

L’amore può essere impossibile per tantissime ragioni diverse. Un sentimento che non possiamo controllare e che è sempre più difficile da raccontare. Federico Rossi e Ana Mena hanno provato a renderlo tangibile in musica con la loro prima collaborazione, Sol Y Mar.

Una ballad decisamente romantica, con un mood nostalgico che fa ripensare ad amori passati, non ricambiati o sfumati per sempre. Un singolo che racconta i due artisti, alle prese uno con la carriera solista e l’altra con il suo primo album in italiano.

Li abbiamo intervistati per parlare del nuovo singolo, del videoclip realizzato a Madrid e dei loro percorsi, che ci riserveranno delle novità nei prossimi mesi.

Sol y mar ha un mood nostalgico, ma sonorità calde, che mi fanno pensare all’estate. Perché farlo uscire adesso?

Ana Mena: In realtà secondo me non ha delle sonorità estive.

Federico Rossi: Sì, neanche per me. In realtà l’unica cosa che può ricondurre all’estate è “sol y mar”, ma come il sole e il mare ci sono sempre, in autunno e in inverno hanno semplicemente un’altra patina. Io e Ana siamo entrambi solari e quindi probabilmente sarà venuto fuori questo mood estivo per questo. Tra l’altro il titolo è nato da un gioco di parole, perché “siamo soli ma” è diventato “sol y mar”, ci piaceva e l’abbiamo tenuto come immaginario.

Nel brano cantate di amori impossibili. Da dove nasce l’esigenza di trattare questo tema?

A: In realtà quando abbiamo scritto la canzone è stato tutto molto naturale, non stavamo pensando ad un argomento di cui parlare. Ci siamo lasciati ispirare dalla base, dal mood un po’ nostalgio e mettendoci davanti al microfono è venuta fuori Sol y mar.

F: C’era sicuramente l’intenzione di fare un brano con un mood nostalgico. Ci siamo messi a cantare, accennando delle parole e da lì sono venute fuori delle frasi, che abbiamo sistemato ed è venuta fuori la storia di questo amore impossibile. Un argomento che mi tocca e sento particolarmente, perché sono sempre stato particolare in amore.

Parliamo del video. Ha un mood molto cinematografico, mi ha ricordato After, il best seller di Anna Todd da cui poi è stato tratto un film. E poi c’è Madrid a fare da sfondo, per rendere tutto ancora più magico.

F: Appena abbiamo fatto la canzone volevo rappresentare col video un immaginario che desse l’idea della presenza di una persona anche quando non è fisicamente con noi. Nella vita possiamo incontrare varie persone che ci segnano e ci accompagnano, dandoci vibrazioni e odori. C’è tutto un dualismo che secondo me che nel video viene fuori. Poi la cornice di Madrid è incredibile, proprio il posto giusto.

Federico Rossi: «Sto amando la musica in maniera più ampia, provo un senso di rinascita e liberazione»

Avete lavorato per la prima volta insieme, un desiderio che avevate da diverso tempo. Mi raccontate un pregio l’uno dell’altra?

A: Fede è un ragazzo coraggioso, molto deciso, siamo davvero simili su tantissime cose. Se devo dire un difetto, è un po’ ritardatario (ride, ndr).

F: Sì, non posso negare (ride, ndr). Lei invece è molto empatica, ti mette subito di buon umore. Per quanto riguarda il difetto, credo ci metta tanto tempo a prepararsi. Ma in realtà, visto che si prepara sempre il largo anticipo, alla fine è sempre la prima ad essere pronta.

Ana tu hai lavorato con Fred De Palma e Rocco Hunt. Provengono da un mondo completamente diverso da quello di Fede, ma secondo te c’è qualcosa che accomuna questi tre artisti?

Fanno musica molto diversa, ma sono tutti e tre decisi e ambiziosi. Vanno come un treno e quando decidono di fare qualcosa non li ferma nessuno.

Fede, come procede la tua carriera da solista? I singoli sono andati bene, così come la collaborazione con Annalisa.

Sono molto soddisfatto e ne sono felice, perché sono sempre stato insoddisfatto e alla ricerca di qualcosa che non c’è, o che c’è ma non riesco a trovare. Quello che sta succedendo mi ha dato un senso di rinascita e liberazione molto forte, che mi ha permesso di iniziare a scrivere molto, cosa che prima non riuscivo a fare. Avevo molta meno libertà spirituale e mentale, se vuoi anche coraggio. Adesso sto amando la musica in maniera più ampia e questo non era scontato che accadesse.

Hai dei momenti particolari in cui scrivi, delle persone con cui lo fai o dei luoghi che ti ispirano?

Scrivo spesso con i miei amici, soprattutto con uno che conosco da 10 anni e con cui mi confronto a livello artistico. Spesso andiamo in mezzo alla natura, perché mi aiuta a staccare da tutto e trovare un’integrità nuova. Mi capita di scrivere anche nello studio che ho a Modena, dopo mezzanotte.

Ana, quando ci siamo incontrate quest’estate avevamo parlato dei tuoi progetti, come la serie tv che uscirà su Netflix e il tuo album. Come procede?

Stiamo a metà dell’album, sto scrivendo con diversi artisti e amici. Sarà il mio primo album in italiano e segnerà un inizio, lo vedo come una sorta di lettera di presentazione, per mostrare al pubblico diversi lati di Ana Mena che ancora non conoscono. È un lavoro molto intenso, perché non parlo perfettamente italiano e quindi iniziare a scrivere, o aiutare gli autori con i testi, in italiano è davvero una sfida.

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