Aka 7even: «Merito di Maria se ho scelto di pubblicare “Mi Manchi”»

Aka 7even ha scritto uno dei tormentoni dell’estate, Loca, ed è pronto a prendersi la scena urban con il suo album. L’intervista
Aka 7even
Aka 7even, foto di Fabrizio Cestari

Ha firmato uno dei (probabili) tormentoni dell’estate 2021 e domani, venerdì 21 maggio, pubblicherà il suo omonimo album di debutto. Aka 7even, nome d’arte di Luca Marzano, classe 2000, ha decisamente le idee chiare sulla sua musica e su chi vuole essere: la next big thing del panorama urban italiano.

Grazie alla partecipazione alla ventesima edizione di Amici di Maria De Filippi, dove ha raggiunto la finalissima, Aka 7even si è fatto conoscere e apprezzare dal grande pubblico e ha già ottenuto ottimi risultati con i suoi brani, da Yellow a Mi Manchi, ed è pronto a fare ancora meglio, adesso che l’esperienza nella scuola si è conclusa.

Lo abbiamo intervistato su Zoom per farci raccontare qualcosa sul suo primo progetto musicale, e non solo.

Un disco piuttosto corposo, composto da ben 12 tracce.

Questo album rappresenta tutto il mio percorso ad Amici e una visione eclettica dell’artista che voglio essere. Va a sfociare su un mood americano, perché il mio obiettivo è portare in Italia l’occhio della popstar.

A proposito di mood americano, quali sono i tuoi riferimenti? Dalla tua musica traspare proprio il desiderio di guardare anche a ciò che viene fatto oltreoceano.

Sicuramente mi ispiro a Justin Bieber, Bruno Mars e The Weeknd, e mi piace molto anche Michael Jackson. Sono tutti punti di riferimento per me.

Dal successo inaspettato di “Mi Manchi” a quello di “Loca”, assicurato tormentone estivo

Parliamo di Mi Manchi. Durante la finale non sei riuscito a portarla sul palco e questo ha lasciato un po’ di amaro in bocca nei tuoi fan, che attraverso i social si sono chiesti perché non l’avessi cantata. Ti aspettavi che avesse così tanto successo?

In realtà no, non volevo neanche farla uscire. Poi ne ho parlato con Maria, dicendole che avevo pronta anche un’altra canzone che mi piace di più, Black. Lei mi ha detto: “Dobbiamo far uscire Mi Manchi perché è fortissima, un brano universale che può arrivare davvero a chiunque”. Io non ero convinto, ma alla fine le ho dato ragione e il brano è esploso.

Un brano su cui invece mi sei sembrato da subito molto sicuro è Loca, un vero e proprio tormentone.

Mi aspettavo che avesse successo, anche se non così tanto. L’obiettivo è proprio quello di farlo diventare un tormentone, e mi sembra di esserci riuscito (ride, ndr.)

Nel disco mi sembra convivano due concept: il primo è il racconto di te stesso, di chi sei come persona e come artista, e il secondo invece è più incentrato sulle donne e sull’amore in tutte le sue forme.

Hai centrato gli argomenti di cui parlo nell’album. Io tendo molto a parlare di me stesso, mettendo nei testi ciò che provo. Io vivo d’amore, me ne circondo quotidianamente, che sia l’amore per una ragazza, un amico, o inteso come passione verso ciò che faccio. Se dovesse mancare questa cosa sono già sicuro che mi bloccherei, non riuscirei più a scrivere niente.

Settimana scorsa ho incontrato Tancredi e abbiamo parlato di questa edizione rinnovata di Amici, senza divise e con una grande attenzione alla vostra musica. Come hai vissuto questa esperienza?

Per me è stato tutto molto naturale, dal vestirmi come mi pareva a fare musica a modo mio. Questa libertà di espressione che ci è stata concessa è la cosa che ho apprezzato più di tutto durante il programma.

Il primo approccio di Luca, ancora prima di essere Aka 7even

Facciamo un piccolo passo indietro e parliamo di Luca prima di Amici. Hai un primo ricordo legato alla musica? Qualcosa che ti ha fatto dire “questa è la mia strada”?

Quando ero piccolo andavo a cantare nelle pizzerie, facevo piano bar con mio fratello. La prima volta che ho cantato davanti a delle persone ho scelto La Distanza di un Amore di Alex Baroni, uno dei miei artisti italiani preferiti. Purtroppo è venuto a mancare, ma penso che oggi ci avrebbe regalato della musica straordinaria.

Collegandoci alla tua infanzia, tu sei anche polistrumentista. Come hai iniziato?

Il primo strumento che ho toccato è stata la batteria, perché da piccolo i miei genitori mi dicevano che mi mettevo a sbattere con qualunque cosa ovunque (ride, ndr). Quindi hanno decido di mandarmi a studiare, finché poi ho iniziato a studiare canto e ho capito che la batteria non mi serviva niente, così ho iniziato a studiare pianoforte. Da lì poi mi sono iscritto al liceo musicale e ho cominciato a suonare un po’ di tutto.

In chiusura, come sta andando fuori dal programma?

Fai conto che ancora devo metabolizzare l’entrata ad Amici, quindi figurati se ho metabolizzato l’uscita (ride, ndr.). Vedo un grande affetto da parte del pubblico e sono contento e orgoglioso, perché sto facendo quello che ho sempre sognato.

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