Darin, dietro la hit “Can’t Stay Away”: «Adoro l’epoca d’oro della disco music!»

Già una star nella natia Svezia e in tutta la Scandinavia, con questo singolo l’artista di origini curde ha conquistato anche le radio italiane. Vi presentiamo qui in anteprima il making of del videoclip del brano
Darin - Can't Stay Away - foto di Koury Angelo
Foto di Koury Angelo

Origini curde, animo pop scandinavo, appeal internazionale. Lo svedese Darin, che è già una star in Scandinavia con otto album all’attivo di cui sette arrivati alla n.1 nel paese natale, da qualche tempo si sta ritagliando una visibilità sempre maggiore in tutto il continente. Compreso il nostro paese: nel momento in cui scriviamo, la sua Can’t Stay Away occupa la 12° posizione della classifica dell’airplay radiofonico.


La canzone – un trascinante invito a lasciarsi andare, con un sound che rievoca la grande stagione della disco music – è anche una bella storia di successo indipendente, visto che non ha alle spalle una major, che testimonia lo stato di salute sempre ottima dell’industria musicale svedese. Vi presentiamo qui in anteprima il making of del videoclip del singolo: ne abbiamo anche approfittato per rivolgere a Darin qualche domanda per conoscerlo meglio.


Il video di Can’t Stay Away sembra rievocare l’epoca d’oro della disco music, stile Studio 54. Cosa ti affascina di quel mondo?

Adoro come quell’epoca – e specificamente quel luogo – fossero liberi e capaci di far sentire le persone pienamente se stesse, di lasciarle esprimersi liberamente. Ne amo i colori, la moda, i personaggi sul dancefloor e ovviamente il sound. È una vibe dannatamente buona.

Hai spiegato la spensieratezza della canzone con il desiderio di dimenticare – anche solo per un momento – i problemi che stiamo attraversando in questo periodo. Tu personalmente hai trovato conforto nella musica durante la pandemia?

Sì, come ho sempre fatto, del resto. Ascolto molta musica. Forse è per questo che ho così tante melodie in testa e scrivo sempre canzoni. Comunque sì, la musica senz’altro mi aiuta ad attraversare periodi difficili e in un certo senso lascia che venga fuori tutto ciò che deve essere espresso. Can’t Stay Away è più una fuga che una consapevolezza. Ma a volte abbiamo bisogno anche di questo.

Secondo te cosa rende l’industria musicale svedese e scandinava sempre così rilevante a livello globale?

L’etica lavorativa sicuramente svolge un ruolo importante. Qualcuno ci chiamerebbe “workaholic”… Prendiamo le cose seriamente e le portiamo fino in fondo. Un altro bel motivo è che ho sempre visto la Svezia come un paese che supporta molto la musica. È sempre stata vista come qualcosa di buono, che porta un contributo positivo. Ne ho sempre avuto la percezione, anche quando cantavo da bambino. Oltretutto ci sono molte possibilità per la formazione musicale. Ovviamente aiuta anche il fatto di avere alcuni fra i più importanti gruppi e produttori della storia: fa capire alla gente che non ci sono limiti.

Quali sono le tue ambizioni su scala internazionale?

Penso ci siano molte persone che non hanno ancora scoperto la mia musica e che potrebbero apprezzarla. La mia ambizione è che tutte quelle persone in giro per il mondo la scoprano.

Guarda il making of del video di Can’t Stay Away


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