Aloe Blacc: «La mia famiglia e Avicii mi hanno ispirato per il nuovo disco»

È appena uscito All Love Everything, il nuovo album di Aloe Blacc, che ci ha raccontato delle sfide a colpi di danza con Chadwick Boseman
Amanda Austin

C’è qualcosa di classico nella sua voce e nel suo stile di porsi, che rimanda ai grandi cantanti della Atlantic Records o della Stax in quel periodo aureo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, forse anche per il suo attivismo nel tessuto sociale USA, eppure Aloe Blacc si è adattato magnificamente ai suoni contemporanei, basta pensare al fatto che per tanti lui è la voce della mega hit di Avicii Wake Me Up.

Aloe si è dimostrato uno dei talenti più brillanti nel territorio r&b, grazie a due hit come I Need a Dollar del 2010 e The Man (2016). Adesso, dopo il suo album d’esordio su una major Lift Your Spirit che oramai è datato 2014 – e con il quale ottenne una nomination ai Grammy Awards –, finalmente è appena uscito All Love Everything (BMG).

Prodotto da Jonas Jeberg (Panic! At The Disco, Selena Gomez), il “nuovo” Aloe Blacc dimostra una grande capacità nel muoversi anche in territori più pop come nella traccia di apertura, Family o in Nothing left you che sembra uscita dal catologo migliore di Justin Bieber.

Con Glory Days sembra omaggiare il compianto Bill Whiters, mentre My Way rientra perfettamente nel solco della grande tradizione r&b. Un gran bel disco. Dopo il nuovo di Alicia Keys, il panorama r&b inteso in senso più classico, si conferma in piena ripresa con questo nuovo album di Aloe Blacc che ha risposto ad alcune domande.

In questo album esplori soul, pop, urban, r&b… Vai oltre le categorie musicali, non per niente sappiamo che sei anche contrario al vecchio sistema di definizione delle categorie sociali. È questa la motivazione che sta dietro a questo ottimo album?

Sì, io semplicemente faccio musica nel modo che mi sembra migliore per la diffusione del messaggio, i generi vengono dopo. Se ho bisogno di un certo genere per raccontare una parte del messaggio, lo aggiungo al pezzo o lo mescolo con altri generi. Per esempio, in Family uso un ritmo latin perché i miei genitori sono panamensi. Ma in Harvard mi baso sul folk acustico perché ritenevo fosse il modo migliore per raccontare quella storia.

Affermazione, ispirazione, motivazione, amore sono le parole chiave del tuo songwriting. Interessante che non ci sia spazio per dubbi o domande aperte. Perché questa scelta così “categorica”?

Come songwriter penso che i temi siano l’elemento più importante delle canzoni. Puoi produrre pezzi in qualsiasi genere, ma quello che resta sono i testi. Dunque per me è importante concentrarmi su messaggi che muovano le emozioni delle persone.

Com’è nata Nothing Left but You? È una potenziale hit!

È partita come conversazione con un mio amico su quanto sodo devono lavorare le ballerine per far sì che tutti i loro movimenti risultino così delicati. Ho usato quella conversazione come metafora della mia relazione con mia moglie, cioè di come entrambi ci esibiamo per gli altri e smettiamo di farlo nel momento in cui torniamo a casa. Dal momento che mia moglie ama la dancehall, ho prodotto la musica in quel genere.

Hold On Tight è un bellissimo inno alla perseveranza. C’è qualcosa in particolare che ha ispirato questa canzone?

La morte improvvisa di Avicii è stata parte dell’ispirazione per la scrittura di un brano che intende supportare le persone che hanno bisogno di aiuto. La sua scomparsa ha commosso tanta gente perché la sua vita ha toccato quella di tanti. È fondamentale che ci prendiamo cura dei nostri amici e della nostra famiglia.

Sei sempre stato sensibile alle questioni sociali e ammiriamo la forza e il coraggio del tuo attivismo nel movimento Black Lives Matter. Presto ci saranno nuove elezioni: cosa ti aspetti per gli USA? Il paese si trova a un bivio?

Il paese è certamente di fronte a un bivio, ma noi siamo sempre stati per le persone più vulnerabili. Il mio mestiere come “artivista” (crasi di artista e attivista, ndr) è lottare per la trasformazione in positivo della nostra società.

Ci racconti un aneddoto su un grande attore, Chadwick Boseman, che ci manca molto?

Ho avuto la fortuna di lavorare con Chadwick Boseman nel film Get On Up su James Brown. Nel mio ultimo giorno di riprese, i produttori hanno organizzato un party di saluto. Io e Chadwick abbiamo fatto una divertente sfida di balli anni ’90. Era un ottimo ballerino e un attore anche migliore. Ci mancherà con tutto il cuore.

Ascolta All Love Everything

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