Eros Ramazzotti. Alla prima del tour a Siviglia, viaggio nel suo mondo latino e non solo

Siamo stati alla premiere dell’artista romano che ha poi incontrato i giornalisti. E ha parlato dell’importanza di suonare la musica, di Ennio Morricone, di Aurora e dell’affaire Bella Ciao e Laura Pausini
Eros Ramazzotti, live a Siviglia il 15 settembre, foto: BSA Studio
Eros Ramazzotti, live a Siviglia il 15 settembre, foto: BSA Studio

«La gente apprezza la melodia. Il ritmo. La musica suonata da professionisti. Suonata bene, non come quella che troppo spesso si ascolta oggi». Eros Ramazzotti ha da pochissimo terminato la prima data del suo Battito infinito world tour. Siamo a Siviglia, in un locale vicino alla Plaza de toros de la Real Maestranza ed è circa mezzanotte. Tenta di rispondere a quella che solo in apparenza pare una semplice domanda di un collega. Ovvero: che cosa apprezzano così tanto della sua musica i fan? Soprattutto quelli del mondo latino, dalla Spagna al Sud America?


Ma oggi esce anche il nuovo album di Eros, Battito infinito (Capitol Records su licenza Vertigo/Eventim Live) e dentro c’è tutto lui. Canzoni d’amore, “ma non solo amore” come ci tiene a specificare nel breve incontro post-concerto. Amore inteso in senso lato, ovviamente. Ci sono autori di indiscusso livello. Da Bungaro che ha scritto Sono, il singolo già uscito, che vede duettare Eros con Alejandro Sanz, super star mondiale. A Cheope, che ha scritto il testo di Ama e Mogol che ne ha scritto la musica. Fino a Colapesce e Dimartino che insieme hanno scritto Eccezionali e Figli della terra, il pezzo con Jovanotti (Colapesce ha co-scritto Madonna De Guadalupe). C’è Ogni volta che respiro, con le musiche niente meno che di Ennio Morricone («sono onorato di avere l’unico testo pop composto dal Maestro») e il testo di Mariella Nava. E c’è Aurora.


La presenza di Aurora per la prima volta a una data spagnola del padre

La figlia ovviamente presente alla prima data del padre, ormai più famosa di lui per la Gen Z. È presente anche nel brano Battito Infinito, perché ha scritto parte del testo in inglese e nel video di Ama, insieme alla mamma Michelle. «L’idea è stata mia e lei ha scritto le parole», spiega Eros dal palco del locale post-concerto. «A un certo punto l’ho cercata, ho detto se me la facevano vedere mentre cantavo. I miei figli sono tutto per me, è ovvio».

Lei invece il giorno dopo, in aeroporto, con i giornalisti che letteralmente la circondano, cerca di ridimensionare il suo ruolo. «Ma no, mio padre mi ha chiesto di andare in studio per fare da corista. Ho recitato una parte in italiano ma non veniva bene. Allora mio padre mi ha chiesto di tradurla in inglese e alla fine la canto anche». A proposito del momento in cui il padre la cercava, spiega: «Ero nel backstage e cercavo di rispondere alle domande delle fan spagnole. Sapete non mi avevano mai vista in una data di mio padre lì, quindi erano curiosissime. E piuttosto calorose».

Le viene chiesto ovviamente se Eros abbia mai espresso il desiderio di diventare nonno. «Ma no non è da lui, dai». E a chi le dice scherzosamente che la stampa non è pronta per la notizia della sua gravidanza risponde a tono. «Non ditelo a me! Non sono pronta manco io! E badate che questo è ancora un no-comment. A tempo debito mi esprimerò!».

Il video di Ama
Il Battito infinito di Eros per tutto il mondo

Alla prima del tour a Siviglia il cantante romano decide di presentare quattro brani da questo nuovo lavoro che mostra subito palesemente l’obiettivo di rivolgersi all’estero. La premiere parte addirittura con un inedito che il pubblico non ha mai ascoltato, la canzone che dà il titolo all’album. Di sicuro la sua è una musica suonata alla perfezione da una band senza sbavature. Luca Scarpa (Direttore musicale e al piano), Eric Moore (batteria), Giovanni Boscariol (tastiere), Giorgio Secco e Luca Mantovanelli (chitarra), Paolo Costa (basso), Marco Scipione (sax), Dario Tanghetti (percussioni). Monica Hill e Roberta Gentile (cori).

Il mondo di Eros, un tuffo nel passato

Entrare nel mondo di Eros è come fare un incredibile tuffo nel passato. Negli anni ‘80 e ‘90. Non soltanto perché i suoi più grandi e incredibili successi sono nati in quegli anni (e la gente continua ad amarli e a richiederli) tra Se bastasse, Un’emozione per sempre, Musica è, Cose della vita e naturalmente Più bella cosa in finale. Ma anche per l’atmosfera che si respira a questo suo concerto. Come se il tempo si fosse cristallizzato in una serata dal clima caldo e piacevole di metà settembre nella splendida Maestranza. Dove il pubblico (circa 6mila) è ordinato, educato, con età media sicuramente elevata ma pur sempre – e ovviamente – caloroso. Con tanto di invidiabile applauso a ritmo flamenco per sostenere l’artista.

Di fianco al palco ci sono anche le candele accese e la sensazione generale è quasi come se non ci sia mai stata la pandemia. Anche se Eros esordisce subito dicendo di essere contento di esser tornato a esibirsi dal vivo.

Eros tra spagnolo, italiano e romanesco

Sul palco cerca di destreggiarsi tra spagnolo, italiano e romanesco, e con quest’ultimo sicuramente riesce a tirar fuori la sua vera anima. Si scusa per non essere riuscito a esprimersi adeguatamente in castigliano. «Non so scusate, ho sbagliato qualcosa», si giustifica nell’incontro. È pur sempre la prima data. E a proposito di romanesco la conclude con Quanto sei bella Roma.

L’affaire Bella Ciao e Laura Pausini

Ci aspettavamo Bella ciao lo provoca un altro collega. «Eh no perché è politica». E ride. «Scherzo, penso non sia politica. Non è di destra, né di sinistra, né di centro. Ma Laura Pausini ha fatto bene a non cantarla perché noi musicisti dobbiamo fare il nostro e lasciare ai politici il loro».

E conclude così l’incontro: «Girando il mondo non è che si parla molto bene dell’Italia però sono orgoglioso di essere italiano. Dell’Italia bella, ce n’è tanta. Va solo cercata, individuata, tipo quando diamo il buon esempio, quando facciamo le cose fatte bene, insomma, quell’Italia conosciuta in tutto il mondo». Quell’Italia della musica di Eros suonata con tutti i crismi. Un po’ ferma nel tempo. Un tempo, però, che rassicura i fan.

Dopo dieci anteprime in cinque arene storiche, il tour ufficiale (organizzato da Vertigo e Eventim Live) prenderà il via il 30 ottobre da Los Angeles.


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