Anna Tatangelo: «Scelgo l’R’n’B e dico basta a tutti quelli che mi criticano»

Stanca di essersi sempre trattenuta, Anna Tatangelo esce con un progetto spiazzante con i featuring di tanti rapper: ANNAZERO
Anna Tatangelo. Foto di Cosimo Buccolieri
Anna Tatangelo. Foto di Cosimo Buccolieri

Anna Tatangelo non sta più nella pelle. Non vede l’ora di vedere l’uscita del suo nuovo album Annazero, di tornare a cantare dal vivo e di dire senza problemi tutto quello che pensa. «Mi son rotta le scatole di ricevere mail con i miei brani da scaricare con WeTransfer o Dropbox! Li voglio vedere finalmente fuori! Sono orgogliosa di questo disco: è un racconto dall’inizio alla fine. Non c’è nessun brano che penso sia stato aggiunto senza un senso, fanno tutti parte di un progetto. Mi sono chiesta se fosse il caso di uscire o meno in questo momento e alla fine mi sono detta di sì». Mancano solo poche ore per porre fine all’attesa, dato che a mezzanotte uscirà per Believe ANNAZERO, l’ottavo album della cantante di Sora, provincia di Frosinone.

La incontriamo a Milano, raggiante e in formissima così come appare sui social. Sneakers, leggings e felpa sportiva Adidas: un outfit urban che sottolinea il suo completo cambio di passo. Basta solo sonorità melodiche. Ritmi urban e latin (grazie alle produzioni di Dat Boi Dee) caratterizzano il suo nuovo lavoro così come i tanti rapper chiamati a portare il loro contributo: da Geolier (il singolo Guapo è uscito l’estate scorsa) a Emis Killa, da Gemitaiz (Fra me e te uscito a ottobre) a Beba.

Sei anche in apprensione per quest’uscita?

No, sto benissimo, non pensavo. Io e mio figlio di 11 anni abbiamo passato un anno molto difficile – come tutti -, ma ci abbiamo aggiunto anche un trasloco in una casa nuova e una separazione dopo una storia di 15 anni (con Gigi D’Alessio, ndr). Ora stiamo tornando a uscire. E poi nel periodo precedente ci siamo uniti ancora di più perché abbiamo parlato molto. Da una parte sono la classica mamma severa che dà un sacco di regole, sul cibo, gli orari, il telefonino e il computer. Dall’altra però sono in grado di trasformarmi e sono la prima a portarlo al paintball!

Anna Tatangelo: «Ho sempre ascoltato l’urban e l’r’n’b però non ho mai avuto il coraggio di cimentarmi in prima persona. Un po’ perché in Italia si pensa che un artista non debba mai cambiare»

Ti ha dato qualche suggerimento?

Altroché. Ha deciso lui che Serenata fosse il singolo. E poi mi ha spinto a iscrivermi su TikTok e aveva ragione.

Hai spesso raccontato che il nuovo sound a cui ti sei avvicinata è nato dall’incontro con Achille Lauro: è andata proprio così?

Sì, a un suo concerto ho incontrato Gemitaiz e il suo produttore Mister T, che è diventato anche il mio per molte tracce di Annazero. È come se si fossero incastrati i pezzi di un puzzle: io avevo sempre ascoltato l’urban e l’r’n’b però non ho mai avuto il coraggio di cimentarmi in prima persona. Un po’ perché in Italia si pensa che un artista non debba mai cambiare. La gente è abituata a vedermi da quando ho 15 anni come “La ragazza di periferia”. Probabilmente vedermi fare un genere completamente diverso era troppo spiazzante. Ora invece ce l’ho fatta. E mi sono davvero divertita con questi compagni d’avventura. Avevo il timore della reazione degli altri ma questa Anna è piaciuta.

Chi è stato il primo a voler collaborare?

Geolier. Ricordo che gli dissi: a me va di fare tutta sta roba ma la gente come mi recepirà? Secondo me lo ha recepito meglio che se avessi fatto un disco alla vecchia maniera. Devo ammettere che l’accostamento del mio nome accanto a questi nomi non stona e anche i singoli mi hanno dato ragione. Guapo sta dando enormi soddisfazioni con 8 milioni di stream su Spotify.

Quale pezzo potrebbe raccontare in particolar modo questo tuo periodo?

Hanno tutti un filo conduttore. Credo che Annazero con Emis Killa sia il più coraggioso, però. Quando mi sono trovata con Emiliano gli ho detto: “Dobbiamo scrivere un pezzo che mi faccia dire basta! Basta a tutto ciò che la gente ha pensato non dovesse andare in me: i capelli, le sopracciglia, qualsiasi cosa. Soprattutto se ripenso a Sanremo: nessuno che sia mai entrato nel vivo della musica, mi hanno sempre criticato per altro. Perciò ho voluto dire: ma sticazzi! Vada come vada!

In Annazero dici “non dirmi devi stare calma”: è una frase che ti dà molto fastidio?

Parecchio. Anni fa avevo sempre il timore di dire qualcosa perché dovevo sempre aspettare l’approvazione dell’ufficio stampa etc. Adesso se mi viene voglia di dire qualcosa sui social lo faccio e basta. Il mio team mi chiede di stare più calma. Però a 34 anni mi prendo le mie responsabilità, mentre a 18/19 non era così facile.

«Dobbiamo scrivere un pezzo che mi faccia dire basta! Basta a tutto ciò che la gente ha pensato non dovesse andare in me: i capelli, le sopracciglia, qualsiasi cosa»

Non ti sei mai pentita di aver scritto qualcosa sui social?

No, zero. Ho loro (e si rivolge verso il team, ndr) che continuano a dirmi di non esagerare ma non mi importa! Questo disco, infatti, è dedicato alle donne, perché siano sempre più autonome e indipendenti. Il mio messaggio è: perché dovete sottostare a qualcuno? Riprendetevi la vostra vita in mano!

Scrivi: “Puoi leggere Anna al contrario ma la musica è sempre la stessa”, nel senso che sei rimasta uguale?

No, è riferito a quei giornalisti che mi hanno sempre criticata: anche se la musica cambia continueranno a farlo. Pure se cantassi Hallelujah mi criticherebbero. Come un anno a Sanremo un giornalista mi disse che il pezzo gli era piaciuto nonostante la mia produzione precedente fosse un po’ trash. Però se Ragazza di periferia, canzone che ancora tutti ascoltano da 20 anni, è trash allora vorrei fare solo trash!

Che cosa è rimasto de “La ragazza di periferia”?

Ora ho ritrovato l’Anna Tatangelo di 15 anni fa insieme all’amore per la musica. Sono passati 5 anni prima che uscissi con un disco. Ora ho recuperato la voglia di sperimentare. Ho sempre ascoltato R’n​’B e avrei sempre voluto utilizzarlo come base ma troppo spesso mi hanno detto che ero la ragazza della porta accanto e che non era il caso lo facessi. In questo disco mi metto alla prova. In Se, però, torno anche la cantante che gioca con l’estensione melodica e la tecnica, non mi metto a fare cose troppo urban.

La cover di ANNAZERO, il nuovo album di Anna Tatangelo

Anna Tatangelo: «Se Ragazza di periferia, canzone che ancora tutti ascoltano da 20 anni, è trash allora vorrei fare solo trash!»

Stai già pensando a quale sarà il tuo prossimo passo nella carriera?

Il mio principale difetto è sempre stato quello di pensare al dopo ma è sbagliato! Perché poi non ti fermi mai. Ora al massimo voglio pensare al prossimo singolo e spero di portare questo disco live perché secondo me spaccherà!

Mi dici due aggettivi su tutti gli artisti presenti nell’album? Partiamo da Beba.

Molto forte ma di una dolcezza disarmante. È bravissima e questo è fuori discussione, è una delle poche rapper che ha questa estrema padronanza della voce. Mi piace il suo modo di mettere in evidenza la donna.

Livio Cori.

Autentico e complice. Per Meno Male è riuscito a mettere in evidenza una parte importante della mia vita, quasi da Rihanna. E poi è di una velocità pazzesca: capisce perfettamente chi ha di fronte e quello che pensa. Un giorno gli ho mandato un mio pezzo e nel giro di un pomeriggio mi aveva già mandato la sua strofa. È un grande professionista.

Martina May.

È la mente e il cuore di questo disco. Il mio diario. Io sono sempre stata abituata a lavorare con gli uomini, sempre. Invece Martina mi ha dato la possibilità di raccontarmi e ha scritto con me e con gli altri autori quasi tutti i testi. È stata anche una vocal coach fondamentale per me.

È sottovalutata oggi nel mondo musicale, no?

Sì, perché è un’artista incredibile. Oltre a essere brava ad aiutare gli altri, è pure bravissima a cantare.

Geolier.

Che je voi dì? È un mito e un fuoriclasse. Penso che il suo sia stato il feat. più divertente. Lui mi ha proposto di scrivere un pezzo in napoletano però all’inizio ero perplessa, perché per lui non c’erano problemi ma ho pensato che magari a me potessero rinfacciare il fatto di “sentirmi” napoletana solo per la mia storia d’amore passata. Lui mi ha risposto: “Ma che te ne futte?” E, in effetti, al centro-sud è andata benissimo! Lui, quindi, è stato un apripista in tutto.

Non lo è stato Lauro? Due parole su di lui anche se non è nell’album.

Lauro è entrato nel mio mondo, è il mio “ragazzo di città”. Geolier mi è venuto incontro invece e abbiamo creato qualcosa insieme. Lauro è innanzitutto coraggioso. Quando ho visto il suo Sanremo di quest’anno (ma anche dell’anno scorso) in cui ha portato ogni sera un personaggio diverso mi ha ricordato di quando avevo presentato io Bastardo sul palco dell’Ariston nel 2011. Anche io avevo un progetto in mente di quel tipo. Luca Tommassini mi aveva suggerito di omaggiare ogni sera una grande artista della musica italiana.

«Achille Lauro è stato coraggioso: se avessi oggi la possibilità di proporre quell’idea a Sanremo l’avrei messa in piedi subito, mentre a 19/20 anni non ebbi il coraggio!»

La prima serata quindi mi presentai vestita da uomo e il riferimento era a Anna Oxa. Non hai idea di quante telefonate ricevetti tutte del tenore: “Ma dove credi di andare?” “Ma è un pubblico Rai, non si fa”. Se avessi avuto oggi la possibilità di proporre quell’idea l’avrei messa in piedi subito, mentre a 19/20 anni non ebbi il coraggio! Il giorno dopo avrei dovuto citare Patty Pravo con i capelli raccolti in una coda lunghissima. Ma ci spaventammo, io più di Luca sicuramente, e rinunciammo.

Magari erano anche anni diversi, quelli?

Sì, però anche Lauro la prima sera ha creato sdegno quando si è tolto il mantello ed era mezzo nudo. Poi però il suo coraggio ha dato i risultati che si meritava. Ogni sera Lauro ha potuto dare il suo bel contributo ed è stato accettato. Io ho voglia di fare quello che mi sento: che sia ballare o farmi bionda.

Mi sono stancata dei bacchettoni che mi dicono come devo vestirmi “perché sono una mamma”. In America questo discorso non esiste assolutamente. A Jennifer Lopez nessuno va a dire niente!

Finiamo con i tuoi collaboratori: Gemitaiz.

Ha una determinazione unica in tutto ciò che fa. È super meticoloso, non lascia nulla al caso.

Emis Killa.

È il compagno di banco con cui andresti in gita. È simpaticissimo, ci pizzichiamo sempre tra di noi. Mi ha dato una grande spinta in generale. È senza filtri, davvero schietto. Può dirti dal nulla: “Zia, ma come ti sei vestita?”.

Anche tu potresti diventare più schietta ed esplicita come una rapper?

Dipende dai contesti. Se devo raccontare la mia vita lo faccio in un modo, se devo parlare di una donna o di un amico ci vado più con i piedi di piombo.

Anna Tatangelo, se potessi andare al festival domani con la possibilità di omaggiare una donna chi sceglieresti?

Dipenderebbe dal tipo di canzone. Non sono mai andata senza un progetto dietro, solo per andare al festival. L’ho fatto con Ragazza di periferia o con Il mio amico, dove ho raccontato la storia di un uomo che è riuscito a diventare donna, ed è la mia migliore amica oggi! Però, ci andrei subito al volo! Anche se una cosa l’ho capita: giocherei di più rispetto al passato ovviamente.

Articolo Precedente
Sono Music Group

SONO Music Group, l'etichetta indipendente che va oltre i generi musicali

Articolo Successivo
auto polizia sparatoria

Sparatoria ad un concerto rap a Miami: 2 morti e 25 feriti

Articoli correlati
Total
2
Share