A tu per tu con Rvfv, la star di “Yo No Sé” che ha conquistato anche l’Italia

Abbiamo intervistato l’artista spagnolo Rvfv, fresco di disco d’oro conquistato nel nostro paese grazie alla sua ultima hit
RVFV, fonte: Instagram
RVFV, fonte: Instagram

Quando un brano nasce sotto una buona stella, il mese di uscita è indifferente ai fini del risultato. Non c’è dunque da stupirsi se Yo No Sé, ultimo mastodontico successo della stella di Almería Rvfv, pur avendo visto la luce il 20 novembre 2020, è destinato a prendersi l’estate 2021. Ce lo dicono numeri impressionanti, macinati dal singolo nei mesi immediatamente successivi alla release. Oltre 40 milioni di stream su Spotify, più di 20 milioni di visualizzazioni su YouTube. E, dulcis in fundo, disco d’oro in Italia.

Nonostante la giovane età, l’artista iberico – al secolo Rafael Ruiz – non è certo definibile un rookie. Merito di una proposta musicale valida e variegata, che va dalla trap all’afrotrap, passando per dancehall e reggaeton. La sua produzione discografica vanta già un invidiabile numero di successi urban nazionali e internazionali, complici singoli solisti riusciti e un proficuo sodalizio con un altro importante nome spagnolo, Omar Montes (che ha recentemente legato il suo nome all’Italia con il featuring Pa Ti realizzato con la nostra Baby K). Di questo ed altro abbiamo parlato con Rvfv nel corso di una lunga intervista, che potrete leggere integralmente nel numero di Billboard Italia di luglio/agosto.

L’intervista a Rvfv

Secondo Spotify, Milano è la seconda città in cui sei più ascoltato, Roma la quarta. Cosa pensa il pubblico spagnolo della scena urban italiana?

La scena italiana è forte, mi piace molto. In Spagna c’è molta influenza latina, ma negli ultimi anni la scena tricolore ha ottenuto un suo posto. Personalmente mi piacciono Sfera Ebbasta, Capo Plaza, Rondo…

Prendiamo tre dei tuoi più grandi successi: Mirandote, Prendío,Yo No Sé. Qual è stato fra questi il più importante per te? Quale il più significativo?

Il testo più importante per la mia carriera, quello che mi ha fatto conoscere in Spagna e in altri paesi vicini, è Mirandote. Il più significativo è Prendío, perché rappresenta la mia vita quotidiana nel quartiere da cui vengo, Pescadería (Almería). Yo No Sé è magica, per come è nata, per come le persone l’hanno accolta e per tutto l’affetto che sta ricevendo, non solo in Spagna ma anche nel resto d’Europa, e soprattutto in Italia, che è il secondo Paese dove mi ascoltano di più.

Ci sarà mai un joint album con Omar Montes?

Per ora con Omar abbiamo una nuova uscita l’11 giugno, ma forse più avanti faremo un album comune: ci adattiamo molto bene musicalmente e manteniamo un ottimo rapporto.

In Italia le discoteche sono chiuse da tempo, maYo No Sé sta spaccando comunque. TikTok ha sostituito i club?

Tiktok è un social network fondamentale. Ha fatto conoscere molti artisti e ha reso virali varie canzoni grazie agli utenti che le sfruttano nei loro video. La musica, però, ha un’essenza, e le discoteche e i club saranno sempre i luoghi dove le persone si divertono e la condividono.

Ricordo un confronto tra Yung Beef e C. Tangana al Primavera Sound sulla questione delle etichette e dell’indipendenza discografica, che fece molto parlare in Spagna. Tu da che parte stai? La tua idea di indipendenza si è evoluta negli anni?

Comprendo e rispetto entrambe le parti. Non mi schiero perché siamo in continua evoluzione e perché l’industria in Spagna si adatta a diverse forme di lavoro. Credo che, fintanto che riesci a far crescere la tua carriera alla stessa velocità della tua musica e del tuo riconoscimento, l’opzione più logica è essere indipendente. Ma tutto si evolve, e io sono aperto anche a cambiare il mio percorso in futuro e a firmare con una multinazionale. Ogni parte ha i suoi lati positivi e negativi.

Negli ultimi anni si è parlato molto della crescita mainstream del flamenco. Non sono però mancate le polemiche, soprattutto contro Rosalía. Che rapporto hai con quel mondo?

Sono sempre stato un grande seguace. Mi piace ascoltare tutti i tipi di flamenco, dal più tradizionale al fusion flamenco… Può essere fuso con molti generi. Avrai sempre la polemica quando c’è qualcosa di nuovo, soprattutto con i più fanatici di ogni genere, c’è chi lo difende in un modo e chi nell’altro. Comunque, se la musica è di qualità, è sempre positivo creare nuovi ritmi e fondere vari generi.

Tre parole per descrivere il tuo prossimo album.

Evoluzione: perché questo album riflette chi è Rvfv, da dove viene e dove vuole andare. Gioia: perché voglio dare quella gioia alle persone che continuano a godersi le mie canzoni nei loro momenti migliori, e perché mostra gran parte di ciò che sono. E per ultima, costanza: perché nonostante tutte le difficoltà che possono presentarsi, bisogna sempre andare avanti.

Troverai l’intervista integrale nel numero di luglio/agosto di Billboard Italia

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