347aidan: il giovane talento canadese su TikTok si racconta. L’intervista

Il ragazzo canadese è passato da liceale ad artista apparentemente dalla notte al giorno. In tour in Europa e prossimo alla sua prima data italiana, al Biko di Milano, lo abbiamo intervistato
347aidan, foto ufficio stampa

347aidan è in tour. Quando ci incontriamo virtualmente su Zoom si trova in una stanza d’albergo a Londra e indossa un cappello grande quanto la sua testa. «Sto per andare a registrare in uno studio qui in città» mi racconta parlando dei progetti futuri, e sento l’emozione nella sua voce, anche se nascosta dalla debole connessione dell’hotel nel quale si trova.


Due anni fa Aidan Fuller era un ragazzo come tanti: frequentava il liceo, lavorava come lavapiatti in un ristorante e aveva la passione della musica. Questa passione lo spingeva a scrivere canzoni e promuoverle su TikTok. Finché un giorno, Dancing In My Room gli è scoppiata tra le mani, rendendo il sogno di una carriera da artista una realtà concreta.


A pochi giorni dalla sua prima data italiana, l’11 maggio al Biko a Milano, il giovane cantante ci ha raccontato le sue ansie e i suoi primi passi da musicista di professione.

Hai da poco finito il tour negli US, il tuo primo in assoluto. Ho visto i vlogs, hai deciso di documentare tutto. Com’è andata?

È stato fantastico. Ho registrato tutto per farlo vedere ai fan, così hanno potuto vivere il momento insieme a me.

347aidan: qual è la storia dietro la scelta di questo numero?

Quando ero piccolo lo vedevo ovunque, e in realtà lo vedo ancora adesso. Ho scoperto che c’è un significato nella numerologia angelica: vuol dire qualcosa del tipo “Peace lives forever” (nome del tour, ndr.) e mi è piaciuto, diventando una specie di motto per me. Per un po’ mi sono chiamato così, PeaceLivesForeverAidan, poi ho deciso di usare il 347.

In un’intervista hai detto che il successo di Dancing in my room non ti ha dato soddisfazione o felicità. Perché?

È il mio primo brano il cui successo che è davvero scoppiato ed è diventato enorme, ma dentro di me sentivo che avevo bisogno di un altro paio di tracce di questa portata per sentirmi soddisfatto. Adesso ho altri pezzi che sono andati molto bene, e mi sento molto più a mio agio con il punto in cui sono. Per un po’ la cosa mi ha stressato, perché spesso molti escono con un pezzo che diventa un successo e poi non riescono a replicare.

Essere così giovane e avere già tutto questo successo ha cambiato il modo in cui vedi le cose?

Non penso, anzi non credo di aver fatto neanche cose davvero “di successo”. Voglio dire, riconosco che è andato tutto bene fino a qui, ma ci sono ancora tante cose che voglio fare. Se mi guardassi allo specchio e mi dicessi “hai successo” finirebbe per entrarmi in testa e potrei smettere di fare le cose che voglio. Quindi, cerco di non modificare troppo il mio modo di vedere le cose.

E come è cambiata la tua vita, dal successo ad oggi?

Quando ho cominciato ero ancora al liceo e facevo il lavapiatti. Poi ho iniziato ad avere successo e mi sono trasferito dal Canada a Los Angeles, dove ho trovato un bel gruppo di persone. Ma adesso è diventato più difficile fare nuove amicizie, perché non sai mai cosa le persone vedono in te o quanto già sanno.

Le canzoni e lo stile di 347aidan

Nel brano Harmony dici “I’m just scared ’cause I always start to backtrack, and everything been good so I’m worried I’m miss that”. Temi di ricadere in cattive abitudini?

Sì, credo che chiunque abbia avuto dei momenti bui abbia paura di tornare indietro. Nella mia vita ho avuto problemi con dipendenze e salute mentale. Ci sono momenti in cui sono molto in alto e altri in cui sono molto giù. Ma a volte, anche essendo “up”, il solo pensare e stressarsi sul tornare in quella fase calante, ti ributta giù.

“Played a hero and a villain,I’m like superman gone bad, I’m just plotting for the win, and I’m living in pretend”. In Bipolar Waves, cosa intendi per “essere un eroe e un cattivo allo stesso tempo”?

Quando l’ho scritto stavo pensando a questo contrasto: essere importante per qualcuno, una persona buona, un’influenza positiva, ma allo stesso tempo farmi del male, intossicandomi con sostanze e cose del genere. È come se, anche se mi danneggio, c’è sempre questo effetto positivo sugli altri. Non fingo di essere chi non sono, ma quando tiro fuori il telefono e faccio qualcosa, sono questo personaggio che può arrivare a tanti.

È una cosa che ti mette ansia, avere questa influenza?

Forse non più adesso, ma per molto tempo lo è stato, perché non sapevo come fare ad avere quell’influenza positiva. Ora riesco ad essere più sciolto, sono molto più sicuro di me quindi non c’è più tutta quell’ansia.

Tra le tue influenze citi spesso XXXTentacion, Mac Miller, Kurt Cobain. Tutti artisti che avevano degli stili molto particolari. Ti sembra di essere già ad un punto della tua carriera in cui hai un tuo stile ben definito?

Penso di sì, sto cominciando ad avere una mia “corsia”, perché faccio musica diversa in continuazione, quindi mi sembra difficile categorizzarmi. E credo che crescendo, come artista, riuscirò ad ampliare questo corsia e renderla ancora più variegata. Spero di non finire mai a fare qualcosa che fanno già gli altri.

TikTok e il prossimo passo di 347aidan

TikTok è l’app che ti ha permesso di cominciare questa carriera, ma qual è il tuo rapporto con la piattaforma?

Mi ha aiutato a cambiare vita, ma allo stesso tempo è la piattaforma che mi piace di meno. Non la apprezzo da utente, la uso e penso “niente di tutto quello che ho appena visto mi ha fatto stare meglio di come stavo prima”. Ma per quanto riguarda la parte di lavoro, penso lo userò ancora. Anche se penso che le possibilità di TikTok siano calate di molto.

Che intendi?

Quando stavo provando a spingere la mia musica sull’app non c’era così tanta gente che faceva lo stesso, ero un po’ nella prima “wave” di artisti che uscivano da lì. Questo l’ha reso non dico facile, ma le persone stavano cercando quello, volevano vedere se c’era qualche nuovo artista da seguire. Ora però tutti gli artisti fanno TikTok, e la gente non usa più l’app per cercare nuova musica, si sono stufati. Prima era una cosa che mi piaceva molto, era un buon modo per raggiungere persone, ora non mi diverte più.

Qual è il prossimo passo, dopo il tour?

Ho così tante canzoni nel cassetto che è forse quella la più grande fonte di stress (ride, ndr.). Ho proprio oggi una sessione in studio qui a Londra. Voglio fare uscire ancora un paio di singoli, prima di buttare fuori il miglior album possibile, che dovrebbe arrivare l’anno prossimo.


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