Buon compleanno Ed Sheeran, 30 anni di successi e rivoluzione pop

Il 17 febbraio 1991 nasceva Ed Sheeran, destinato a ridefinire come pochi altri l’estetica della popstar e le barriere tra generi musicali
Ed Sheeran / ph: Mark Surridge
Ed Sheeran / ph: Mark Surridge

Sono cambiate tante cose dai tempi di +, il debut album di Ed Sheeran. Non soltanto l’età del cantante, di 10 anni più vecchio. È la stessa scena pop ad essere mutata profondamente, dopo una serie di rivoluzioni che l’hanno attraversata lungo gli anni ’10.

In questa serie di processi innescati dal biennio 2010-2011 l’artista di Halifax, New Yorkshire (ma cresciuto nel Suffolk) ha ricoperto un ruolo da assoluto protagonista. Fin dagli inizi, Ed si è mosso abilmente tra tutte le piattaforme a sua disposizione, YouTube compresa, dove ha potuto spingere nel modo giusto i suoi primi EP fino a diventare qualcosa di più di un rookie. Come capita spesso nel mondo musicale, il grande salto è stato favorito da una serie di eventi che hanno portato prima alle firme, poi alle collaborazioni di cartello. Dall’apertura a Taylor Swift durante il Red Tour del 2013 ai featuring con artisti del calibro di Pharrell e Travis Scott, Ed Sheeran si è imposto nel tempo come una figura di riferimento per l’intero panorama mondiale. E sembra avere anche le carte in regola come pittore.

Le sue hit hanno spopolato in ogni contesto possibile, dal pop all’edm passando per la dancehall (merito soprattutto del pattern di Shape of You), aprendogli i cancelli dorati dell’Olimpo musicale del XXI secolo. Non si può infatti parlare di one hit wonder. L’impatto di Ed Sheeran è più profondo, sulla falsa riga di una rivoluzione culturale che ha investito più campi dell’intrattenimento. Non soltanto per il riflesso che si sta registrando sulle ultime generazioni – si pensi ad artisti come Shawn Mendes – influenzate da lui.

È capitato spesso di riallacciare il successo di Harry Potter al nuovo appeal che il maghetto aveva dato agli emarginati. L’impatto della chioma rossa di Ed non è molto distante da tutto questo. Siamo lontani anni luce dalla popstar patinata al centro di elaborate coreografie. Piuttosto, ci ritroviamo di fronte ad un’inedita concezione dell’uomo di successo che lo stesso Sheeran ha contribuito a consolidare con il proprio tocco personale, che gli è valso il titolo di artista britannico del decennio.

L’immagine della pop star è stata riadattata ad una misura più accessibile, capace di arrivare a tutti. Non a caso si è parlato tanto, riguardo a Sheeran, di “straordinarietà dell’ordinario”. Tradotto, possono bastare anche una chitarra e la propria voce per prendersi il mondo e non porsi limiti. Basta avere qualcosa da dire.

Fa riflettere anche il fatto che nonostante l’indissolubile legame con certe costanti (si pensi al folk) Ed si sia prestato ad ogni genere di contaminazione. No. 6 Collaborations Project lo dimostra, mettendo insieme un parco star davvero eterogeneo, da Meek Mill a Paulo Londra passando per Skrillex. Segno di un presente di massima liquidità musicale, in cui le etichette servono più alle piattaforme streaming per fare ordine tra le playlist che agli artisti stessi. Pochi nomi hanno incarnato lo spirito dei tempi quanto il performer britannico.

Ed Sheeran è moderno in tutti i sensi. Non solo per aver portato all’apice una formula di mascolinità al passo con i tempi, slegata dalle componenti più tossiche, ma anche per non aver escluso dal quadro i suoi punti deboli, ammettendo di avere un carattere incline alle dipendenze. Il successo piega ogni cosa, non conosce superuomini. E Sheeran ce lo ha ricordato senza nascondersi. Un’onestà che lo avvicina inevitabilmente a noi, e ha elevato la moglie Cherry (madre della figlia Lyra) a faro indiscusso della sua vita personale e pubblica. Oggi siamo noi a stargli più vicini, augurandogli buon compleanno.

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