Duran Duran: a Lido di Camaiore il loro miglior concerto italiano di sempre

La storica band inglese si è esibita ieri, 23 giugno, sul palco del festival La Prima Estate, per l’unica data italiana del tour. Per i fan la migliore di sempre
Duran Duran - live - foto di Francesco Prandoni
Simon Le Bon e John Taylor live a Lido di Camaiore (foto di Francesco Prandoni)

Il concerto dei Duran Duran di ieri sera, a Lido di Camaiore, per La Prima Estate (D’Alessandro & Galli) a quanto detto dai fan storici presenti è stato “uno dei concerti più belli in assoluto. Forse il più bello mai visto in Italia!”. In apertura, il duo Corasan e Niccolò Cesanelli, poi gli Easy Life e la reunion dei Bluvertigo.


Il concerto dei Duran Duran

I Duran Duran, visibilmente felici di ritornare a suonare dal vivo in Italia, senza farsi scoraggiare dal peso degli anni, hanno portato sul palco del festival le loro hit più amate. A cominciare da un’energica Wild Boys, che ha subito infiammato l’intero Lido mandando in visibilio i presenti. A seguire, Invisible e All of You, i brani tratti dal recente album Future Past, che rendono molto bene dal vivo.


I Duran Duran hanno proseguito, instancabili, con la evergreen A View to a Kill (dal film Agente 007 – Licenza di Uccidere) e Notorious, riportando l’audience indietro agli anni ’80, quasi a una seconda adolescenza per tutti i presenti. La platea era composta soprattutto dallo zoccolo duro della loro fanbase, quelli che non si sono mai persi una data italiana sin dagli esordi. I Duran Duran possono contare tutt’oggi (e da quarant’anni) su un gruppo fedele di affezionati che è pronto a seguirli ovunque.

Duran Duran - Lido di Camaiore - foto di Francesco Prandoni - 2
Foto di Francesco Prandoni

La classica Come Undone

Sulle note di Union of the Snake, che non si sentiva dal vivo sin dagli anni ‘90 in Italia, i fan hanno cantato e ballato senza fermarsi un attimo. Simon, insostituibile frontman della band, a un certo punto ha chiamato accanto a sé la corista Anna Ross, per introdurre uno dei brani più sentiti e amati: Come Undone, in cui si percepisce dal vivo (un po’ troppo) la mancanza del chitarrista Warren Cuccurullo, che negli anni ’90 ha partecipato, con maestria, alla stesura del pezzo, e che non ha eguali nell’esibizione live.

Alla chitarra dal 2006 è subentrato Dom Brown, dopo l’abbandono di Andy Taylor, storico chitarrista del gruppo dalla formazione originale. I fan dei Duran Duran – non è un mistero – si aspettano di vedere entrambi gli storici chitarristi, Taylor e Cuccurullo, sul palco della Rock and Roll Hall of Fame durante la cerimonia di introduzione il 5 novembre (i membri della band che si sono susseguiti negli anni, come da regolamento, sono stati tutti nominati e introdotti nella Hall of Fame).

Band e pubblico in gran forma

Subito dopo questa super hit, i “wild boys” si sono scatenati in una splendida versione di Give It All Up, per poi proseguire con una coinvolgente The Reflex, in cui Le Bon gioca sempre molto con Nick Rhodes, membro fondatore e tastierista della band, e una inaspettata Friends of Mine.

La band era felice sul palco come non accadeva da tempo. John Taylor, bassista e co-fondatore del gruppo, ha suonato divinamente, regalando i suoi sorrisi e anche qualche bacio volante alle prime file. Nonostante tutto, dopo essersi fatto il Covid durante la prima ondata, probabilmente non senza conseguenze, Taylor ha dimostrato l’energia e il calore di sempre.

Questi due brani hanno letteralmente catapultato il pubblico nel cuore degli anni ‘80, con un pezzo che con il suo “ta-na-na-na” ha scalato le vette delle classifiche, soprattutto negli Stati Uniti.

I fan dei Duran Duran amano tutta la musica della loro band preferita, ma ci sono dei brani capaci di riportare gli over 50 (questa l’età media della loro audience) indietro di quattro decadi, con le stesse emozioni e la vivacità di allora. Bastava guardare il vicino di posto, ieri a Camaiore, che aveva gli occhi lucidi e il volto illuminato da uno di quei sorrisi che vengono dal cuore dei propri 15 anni.

C’era molta complicità tra i fan al concerto. Molti di loro sono amici di una vita, provenienti da tutta Italia, che amano ritrovarsi ai concerti e in questa occasione dimenticare, per un paio d’ore, tutto il peso e il dolore di questi ultimi anni di pandemia – e ora anche di guerra. A tal proposito, Le Bon ha introdotto Ordinary World con un lungo discorso e una dedica all’Ucraina, con la bandiera impressa sullo sfondo e un commovente volo di colombe bianche proiettate sullo schermo. Da sempre, questa canzone, è un inno contro tutte le guerre. Uno dei momenti più toccanti di tutto lo spettacolo, nonché uno tra i brani più suonati dal vivo negli ultimi decenni.

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John Taylor e Dom Brown (foto di Francesco Prandoni)

Il gran finale del live dei Duran Duran

A seguire, la più recente Tonite United e una super hit, Planet Earth, il brano che ha presentato al mondo i Duran Duran. Tratto dal primo omonimo album, è stato qui eseguito in una versione rivisitata e con un sound decisamente più attuale. Subito dopo, Hold Back the Rain, durante la quale sullo schermo sono state proiettate le immagini degli esordi. I “duraniani” hanno visto scorrere quasi tutta la loro vita davanti: forse era proprio questo l’intento.

Completano la scaletta le mitiche Hungry Like the Wolf e Girls on Film. Poi un encore insolito, con una versione da batticuore di The Chauffeur, durante la quale Simon indossava il solito berretto caratteristico. Poi la canzone più amata, quella delle feste di classe, Save a Prayer, e la più acclamata, Rio, che conclude ogni show dei Duran Duran come una vera festa per tutti (in questa occasione senza i classici coriandoli e palloni gonfiabili).

Alla fine i Duran Duran hanno regalato un ultimo inchino, salutando a lungo tutto il pubblico. Sono andate via prima le coriste con Dom. Poi Simon, Nick, John e Roger Taylor, che ha guardato negli occhi e salutato sino all’ultimo istante tutti coloro che incontrava con lo sguardo.

Un concerto bellissimo, un sound rivisitato e più attuale, una setlist di estrema raffinatezza e un’energia da vendere. I Duran Duran hanno festeggiato oltre 40 anni di successi sul palco de La Prima Estate. Li ha circondati il calore del loro pubblico italiano, che li ama da sempre. Con l’augurio che possano seguire altri concerti e che possiamo lasciarci alle spalle il duro peso dei lockdown e del lungo silenzio della musica live.

Articolo di Luana Salvatore


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