C’è Qui Qualcosa che Ti Riguarda è il nuovo album di Patrizia Laquidara. La cantautrice e interprete torna dopo molto tempo con un nuovo progetto di inediti, che vede la produzione artistica del compositore, pianista e arrangiatore Alfonso Santimone.

L’artista ha deciso di condividere con i lettori di Billboard Italia l’anteprima del videoclip del suo nuovo singolo, Sopravvissuti. Per l’occasione l’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare le sue ultime novità.

Guarda in anteprima il video di Sopravvissuti di Patrizia Laquidara

Il brano Sopravvissuti parla di un momento di difficoltà tra due persone. Quando hai scritto questo brano? Ci racconti come è nato questo pezzo?

Sì, questo pezzo parla di un amore che si è perso nell’incomunicabilità tra i due amanti. Ma parla in generale di tutti quegli amori che ci rendono fragili, in cui perdiamo pezzi di noi, ma che, allo stesso tempo, ci rafforzano perché ci trasformano, ci denudano, ci insegnano, ci mettono alla prova. Quegli amori dove l’altro diventa specchio per guardarsi dentro. Quelle storie che ci riconsegnano al mondo come fossimo dei sopravvissuti. Fragili come bambini, grandi come eroi coraggiosi. Naturalmente è un brano autobiografico, quindi autentico, che riassume dieci anni intensi e non sempre facili della mia vita. Alfonso Santimone – l’arrangiatore e produttore artistico – ha saputo creare maestralmente una torch song dalla ritmica essenziale e lenta, quasi desertificata, che riporta ad un’ambientazione sottilmente claustrofobica. Quella stessa atmosfera che si respira anche nel testo.

Il videoclip segue questa onda emotiva. Pensi che rappresenti bene il significato del brano?

Ho pensato a un luogo come Casa Bossi di Novara, il più bel palazzo neoclassico d’Italia. Avevo visto alcune immagini del luogo, sono andata a visitarlo di persona,  e quel  “resistere” , quella bellezza così messa alla prova, quel sopravvivere dei luoghi  nonostante tutto, il tempo, l’oblio, l’abbandono, come fossimo in un paesaggio post atomico, mi sembrava l’ambiente ideale per descrivere la storia di cui parlo. La regia è di Michele Piazza, il concept e lo storytelling sono miei. L’attore, Egor Novikov, è un amico di origine siberiana. Anche la scelta di lui come ruolo maschile mi sembrava adattissima alla storia che racconto. Ho pensato a quei paesaggi russi, a quelle immense distese della Siberia, come se lui potesse portare tutto questo all’interno del video.

Il tuo disco è (anche) il risultato di una campagna di crowdfunding. Cosa ha significato per te condividere con il tuo pubblico questo processo di produzione e di creazione del disco? Che esperienza è stata?

Ha significato concepire il pubblico non più come contenitore vuoto in cui calare un prodotto predefinito, creato da esigenze di mercato ma un pubblico attivo, dotato di autocritica,  che contribuisce alla realizzazione di un progetto, diventando patners, ascoltatore attento, oltre che investitore.

La vicinanza e l’affetto dei fans hanno quindi costituito un regalo prezioso per questo lavoro, una grande opportunità di libertà economica e quindi anche artistica. Consapevole che la cosa più preziosa che un artista può donare al  pubblico è la sua parte immaginifica, la sua autenticità, da poter mostrare in maniera incondizionata e originale. In questo senso la scelta del crowdfunding è stata una scelta coraggiosa ma anche un valore e una necessità.  In questo senso oserei dire una scelta quasi “militante”.

Ascolta qui C‘è Qui Qualcosa che Ti Riguarda di Patrizia Laquidara

Il tuo progetto arriva dopo alcuni anni di silenzio. Cosa è successo in questo periodo? Ci racconti cosa hai imparato?

Sono succese tante cose. C’è stata tanta vita, vissuta il più possibile. Tanti tanti live tour all’estero, esperienze teatrali , cinematografiche. Tante collaborazioni musicali e non. Tutto questo mi ha portato a confrontarmi con altre parti di me, alcune inaspettate, nascoste, come la scrittura, per esempio, che è diventata un’altra grande occasione per esprimere la mia creatività tanto che nel 2019 uscirà il mio primo libro.