Mary Wilson, co-fondatrice delle The Supremes, è morta a 76 anni

La cantante pluripremiata Mary Wilson, diva della Motown, si è spenta ieri notte a Las Vegas, lasciandoci il ricordo di successi memorabili
Allen Berezovsky/Getty Images
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La leggendaria diva e co-fondatrice delle The Supremes Mary Wilson si è spenta improvvisamente nella sua casa di Las Vegas ieri sera. Scomparsa a 76 anni, la cantante è sempre stata al centro del gruppo, al punto da diventare la voce che più ha militato al suo interno. Le The Supremes, vere e proprie icone della Motown, hanno raggiunto la posizione numero 1 nella classifica Billboard Hot 100 con ben 12 singoli.

Un record per il maggior numero di prime posizioni tra i gruppi americani. Cinque di quei piazzamenti erano consecutivi: Where Did Our Love Go, Baby Love, Come See About Me, Stop! In the Name of Love and Back in My Arms Again. Una serie di successi che pochi artisti potranno mai replicare.

Formatisi a Detroit nel 1959, inizialmente come un quartetto di quindicenni chiamate The Primettes, The Supremes e Mary Wilson erano più che artiste. Erano pioniere capaci di unire, più che dividere. La loro musica e il loro stile hanno infatti fatto crollare numerose barriere sociali, razziali e di genere.

Dopo che le The Supremes si sciolsero nel 1977, Mary continuò come artista solista. Era raramente lontana dai riflettori, e negli ultimi mesi aveva anche annunciato l’uscita di un nuovo album, previsto per quest’anno.

Nel 2019 ha gareggiato al programma Dancing With The Stars (il nostro Ballando con le stelle) e ha pubblicato Supreme Glamour, il suo quarto libro. Al di fuori della musica, ha investito le sue energie in numerose cause sociali e civili. Si è impegnata a porre fine alla fame nel mondo e a mantenere alta la soglia dell’attenzione mediatica e non su HIV e AIDS. Era anche una sostenitrice del Music Modernization Act, che estende la protezione del copyright ai suoi colleghi artisti ed è stato firmato nell’ottobre 2018.

Il fondatore della Motown, Berry Gordy, è rimasto sconvolto dalla notizia della sua morte: «Mary Wilson è stata davvero speciale per me», afferma in una dichiarazione. «Era una pioniera, una diva e ci mancherà profondamente».

Wilson è stata onorata nel 1973 con un Mary Wilson Day a Detroit, e le The Supremes sono state inserite nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1988. Fu proprio lei a tenere un discorso a nome del gruppo.

Il 21 gennaio di quest’anno ha segnato il 60 ° anniversario del giorno in cui il gruppo firmò con la Motown nel 1961. Anche in quel caso, Mary era in prima linea, al centro delle celebrazioni.

La cantante pluripremiata non ha mai perso la speranza di riunire la band, con i giusti presupposti. «Bene, mettiamola in questo modo: dipende davvero da Diana», ha detto a THR a gennaio. «Non credo che voglia farlo. Non ha senso se non ci si riunisce amorevolmente. O almeno che siano tutte d’accordo. Può esserci il consenso, va bene, ma non credo che lei lo voglia davvero. Quindi quindi vado avanti con la mia vita».

Le commemorazioni saranno private ​​a causa delle restrizioni COVID, come affermato da un rappresentante, sebbene una celebrazione della vita e della carriera di Wilson si svolgerà entro la fine dell’anno. La famiglia di Mary Wilson chiede che al posto dei fiori amici e fan supportino UNCF.org e l’Humpty Dumpty Institute.

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