Il fenomeno Nu Genea non smette di crescere. L’intervista

Finalmente il loro ultimo album, “Bar Mediterraneo” è disponibile anche in vinile e in aggiunta vi troverete la nuova canzone, “Praja Magia”. Intanto la band continua il loro fortunatissimo tour
Nu Genea
Nu Genea, foto di Gennaro Canaglia

Il fenomeno Nu Genea non smette di crescere. Dopo aver aspettato tanto tempo per ascoltare Bar Mediterraneo (Carosello / NG Records), il seguito del folgorante album di debutto Nuova Napoli e dopo averli visti anche dal vivo al Mi Ami Festival, siamo ancor più consapevoli che il roscio Lucio Aquilina e il moro Massimo Di Lena sanno fare le cose per bene.


Sappiamo altresì con maggior convinzione che il duo è anche un ammaliante amplificatore dei valori del Mare Nostrum, di questo magnifico spazio chiuso terracqueo che in questi mesi è meta turistica invidiata da tutto il Pianeta. Adesso Bar Mediterraneo esce anche in vinile con l’aggiunta del brano Praja Magia.


I Nu Genea giocano con gli strumenti africani, recuperano antiche melodie partenopee e citano il jazz funk di matrice afroamericana. Fanno divertire le nuove generazioni di ascoltatori europei e non, si trasformano in nuovi ambasciatori del sound mediterraneo come è accaduto nel passato con altre realtà. In questo momento mi viene in mente un meraviglioso gruppo francese che andrebbe riscoperto, Les Négresses Verts. Ma di esempi ce ne sarebbero parecchi.

I Nu Genea fanno finalmente uscire il loro album anche in LP. È da fine maggio che lo aspettavamo e pensando a Lucio e Massimo come autentci crate digger, sembrava paradossale non avere tra le mani una copia fisica del disco in vinile. Li vedremo suonare prima dei Tame Impala a Milano (7 settembre) e più avanti nella nuova edizione di C2C Festival a Torino con una performance molto interessante che indagherà ça va sans dire la cultura musicale del Mediterraneo. Li abbiamo incontrati nel mezzo del loro tour estivo e delle loro ricerche di vinili strepitosi da suonare nei loro DJ set o da utilizzare come fonte d’ispirazione per le loro composizioni.

L’intervista ai Nu Genea

Visto che da Nuova Napoli sono passati un bel po’ di anni e nel frattempo avete cambiato nome e intrapreso anche un tour in giro per il mondo prima della pandemia, volevo sapere se il vostro modo di dare vita alle composizioni è cambiato e ha trovato nuovi stimoli.

Massimo: In generale la nostra fase compositiva si regge spesso su eventi spontanei. Di sicuro il tour fatto per promuovere Nuova Napoli ci aveva fatto crescere non solo nel suonare ma anche interiormente. Avevamo incontrato moltissime band e artisti che ci hanno dato stimoli e con i quali ci siamo ovviamente anche confrontati.

Poi, visto che siamo dei cercatori di vecchi vinili, tra un soundcheck e l’altro andare in qualche mercatino di vinili – che so – in Brasile, ci ha aiutato a scavare delle nuove gemme come fonti d’ispirazione! Ecco, cosa molto importante se pensiamo al nuovo album è il fatto che negli ultimi tempi abbiamo ascoltato molta musica nordafricana. Sai, comunque camminare per certe vie di Napoli è come ritrovarsi in alcuni quartieri di città come Tunisi. Giusto qualche giorno fa un nostro amico tunisino ci ha inviato uno spezzone in anteprima di un film locale, ha provato a metterci su un nostro brano e ci stava bene!

Lucio: L’iter di produzione rispetto al passato è stato più o meno simile al primo album, ma io nel frattempo mi sono anche trasferito a Siracusa. I momenti di stallo della pandemia ci hanno fatto riflettere sull’album, che in realtà era già quasi pronto, ma poi abbiamo aggiunto per esempio Gelbi con la presenza di Marzouk Mejri alla voce. Abbiamo perso molto tempo nelle rifiniture ma era anche questo un processo di crescita. Noi ci occupiamo di tutto! Dall’ideazione alla stampa del disco fisico!

Questo “profumo d’Africa” offre un carattere ulteriore alla personalità del vostro sound già intriso di Mediterraneo e questo viaggiare attorno al mondo vi rende una sorta di versione italica dei Khruangbin…

L:(Ride, ndr) Che onore. Li adoriamo, ovviamente.

Nei vostri viaggi e incontri, la ricerca di vinili rimane un momento epifanico importantissimo, e questo anche a Napoli, quando avete dato forma al progetto Napoli Segreta. Giusto?

M: Sicuro. Napoli è un luogo dove ancora si scovano un sacco di dischi e senza l’uso di internet. L’esperienza che cerchiamo qui, ma anche ovunque in giro per il mondo, è di vivere una situazione più ampia, dove s’incontrano oltre a pile di vecchi dischi anche dei personaggi strani e simpatici che ti raccontano storie personali.

L: Ah! Poi succede anche che finiamo in quartieri un poco “pericolosi” ma stiamo sempre in guardia. Comunque tutto questo percorso è fondamentale per nutrire la linfa, l’estetica Nu Genea e Napoli Segreta.

I brani più interessanti di Bar Mediterraneo

Tienaté è alla fine un irresistibile brano pop.

M: Eravamo in tour per Nuova Napoli ma tornando a Berlino avevamo raggruppato una serie di note vocali con riff di synth che ci scambiavamo noi due. Alla fine una versione embrionale di Tienaté l’abbiamo suonata in concerto, però la parte vocale era differente. Comunque sì, la parte vitale del brano ha radici lontane nel tempo. In generale siamo molto veloci a generare musica…

L: Il problema poi è che ne registriamo un sacco di versioni diversissime tra loro! (Ride, ndr) E abbiamo lasciato fuori tante tracce. Magari un giorno faremo uscire un disco con tutte le outtakes rimaste ferme in studio!

Gelbi è bellissima: ce ne parlate?

M: Noi avevamo fatto una demo tempo fa con un cellulare e per errore improvvisamente partiva questa demo di Gelbi dal mio smartphone. Alla fine era una specie di “segnale” e ci siamo messi a lavorare intensamente sul brano e abbiamo deciso di invitare un amico del nostro chitarrista Marcello Giannini. È così che è nata la collaborazione con Marzouk.

L: Ed è andato tutto benissimo sin dal primo take fatto assieme. Dopo tre ore il brano in sé era completo. Peraltro Marzouk è un abilissimo musicista, ci ha portato in studio una sorta di flauto nordafricano che si chiama Ney.

La Crisi – con l’omonima poesia del 1931 di Raffaele Viviani e la cover di Vesuvio degli E’ Zézi, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco – dà una profondità storica al vostro lavoro.

L: Con Vesuvio volevamo aggiungere una connotazione tribale nel nuovo disco. Gli E Zézi erano molto popolari negli anni ’90. Io ho conosciuto bene il loro sound grazie al lavoro di teatro sociale di mio padre con la sua compagnia Teatro Dentro Tutti. Ora mi hai fatto venire in mente una cosa che avevo sepolto nei ricordi! Vesuvio fu il primo brano eseguito in pubblico, ero un ragazzino e l’avevo preparato su una tastiera Yamaha proprio per uno spettacolo messo in piedi da mio padre. Quindi è un brano alla fine importante per me.

 video ufficiale di Marechià

I personaggi e i suoni che inspirano i Nu Genea

Ma dopo la mitica apparizione di Peppe Fetish nel video di Marechià avete intenzione di sorprenderci con altri personaggi culto?

M: A parte che abbiamo tratto giovamento da Peppe Fetish nel video, visto che lui è molto più popolare di noi (ride, ndr)… noi teniamo una percezione tutta nostra di chi è di culto o no. Per esempio, in quello stesso video ci sono anche Le Coccinelle, un trio di donne napoletane che negli anni ’70 facevano teatro e musica e che hanno inciso un disco super interessante che quasi sempre suoniamo nei nostri DJ set. Ecco, per noi l’idolo assoluto non è il musicista di fama ma sono Le Coccinelle. E speriamo di avere altri idoli di questo tipo!

Ci spiegate la ragione del bel progetto Invite, che comunque al Mi Ami è stato apprezzatissimo.

M: Ci sono tante realtà musicali interessanti che secondo noi meritano di essere spinte in luoghi dove non hanno così tanta visibilità. E così pensando al nostro Paese ti posso far l’esempio degli Azymuth, un gruppo storico brasiliano, certamente conosciuto da una certa fetta di pubblico adulto che è appassionato di fusion e jazz. Ma è importante far conoscere anche alle nuove generazioni una band straordinaria come loro. Una realtà francese poco conosciuta come L’Imperatrice è piaciuta tanto al Mi Ami in effetti. E con loro lanciamo anche un altro messaggio ai nostri fan.

È vero che apprezziamo tanta musica “vecchia” e la riproponiamo anche nei nostri DJ set. Ma siamo anche curiosi e alziamo le antenne per notare quello che accade di nuovo introno a noi e che è ovviamente in linea con la nostra visione musicale. Avremmo anche voluto invitare i Khruangbin ma non abbiamo trovato la maniera di allineare i nostri rispettivi impegni.

Dai, sul discorso vinili ci abbiamo girato intorno in quest’intervista…  Consigliate a un giovane crate digger un negozio di Napoli!

M: Senz’altro dirigetevi da Futuribile. Hanno riaperto da poco e sono anche disponibili ad appuntamenti su richiesta. Peraltro hanno una bella etichetta che si chiama Periodica e hanno un’ottima selezione di usato. Poi la cosa migliore è svegliarsi presto la mattina, prendere un’auto e andare in giro per i mercatini delle pulci.

Date italiane del Bar Mediterraneo Live Band Tour dei Nu Genea

21 luglio – Marina di Camerota (SA), Meeting del mare

29 luglio – Cesena, Acieloaperto

30 luglio – Genova, Transatlantica

5 agosto – Agrigento, FestiValle

13 agosto – Catanzaro, Color Fest

14 agosto – Locorotondo (BA), Locus

17 settembre – Roma, Spring Attitide


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