Justin Quiles, chi è il ragazzo d’oro della Latin Music mondiale. L’intervista

Da J Balvin a Maluma, e ancora Daddy Yankee e Anitta: le migliori hit del mondo latin del momento portano tutte la firma di questo talento portoricano, che nonostante gli odierni numeri da capogiro, non dimentica mai da dove è venuto
Justin Quiles
Justin Quiles. Fonte: ufficio stampa

Justin Rafael Quiles Rivera, classe 1990, noto anche solo come Justin Quiles, è il volto della latin music mondiale la cui storia potrebbe lasciarvi a bocca aperta. Non solo perché composta da numeri impressionanti, come le tre nomination ai Latin Grammy, i sedici milioni di ascoltatori mensili su Spotify o i cinque miliardi di streaming complessivi nel mondo. È la storia di un ragazzo portoricano che non si è mai fermato di fronte agli ostacoli e che da sempre coltiva solo la propria passione: scrivere canzoni.

A costo di promuoverle senza un dollaro in tasca, visto che nella vita di Justin, durante l’adolescenza, non c’erano nemmeno le risorse per comprare delle scarpe nuove. Finché un giorno la sua hit Orgullo passa in radio e le sue strabilianti capacità lo hanno reso uno fra i più ricercati songwriters di fama mondiale, confezionando hit per i nomi più in vista del mondo latin. Qualche esempio? J Balvin, Maluma, Daddy Yankee, Anitta, Wisin & Yandel.

Oggi, Justin Quiles è un ragazzo d’oro, non tanto per i frutti del suo lavoro, quanto per la sua immensa modestia e umanità che lo hanno reso uno fra gli artisti più autentici che il panorama mondiale possa vantare. Con il nuovo singolo LOCO, insieme al leggendario duo reggaeton Zion & Lennox e al rapper dominicano Chimbala, Justin Quiles sta spianando la strada al suo terzo album in studio, La Ultima Promesa, che di certo manterrà fino alla fine.

Iniziamo questa intervista con un passo indietro. Se dovessi presentarti da zero al pubblico italiano, come ti descriveresti?

Vi direi che Justin Quiles è un cantautore e un artista, che amo la moda e lo sport, e che mi piace essere felice! Soprattutto quando aiuto gli altri e la mia famiglia, con cui amo stare moltissimo. E poi, mi piacciono il cibo, la cultura, ma anche vivere una vita semplice. Non sono un tipo complicato, voglio solo godermela al massimo facendo quello che mi piace.

Ma adesso sei una superstar! Qual è stato il momento in cui hai capito che questo sarebbe diventato il tuo lavoro?

Credo sia stato intorno ai miei 23 anni, quando una delle mie canzoni, Orgullo, è passata in radio. La prima volta che l’ho sentita ho pensato “Ok, sta succedendo qualcosa”. Poi ho fatto un remix con J Balvin di questa traccia, circa sei anni fa (Orgullo RMX, ndr) ed è lì che invece ho realizzato che stava davvero succedendo qualcosa e che quella sarebbe diventata la mia carriera. Adesso è il lavoro che amo fare e che voglio continuare il più possibile, imparando tutto quello che posso. Con quella canzone ho capito che mi sarei potuto concentrare sulla musica, per diventare l’artista che sono diventato ora.

Per un ragazzo come te, che non è cresciuto di certo in una situazione semplice, quanto è stato difficile muovere i primi passi nella musica?

È stato molto difficile, sai? Perché non avevo risorse, non c’erano proprio soldi. La musica ha bisogno di risorse, perché devi pagare lo studio, devi pagare gli ingegneri del suono, i produttori… Sono stato davvero fortunato perché sono cresciuto in un ambiente in cui c’erano attorno a me persone che amavano la musica allo stesso modo. Diversi di loro erano sound engineers e non mi facevano pagare per registrare o per produrre qualcosa per me. In questo modo è stato più facile, ma per promuovere la musica hai davvero bisogno di denaro, e in quel momento non lo avevo.

Quindi, come ci sei riuscito?

Mi ricordo di aver detto a me stesso: «Registrerò le mie canzoni e le metterò su MySpace, cosicché la gente possa scaricarle e metterle sul telefono»! E una di quelle canzoni ebbe tipo 800mila plays dal mio profilo. Quella è stata la piattaforma che ho usato al tempo per farmi conoscere. Poi ho anche regalato CD in giro, o facevo mettere in play il mio disco quando andavo dal barbiere. È proprio così che ho firmato il mio primo contratto! Facevo davvero di tutto per promuovermi, e qui vorrei dire una cosa ai nuovi artisti: non ci sono scuse! Ci sono tantissimi modi per promuovere la propria musica gratuitamente. Anzi, oggi ci sono anche TikTok o Instagram, ma quando ho iniziato io non c’erano, semplicemente ho usato quello che avevo a disposizione e ho fatto sì che accadesse.

Con questo mi ricollego al tuo metodo nello scrivere le tue canzoni. L’arte spesso nasce dalla sofferenza. Qual è la tua ispirazione?

Per me l’ispirazione arriva dal vivere la mia vita. Ho fatto un sacco di cose buone, ma anche meno buone, ma fa tutto parte della vita e bisogna provare tante esperienze. Viaggiare mi ha dato la possibilità di visitare paesi diversi e vedere l’ambiente dei party, incontrando tantissime persone e imparando la loro cultura. Mi sento ispirato da tutte queste cose e dai viaggi, come quelli in Spagna o in Italia, dove ho potuto vedere cosa piace alle persone e cosa no. Non si può essere cantautori e non vivere a pieno la vita, standosene a casa. E poi, sono stato single per dieci anni anche se ora ho una ragazza, quindi ne ho vissute davvero tante! Ho sofferto, poi sono stato felice, poi di nuovo triste, insomma, ogni sensazione mi ha ispirato.

All’inizio di questa intervista mi hai detto che ti fa piacere aiutare le persone. So che sei impegnato nel sostenere cause importanti come quella contro la violenza domestica, ma ami anche gli animali e l’ambiente. Secondo te stiamo facendo dei passi avanti al riguardo?

Penso di sì. Le persone ora sono più consapevoli di prima. Adesso finalmente stiamo producendo materiali che non danneggiano l’ambiente, si sta cercando di dare una mano al pianeta, e in particolare le persone amano molto di più gli animali. Prima c’era più crudeltà, ma ora stiamo imparando. Credo che la prossima generazione sarà molto meglio della nostra, e saprà bene quello che dovrà fare. Dobbiamo proteggerlo, è davvero l’unico mondo che abbiamo.

Tornando alla musica, nei tuoi ascolti passati ci sono anche nomi come Wisin & Yandel o Daddy Yankee, con cui poi hai collaborato o per cui hai scritto. Com’è stato iniziare a lavorare con quegli artisti che sono stati la tua ispirazione?

Uno dei primi è stato Yandel del duo Wisin & Yandel. Quando ho iniziato a lavorare in studio con lui ero un po’ teso, perché mentre registrava pensavo: “Wow! Sono stato un fan tutta la vita e ora posso finalmente lavorarci”. È stato davvero un momento speciale e gli sarò sempre grato. Il mio sogno è diventato realtà, ed è quello che mi è successo anche con altri grandi artisti dopo di lui, per i quali ho scritto delle canzoni. Riguardo le collaborazioni, una di quelle dei miei sogni era con Daddy Yankee e si è avverata giusto l’anno scorso con la canzone Pam. Ricordo di aver pensato “non mi fermo finché non farò una canzone con lui”, così, in qualche modo, è accaduto. La vita e lo studio mi hanno dato la concezione per cui se voglio qualcosa devo andare a prendermela e continuare verso l’obiettivo, nessuno ti può fermare.

Parliamo del tuo ultimo singolo: LOCO è una canzone che trasmette positività, allegria e voglia di stare insieme. Quando l’hai scritta hai pensato che potesse essere una valvola di sfogo per il momento che stiamo passando ora?

Sì! La canzone doveva avere delle vibrazioni positive, è quello che volevo che il mondo sentisse quando si ascolta LOCO (pubblicata con la collaborazione del duo Zion & Lennox e il rapper dominicano Chimbala, ndr). Volevo che la produzione strappasse un sorriso, anche per questo nel video ci sono bambini e persone anziane, tutti insieme a ballare per le strade. È così che sono cresciuto io, felice, libero, vivendo le strade di Porto Rico. Nel video c’è tutto quello che ho vissuto e quello che le persone amano fare. Volevo davvero trasmettere positività e felicità.

Presto uscirà il tuo nuovo album, La Ultima Promesa. Cosa ci dobbiamo aspettare, e come mai riprendi parte del titolo del tuo primo album, La Promesa? Cos’è cambiato da allora?

Il mio primo album, La Promesa, è seguito da Realidad, il mio secondo! Quindi è come chiudere un capitolo con La Ultima Promesa. E poi, penso che proprio La Promesa sia stato l’album che ai fan è piaciuto di più, così volevo collegare il nuovo titolo a quel tipo di musica lì. Questo, secondo me, sarà il mio miglior album finora, perché ogni canzone ha un concept, compresa la cover. Abbiamo anche girato un trailer dell’album, e anche quello ha un concept ben studiato.

Nel terzo album, sulla cover ci sarà ancora un albero, come in La Promesa, ma sarà un albero che prende fuoco e così anche le mie mani. È il simbolo di tutta la fatica che ho fatto, il fuoco che ho attraversato nella mia vita per portarmi fino a qui! Ad esempio, c’è una canzone che si chiama Contradiction, e così altri brani con un concept particolare. È l’album a cui ho lavorato moltissimo e dedicato molto tempo, per fare in modo che le persone ci si potessero davvero rispecchiare.

E c’è una data di uscita?

Sì! Esce il 19 agosto per Warner Music Latina. Ci saranno collaborazioni con Maluma, Rauw Alejandro, Daddy Yankee e altri artisti, e non vedo l’ora di farvelo ascoltare.

Guarda il video di LOCO di Justin Quiles

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