Colapesce e Dimartino: la prima data è stata “Totale”

Il live di ieri sera del duo di Musica leggerissima aveva tutto: ironia, leggerezza, commozione. Totale, come il singolo di Colapesce rifatto insieme
Dimartino in primo piano e Colapesce, festival dei Due Mondi di Spoleto, foto di Studio Hanninen
Dimartino in primo piano e Colapesce, festival dei Due Mondi di Spoleto, foto di Studio Hanninen

C’è stato tutto alla prima data del tour di Colapesce e Dimartino. L’ironia, la commozione, la voglia di ballare. Le chitarre che si disperdono nel vento, l’elettronica calibrata, le signore anziane che si portano lo scialle per le serate estive e i ragazzi con i mocassini neri e i risvoltini ai pantaloni. L’adolescenza (nera, sì, come il loro pezzo ma anche quella fatta di pomeriggi insieme davanti al liceo, Majorana) e la Sicilia (tanta, ovvio, la loro terra).

Il rosone del Duomo con il mosaico del Cristo in trono del 1200 e le luci pastello che colorano il fumo che esce dalla fog machine. La hit che tutti aspettano e le loro canzoni da single (perché anche se ci sembrano un duo da sempre, lo sono solo da un paio d’anni, nemmeno, e insieme hanno pubblicato solo l’album I Mortali). L’omaggio a Battiato e la conseguente lacrima. E poi c’era lei: una colomba bianca in mezzo al palco, che non se n’è voluta andare per tutto lo spettacolo. Se potessimo definirlo con una sola parola, che poi è una canzone di Colapesce, sarebbe quindi Totale.

Spoleto, festival dei Due Mondi, prima data ufficiale di Colapesce e Dimartino

Spoleto, 9 luglio, ore 20.30, Festival dei Due Mondi. Non si sa quanto un anno e mezzo di pandemia e conseguente chiusura in casa amplifichino le sensazioni di essere in un luogo perfetto. Viuzze che si inerpicano tra palazzi medievali, belvederi che danno sulle colline circostanti con vigne e uliveti. È l’Umbria, bellezza. Certo vedere i concerti in streaming sdraiati nel salotto di casa era molto comodo, ma affascinante proprio no. Anzi, non c’è stato proprio nulla di interessante e speriamo questa modalità non torni più così (Per assistere invece a una delle prossime date live dei due, leggete qui).

Colapesce e Dimartino e il cambiamento post-Festival di Sanremo

Ballare non si può ancora tra l’altro come a nessun altro live, nemmeno al concerto di Colapesce & Dimartino. E infatti nella piazza del Duomo di Spoleto le seggiole sono tutte disposte con distanziamento (però riescono a starci davvero tanti posti perché la piazza sale lateralmente). Il concerto è sold-out, ci sono circa 1000 persone. Gran parte del pubblico è sicuramente habitué del festival dei Due Mondi, dedicato alla contaminazione, con predilezione per la musica classica, la danza e il teatro. Questa sera sono qui per Colapesce e Dimartino, complice sicuramente un festival di Sanremo che ha fatto conoscere loro e Musica leggerissima, che nel frattempo è diventata la canzone più ascoltata degli ultimi 6 mesi. Complici anche mesi di meme, balletti, interviste ovunque e partecipazioni fisse a Propaganda Live.

Comunque, stasera per la prima ci sono tutte le tipologie umane. Anche una fan, in giacca di pelle di taglio maschile e stivaletti col tacco, che si agita in maniera scomposta a ogni cambio canzone, urlando come fosse allo stadio “Metti un po’ di musica leggera…”. Ma che rimane fino alla fine, anche dopo che l’hanno cantata.

La band di Colapesce e Dimartino e completini pastello

I due salgono sul palco. Sono accompagnati per la maggior parte dei pezzi in scaletta da un’ottima band. Ci sono Adele Altro, Any Other, alla chitarra (e, alla fine, al sax), Alfredo Maddaluno del duo Kawasaki Ninja (ex Yombe) alle tastiere, e Andrea De Fazio alla batteria. Indossano i loro ormai caratteristici completi verdino (Dimartino) e bluette (Colapesce). Aprono (e chiuderanno anche) con l’età del cambiamento, quella del “tutto perfetto nell’essere sbagliato”, Adolescenza nera.

Poi regalano subito al pubblico un brano molto conosciuto: Cicale. “Paese che vai stronzi che trovi”, riecheggiano i cori. Probabilmente non della coppia davanti con i capelli bianchi che si abbraccia per riscaldarsi dal venticello serale. Tocca a Rosa e Olindo e poi a Luna araba, l’evocativo brano uscito un annetto fa che insieme alla loro conterranea Carmen Consoli ci portava sulla “scala dei turchi con bambini annoiati”. Con “gli spagnoli in Ortigia” e poi “ci trascina dentro l’acqua trasparente”.

I pezzi da singoli e la sensazione “Totale”

Tocca ancora a un paio di brani di entrambi, sempre del loro progetto I Mortali (diventato nel frattempo I Mortali²) come Noia Mortale, L’ultimo giorno e Raramente. Si passa poi ai loro successi in solitaria come Cuoreintero di Dimartino e Ti attraverso di Colapesce. Tocca quindi a Totale, pezzo di Colapesce contenuto nello splendido Infedele, rifatto anche dal duo. “Siamo nati tutti senza i denti. Tutti senza nome. Come dei bambini torneremo felici. Mi sento bene con le scarpe nuove… mi sento totale”. Va bene la poesia ma sono sempre gli ironici e imperscrutabili Colapesce & Dimartino. Però, ecco, queste parole risuonano particolarmente bene per tutti in questo momento preciso.

Toy boy e l’evocazione di Ornella Vanoni

Dopo un’altra tripletta di deliziosi pezzi di loro due solisti come Giorni buoni (Dimartino), Satellite (Colapesce) e La luna e il bingo (Dimartino) è tempo del singolo del momento. Si spera si insinui sempre più nella programmazione radiofonica estiva per elevarla in qualità: Toy boy. Di Ornella Vanoni c’è solo la voce registrata e l’evocazione nei ritmi bossa nova di La voglia, la pazzia ma il brano live diverte ugualmente parecchio. Loro scherzano. Invitano a immaginare di essere in mezzo a una seduta di mindfullness per cercare di immaginarsi la nostra signora della musica italiana dal vivo.

Il prossimo semestre di Colapesce e Dimartino?

La parte (semi) finale è in acustico. Il prossimo semestre era la loro ironica presa in giro delle manie dei discografici e che apriva I Mortali. “Nell’attesa che arrivi/ Come una sorpresa/. Una melodia moderna/ Con le immagini potenti/Per piacere al mio editore/ Ora lasciami solo, solo/ Solo come un cantautore/ Poco attuale, si fa male!”. Forse a fronte dei tre dischi di platino di Musica Leggerissima non verrà loro più richiesta la melodia moderna. Dopo due brani di Dimartino, I Calendari e Colapesce, Decadenza e panna, i due affrontano un pezzo che hanno co-scritto ma che era stato interpretato da Levante e Carmen Consoli, Lo stretto necessario. Forse non ci credono moltissimo, o forse per l’abitudine di averlo sentito cantato dalle due siciliane, è migliore nella versione femminile.

Dimartino e Colapesce, festival dei Due Mondi di Spoleto, foto Studio Hanninen

Il momento della hit, la canzone più ascoltata del semestre secondo FIMI

Parole d’acqua e Mortali aprono la strada a lei, la canzone che ha tenuto compagnia a chiunque in questi mesi di reclusione. “La facciamo, la facciamo, non preoccupatevi”, rassicurano loro. La canzone che parla del buco nero della depressione e la vita come un concerto dove l’età adulta sarebbe un crescendo di violini (e guai). Insomma Musica Leggerissima, che si porta dietro pure una coda leggerissima, una rielaborazione del remix di Moroder, uno dei più importanti insieme a quello di Cerrone.

L’omaggio a Battiato

Non è ancora finita: è il momento dell’omaggio a Battiato. Chiunque sa quanto i due lo amassero e siano stati da lui infuenzati. È la prima volta che Colapesce e Dimartino rifanno Povera patria dal vivo da quando il maestro è scomparso (l’avevano già incisa per il lato B del vinile di Musica leggerissima). La loro voce è rotta dall’emozione, lo raccontano anche loro alla fine del concerto, e si avverte. Ci starebbe anche una lacrima (eh sì, forse ci sta tutta). Chiudono con Majorana, altro delicato pezzo dedicato ai giorni dell’adolescenza e quindi della crescita e del cambiamento. Speriamo che loro non crescano troppo, non abbandonino mai la loro attitudine scanzonata e rimangano sempre così. Piccole grandi gemme nella musica pop italiana.

 

 

 

 

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