Con “Bam bam twist” Achille Lauro non si fa incasellare. Neanche stavolta

È uscito il nuovo singolo di Achille Lauro feat Gow Tribe. Un omaggio agli anni Sessanta che ci ricorda la sua voglia di scappare da ogni schema
Achille Lauro
Achille Lauro. Credit: Luca d’Amelio

Sarà senza dubbio colpa del Coronavirus e di tutto ciò che abbiamo passato. Ma il Festival di Sanremo di quest’anno sembra un ricordo dell’era preistorica. Vi ricordate il “Che succede?” di Morgan dopo la fuga di Bugo? E la performance senza dubbio “particolare” di Elettra nazionale con Myss Keta? E la tutina trasparente di Achille Lauro (con tanto di sorrisetto furbo rivolto alla camera)? Beh, sembra passata un’eternità.

Ma se ci concentriamo su quest’ultima immagine, forse è anche merito suo, (di Achille Lauro, non del suo sorrisetto furbo) se abbiamo questa sensazione di distanza infinita con un avvenimento accaduto solo quattro mesi fa.

Achille Lauro è tornato oggi, venerdì 19 giugno, con un suo nuovo singolo, dal titolo Bam bam twist. E, sì, è l’ennesimo pezzo che – se proviamo a incasellare Lauro in un genere – finisce per farci venire un giramento di testa. E rinunciare a questa (necessaria?) missione.

Sì, perché fin da quando il suo personaggio si è avvicinato al mainstream, Achille Lauro ha voluto giocare con i riferimenti che gli hanno fatto compagnia in questi ultimi anni. Il sodalizio artistico con il suo producer Boss Doms pare in evidente stand-by, visto il lancio dell’attività come solista del produttore (per Bam bam twist torna infatti il nome di Gow Tribe, all’anagrafe Matteo Ciceroni, già presente nel precedente singolo di Laurissimo). Ma anche con Boss Doms, l’artista romano ha sempre giocato tra provocazioni e tentativi di scappare da ogni definizione o regola.

In Bam bam twist non c’è l’elettronica di 1990 (ricordate la cover del progetto di Lauro con la citazione a Britney Spears e i Furby in bella vista?) ma nemmeno la “sfacciataggine” punk e rock di Rolls Royce e Me ne frego. Non ci sono tracce della sua samba-trap (ve ne avevamo parlato qui) e nemmeno della nostalgia mood-Vasco di 16 Marzo.

A questo giro i riferimenti sono tutti agli anni Sessanta. Lo ha raccontato lo stesso artista e icona di stile (ora Chief Creative Director di Elektra Records/Warner Music Italy): «In tempi di distanziamento sociale, la mia follia vi porta in pista con un ballo a due, che è stato allo stesso tempo il più promiscuo ed il più elegante degli anni “mitici” e “favolosi” del Miracolo Economico».

E ha concluso: «Un ballo che nasce dalla gestualità dello “spegnere mozziconi di sigarette sulla pista da ballo e pulire le superfici con le estremità di un asciugamano”: il Twist, l’evoluzione sexy e sensuale dello Swing».

Quale sarà il prossimo passo di Achille Lauro? Non lo sappiamo. Ma, forse, il bello è proprio questo.

Ascolta qui Bam bam twist di Achille Lauro feat Gow Tribe

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