Anna Tatangelo bionda e trapper: «La grinta è la stessa dei miei 15 anni»

Si è avvicinata a un genere per lei impensabile ma la Tatangelo assicura di avere lo stesso spirito di quando esordì al Festival di Sanremo
Anna Tatangelo nella nuova versione bionda
Anna Tatangelo nella nuova versione bionda

Come accade durante il periodo estivo del calcio, con il calciomercato fatto di trattative e trasferimenti, anche nel campo musicale sono diversi gli artisti che hanno cambiato i loro compagni di hit estive. Da Takagi & Ketra che hanno chiamato Elodie a Giusy Ferreri insieme a Elettra Lamborghini, da Fred De Palma e Anitta a Rocco Hunt e Ana Mena. Gli unici (o quasi) che sono rimasti insieme sono i Boomdabash che hanno presentato Karaoke con Alessandra Amoroso.

Tra questi cambi una nuova collaborazione stupisce in modo particolare: quella di Anna Tatangelo e Geolier per Guapo.

Ma non è certo la prima volta che la cantante di Sora collabora con un artista melodicamente lontano da lei. Accadde già con Achille Lauro con il quale rifece Ragazza di periferia. Certo Guapo sta portando anche ottimi risultati con più di 800mila streams su Spotify e svariate coreografie su TikTok.

Anna, non ti chiedo cosa ti sia passato per la testa visto che con l’uscita del tuo nuovo singolo è cambiato anche il colore dei tuoi capelli: quando è nata l’idea di rimetterti in gioco?

In realtà, è partita già un anno e mezzo fa dopo la mia ultima partecipazione al festival di Sanremo. Avevo necessità e voglia di tornare in studio e di starci del tempo per cercare di far uscire anche musicalmente il cambiamento che stava avvenendo dentro di me.

Tutto questo è accaduto in modo molto naturale, come lo è stata anche la collaborazione con Emanuele (vero nome di Geolier). Ci conoscevamo già e ci siamo ritrovati a parlare della stessa idea. Cosi in poco più di un’ora è nato il pezzo.

La produzione è affidata a Dat Boi Dee con un sound latino, il flow scorre perfettamente ed è credibile nonostante sia per te qualcosa di assolutamente nuovo. Devo dire che la cosa che mi è piaciuta particolarmente è il testo in modalità battle in cui esci dai panni della “sfigata”. Ritroviamo una donna che ha preso coscienza di sé e della sua forza: ennesimo segnale di un cambiamento nell’attitude della nuova Tatangelo?

No, questo è un atteggiamento che cambia in ogni donna. Quando si scrive o si interpretano delle canzoni a volte attingi direttamente dalla tua vita, mentre altre viaggi con l’immaginazione. Sicuramente rappresenta una donna che, oltre magari ad avere un’indipendenza, possiede anche una testa. Cosa che dico anche nel pezzo: “Una come me non l’hai vista mai” e con questo intendo una donna di sostanza, che va al di là delle apparenze.

Le critiche e i riscontri che sono arrivati sul pezzo sono positivi. Tu però sai che il rischio era molto alto e che, allontanandoti da quello che le persone che ti seguono hanno ascoltato in questi anni, le stesse si sarebbero potute sentire tradite. Un rischio che hai calcolato per arrivare anche ad un nuovo pubblico?

No, è un rischio che ho preso facendo un discorso del tipo “io sono quello che faccio”. In questi ultimi anni ho fatto una ricerca e mi sono appassionata a un certo tipo di musica e di artisti che normalmente non penseresti di trovare nella mia playlist di Spotify.

Sono cresciuta, sono una donna che sa ciò che vuole. Le basi sono le stesse di quella ragazzina che a 15 anni che si presentò sul palco del festival di Sanremo. Perché devo aver paura oggi di fare una cosa che penso possa farmi star bene?

Tu sei una presenza fissa del festival di Sanremo, al punto che ci si stupisce quando non ti presenti. Negli ultimi anni si sono viste delle aperture verso generi e artisti che fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile vedere sul palco dell’Ariston. Calcolando che la trap napoletana nasce, in fondo, dal genere neo-melodico e della sceneggiata con artisti come Mario Merola, non pensi che potresti presentarti in questa nuova veste dove sei assolutamente credibile, accompagnata da un featuring che prosegua questo nuovo percorso?

Ti confesso che mentre prima cercavo di capire cosa andasse di moda e di seguire poi quel filone, oggi è diverso, nel senso che vado step by step.

Ovvio che per me Sanremo rimarrà sempre un palcoscenico importante, però devo essere convinta, soprattutto del pezzo che porto.

Se non sono convinta non posso fare nessun featuring e nemmeno fare uscire un singolo. Le cose vanno fatte bene e per gradi, perché appena hai un dubbio o una perplessità puoi farti molto male.

Il video di Guapo di Anna Tatangelo con Geolier

La trap napoletana nasce come un mezzo che esprime mancanze, esigenze, e anche i pericoli dei quartieri di periferia come Secondigliano e Scampia. Una periferia diversa rispetto a quella in cui cantavi l’amore al ragazzo di città, che alle tre del mattino se ne tornava a casa pronto a deriderti il giorno dopo con gli amici?

Dipende dalle esperienze personali perché nella mia periferia ci sono gli stessi problemi di vent’anni fa. Oggi basta vedere delle serie, che non ho voglia di citare, per potersi fomentare e andare in strada, a 14 anni e fare i gradassi.

I tempi sono cambiati. La mia periferia può avere le stesse caratteristiche ma oggi le cose sono più amplificate. Oggi è un po’ più difficile: ci sono sono altri tipi di droghe e ci altri meccanismi che spaventano molto più di prima. Ti faccio un esempio. La droga prima girava e c’erano delle piramidi da rispettare. Oggi fai fatica perché ci sono dei ragazzini di 14 anni che si mettono sui motorini e girano con coltelli e pistole. Ogni città, del resto, vive le sue situazioni e i suoi problemi. Non si tratta di Scampia o Secondigliano né di Napoli: è una questione che riguarda le periferie di diverse città d’Italia. 

Qual’è stato il complimento o apprezzamento che ti ha fatto più piacere ricevere dopo l’uscita del brano?

Ti dico la verità, la parola credibilità. Mi hanno detto: “Sei tu. Sei tornata ad avere e dare la luce che avevi a 15 anni, come se fossi tornata in te stessa” e queste sono state le parole migliori.

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