Tommaso Paradiso, la forza del passato e il potere dell’ozio: storia di uno “Space Cowboy” purosangue

Lo aspettavamo con il suo album da solista che esce oggi. Abbiamo chiacchierato di tutto con il cantautore romano. Ecco un estratto dalla cover story del nuovo numero di Billboard Italia, disponibile dall’11 marzo
Tommaso Paradiso, foto ufficio stampa
Tommaso Paradiso, foto ufficio stampa

Dal rooftop dell’hotel c’è una bella vista su Porta Nuova, con quel suo skyline oramai abusato per descrivere la Milano post-Expo. Una volta al posto di queste fondamenta c’era un centro sociale, il Bulk, e se giri a ovest finisci dritto in Chinatown, che di recente le giovani coppie milanesi si sono riprese affittando o comprando storici mono e bilocali. Una volta Tommaso Paradiso era leader di una di quelle band che erano nate nell’onda indie italiana del secondo decennio del nuovo millennio e oggi, dopo che i Thegiornalisti non esistono più, esce finalmente con un album da solista, Space Cowboy.


Tuttavia lui non è mai stato fermo, anzi una raffica di singoli lo hanno mantenuto saldo nella chart dei singoli italiani. Alcuni di questi non sono neanche presenti nel nuovo lavoro: Non avere paura (triplo disco di platino), Ricordami (disco di platino), Ma lo vuoi capire (disco d’oro), I nostri anni (disco d’oro).


Paradiso è rilassato. Mi piace osservare la sua barba ordinata e quel vezzo di chiudere leggermente gli occhi quando sta per dire qualcosa di ponderato. In fin dei conti tutto il nuovo album è una sorta di tour de force di Tommaso, anche fisico: «Non posso fare musica senza muovermi, senza essere in viaggio». E ancora, come dice lui stesso: «È il mio primo vero concept album che ho realizzato».

Solo un featuring, Franco126, e come producer c’è Federico Nardelli (con l’eccezione di Tutte le Notti, prodotta da Dorado Inc. aka Dario Faini). Il risultato è un album che alla fine è anche fuori dal tempo presente. Per questo ancor più affascinante e coraggioso.

Mi sono permesso di trovare un titolo quasi da film per il tuo album: “Tra le polveri di stelle e di un ranch”. Che ne pensi?

Mi fai venire in mente un film che amo profondamente, Polvere di Stelle, con protagonisti gli oramai compianti Monica Vitti e Alberto Sordi. C’è anche il ranch, che è… tutto per me. Poi, per come stanno andando desso le cose, un ritorno alla terra sarebbe augurabile per tutti. Un bell’appezzamento di terra, coltivarlo e fare pascoli.

Mi è sembrato di percepire una narrazione molto cinematografica nel modo di scrittura dei testi: sembra spesso di leggere una sceneggiatura di un road movie sentimentale.

Penso che tu abbia colto in pieno il fil rouge di Space Cowboy, che rispetto ai dischi fatti precedentemente forse è il primo vero concept album che ho realizzato. Se gli altri erano in qualche modo più una raccolta di canzoni, quest’album l’ho scritto con il fine di dargli una narrazione ragionata, creando un legame tra la prima e l’ultima canzone.

C’è questa sensazione di coesione anche nell’aspetto produttivo dell’album. Ti sei concentrato su te stesso e la tua storia. Pare un disco alla “vecchia maniera” dei cantautori, con il tuo produttore, Federico Nardelli, e pochi altri. Insomma, un album quasi anni ’70…

Ci sta la tua osservazione. A corroborarla ti dico anche che a me e Federico piace la stessa musica. Non mi sono dovuto “piegare” a vezzi o direttive estetiche come accade quando ti ritrovi in sala regia qualcuno che non ha i tuoi stessi gusti. Nel nostro caso peraltro era tutto un dialogo così: “Ti piace il sound di questo giro di basso?” – “lo adoro, pare quello di un disco che ho quasi consumato” – “Anch’io!”. Ecco, penso che sia chiaro… (ride, ndr) Abbiamo ascoltato assieme dall’inizio alla fine tutti gli album di John Lennon da solista e di Lucio Dalla, anche se Federico è più piccolo di me c’è una sintonia enorme. Senza dimenticare che abbiamo registrato Space Cowboy in una villa sulla costiera amalfitana. Eravamo solo io lui e non avevamo orari, lo studio l’abbiamo fatto in salotto e davanti avevamo il mare.

Apprezzo il tuo entusiasmo, è contagioso. E poi citare musicalmente il passato non è solo – come alcuni pensano – segno di debolezza ma anche un segno di raffinatezza.

Sai, se avrò un giorno contribuito alla storia della musica italiana, anche solo per un’infinitesimale percentuale, sarò contento perché vuol dire che ho fatto capire alle nuove generazioni il meglio del passato. Sono un citazionista, un “tarantiniano”: come Tarantino mi piace disseminare la mia opera di rimandi al passato. In questa maniera fai capire alle persone che ti seguono le cose che ho amato e che voglio condividere con loro.

Tommaso Paradiso - Space Cowboy - intervista - 2
Sempre parlando di citazioni, in Space Cowboy c’è un altro brano che fa coppia con Vita, nel senso che sono due tracce sonoramente a sé stanti rispetto all’intero disco, ed è Silvia con quella chitarra à la The Strokes!

Quella è l’unica canzone davvero diversa perché abbiamo detto in studio: “Ma non vogliamo fare un pezzo per omaggiare la nostra generazione, senza andare troppo indietro? Anni 2000, quando fioriva anche a Roma tutta quella scena di locali dove si ballavano gli Strokes, i Killers e andavamo tutti in giro con le Converse e il chiodo!”.

Spesso nelle tue interviste parli dell’oziare, pratica alquanto affascinante.

Oggi devo stare attento a parlare di ozio: posso essere frainteso, poi la gente mi scrive sui social attacchi del tipo “Ecco, tu hai tempo per oziare mentre noi ci facciamo il culo”. Ma etimologicamente l’ozio è un termine “nobile”: per il mondo greco-latino l’otium era il momento in cui ti prendevi cura di te stesso, dal punto di vista interiore, ed era in contrapposizione al negotium, ovvero la pratica della ricerca dei beni esteriori. Quindi l’ozio come tempo per pensare, leggere, crescere interiormente, è un’attività che dovrebbe essere un diritto per tutti gli esseri umani.

Ma c’è anche un altro momento topico della vita dove l’ozio è importante ed è durante l’adolescenza, quando sei nella tua cameretta e ti perdi nei pensieri per ore…

Verissimo, meraviglioso, mi ricordo quelle giornate infinite dell’adolescenza che arrivavano soprattutto nel periodo estivo, quando finita la scuola avevi tre mesi di completo ozio! Stare giornate con il proprio amico, giocare o guardare senza fare nulla, ore di serie TV ed essere felice di essere devastato di non fare nulla!

Ma parliamo di calcio… che ne pensi di Maurizio Sarri? La tua Lazio mi pare un po’ in difficoltà rispetto alle premesse, insomma un piazzamento in Champions non mi pare dietro l’angolo.

Mi piace davvero molto Sarri. L’ho anche incontrato ed è una rockstar, è uno che prende la vita con un certo piglio…

Fuma…

Sì, pensa che cambia anche tipo di sigarette a seconda dell’orario della giornata. Speravo che arrivasse alla Lazio dopo l’addio di Simone Inzaghi. La squadra sta giocando comunque bene e, se la società non ti compra le punte, più di così non può fare!

So che non vedi l’ora di partire con il tour. A proposito, ci sarà anche Beatrice Antolini, lei mi piace tantissimo. Come sarà il tutto?

Beatrice la volevo! Abbiamo un look pazzesco, siamo i “B-52s de Roma”. Non volevo una band di turnisti. Ci divertiamo già adesso a stare insieme, abbiamo una bassista fichissima, Beatrice e altri due ragazzi… E questa volta faremo davvero uno spettacolo pieno, concentratissimi.

Finiamo con un giochino: definisci con una parola queste quattro persone: Franco126, Calcutta, Elisa e Lorenzo.

Franco: poeta. Elisa: anima. Lorenzo: futuro. Calcutta: fratello.

Le date dello “Space Cowboy Tour” di Tommaso Paradiso

Delle date nei palazzetti sono state riprogrammate nei teatri. I biglietti già acquistati restano validi per le nuove date. Per informazioni: vivoconcerti.com.

25, 26 marzo – Jesolo (VE), PalaInvent

29 marzo – Napoli, Teatro PalaPartenope

31 marzo, 1 aprile – Bari, Teatro Team

4, 5 aprile – Torino, Teatro Colosseo

7, 8 aprile – Bologna, Teatro EuropAuditorium

12, 13 aprile – Firenze, Teatro Verdi

15, 16 aprile – Milano, Teatro degli Arcimboldi

21, 22, 28, 29 aprile – Roma, Auditorium Conciliazione

4 maggio – Milano, Teatro degli Arcimboldi

21 agosto – Roccella Jonica (RC), Teatro al Castello

26 agosto – Taormina (ME), Teatro Antico


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