Il “Rosso Relativo” di Tiziano Ferro, 20 anni di scintillante carriera

Il 26 ottobre 2001 vedeva la luce il disco d’esordio di uno dei più amati artisti italiani (nel mondo). A vent’anni dal suo primo album, lo celebriamo con il nostro ricordo e una speciale riedizione firmata da Carosello
Tiziano Ferro. © Giovanni Gastel
© Giovanni Gastel

Provate a fare un salto indietro con la mente cercando di riportare la memoria a vent’anni fa: il 26 ottobre 2001 molti di noi sono entrati in qualche negozio di dischi della propria città per comprare una copia di Rosso Relativo, il disco d’esordio di un giovane chiamato Tiziano Ferro. E magari era anche il primo CD che potevamo permetterci con quelle poche lire – l’euro arrivò qualche mese dopo – che avevamo grazie alla “paghetta” dei nostri genitori.

Qualcuno, come me, nel 2001 aveva 13 anni. In quell’epoca iniziavamo a definire i nostri gusti musicali, in un modo o nell’altro influenzati da tutto ciò che ci arrivava dall’America. C’era chi ascoltava il pop melenso e mezzo latineggiante di Enrique Iglesias o quello strappalacrime dei The Calling (chi altro se li ricorda?). Poi c’era chi aveva scoperto Missy Elliott o Eminem, chi ancora si teneva ben saldo al punk rock dei Blink-182 o dei Sum 41, e chi invece in cuffia non aveva altro che l’R&B statunitense di Usher, Mary J. Blige, Eve e tanti altri ancora.

Uno di questi ultimi di certo doveva essere questo giovane ventenne di Latina, che dalle panchine del parco comunale, ancora inconsapevole di ciò che sarebbe successo nei vent’anni a venire, scriveva le prime strofe di Xdono, la hit che lo lanciò ufficialmente nel panorama musicale italiano. Sei perdonato, Tiziano, per averci fatto emozionare tutti di brutto, persino vent’anni dopo.

Tiziano Ferro, vent’anni di musica

Classe 1980, Tiziano Ferro scriveva già i suoi primi “pezzi” all’età di 8 anni. Segno, forse, che la musica sarebbe stata davvero la sua strada. Per lui fu sempre un mezzo per sfogare ciò che aveva dentro, ma anche per connettersi con gli altri. I primi passi li fece in un coro gospel di Latina, il Big Soul Mama Gospel Choir, dove ebbe l’imprinting con la musica afroamericana e i ritmi d’oltreoceano.

Passò poi attraverso varie esperienze in alcune radio locali: prima nella storica Musica Radio 101.5 con il programma Komico, un mix di musica e fumetti (la sua seconda passione), e poi a Radio Luna. Ebbe anche un gruppo rap, Q4 (come il quartiere latinense), con cui scriveva brani hip hop facendo anche qualche gara amatoriale.

Il passo successivo di Tiziano Ferro, prima di arrivare all’immensa popolarità in Italia, fu partecipare al brano Sulla Mia Pelle nel disco Anima e Corpo degli ATPC. Poco dopo, i Sottotono lo scelsero come corista (con alcune performance rimaste celebri nel tempo), tanto poi da ritrovarsi due decenni dopo nella versione 2021 di Solo Lei Ha Quel Che Voglio nel nuovo disco di questi ultimi, Originali. Di lì a poco, il pop italiano sarebbe cambiato per sempre.

Rosso Relativo, da Xdono a Imbranato: un pezzo di storia italiana

Ci sono un paio di brani di Rosso Relativo (pubblicato dalla EMI, dove lavoravano Mara Maionchi e Alberto Salerno) che sintetizzano a pieno ciò che Tiziano Ferro divenne per la musica italiana. Con il primo singolo, Xdono – che uscì nel giugno 2001 – l’artista riuscì a conquistare un vasto pubblico composto per lo più da giovanissime adolescenti. C’era poco da fare: bell’aspetto, faccia pulita, il classico bravo ragazzo capace di soffrire per amore. Il principe azzurro. Chi avrebbe mai resistito?

I testi particolarmente difficili e non banali, quasi rappati a velocità folle, mixati con gorgheggi melodici molto black-ish e ritornelli catchy e radio-friendly si prestavano a diventare i più riprodotti a matita sui banchi di scuola e nelle scritte sui diari delle giovani del 2001. A chi invece era già un po’ più grande, non sarebbe sfuggito l’odore di nuovo che Rosso Relativo emanava nelle sue composizioni. Era la proposta italiana adatta a competere con il mercato estero nelle classifiche pop, hip hop e R&B, che in quegli anni erano popolate di artisti come Shakira o Eminem. Xdono si posizionò terzo, quell’anno, nelle vendite di tutta Europa.

Il secondo brano importante estratto da Rosso Relativo fu Imbranato ed è qui che scoccò la scintilla, facendoci conoscere un Tiziano Ferro non solo alla Justin Timberlake, con quelle coreografie pazzesche che accompagnavano i suoi video. Imparavamo anche a conoscerlo per il suo profondo legame con le canzoni d’amore, che in futuro avranno un seguito in episodi come Sere Nere, Ti Scatterò una Foto, Non Me Lo So Spiegare, E Fuori è Buio.

Un cofanetto e un appuntamento per festeggiare con Tiziano Ferro

Se avete di recente visto il documentario Ferro, su Amazon Prime Video, vi renderete conto di molte cose che all’epoca non si sapevano (e non volevano essere rivelate) su Tiziano Ferro. Rosso Relativo, per l’artista, ha significato davvero moltissimo: l’inizio di una carriera brillante, ma anche l’inizio di una battaglia con se stesso. È per questo che oggi celebriamo due volte: non solo l’anniversario di un album così importante per lui e per la musica italiana, ma anche la vittoria di un uomo che ha vinto le sue difficoltà in un mondo da cui ha rischiato di essere inghiottito per sempre.

Tiziano, oggi 41enne, è ormai un uomo consapevole dei propri successi e della propria direzione. Per festeggiare, quindi, Carosello Records pubblicherà un nuovo cofanetto: Rosso Relativo (Anniversary Edition), disponibile dal 29 ottobre in triplo vinile e dal 5 novembre in triplo CD. Al suo interno, i fan troveranno non solo la versione originale del disco, rimasterizzata, ma anche la versione in spagnolo Rojo Relativo per la prima volta in vinile. Ultimo bonus, Rosso Relativo – Extra, con le versioni internazionali di alcuni brani dell’album e alcune rare e inedite incisioni.

«Quanta follia, urgenza, stupenda inconsapevolezza, quanto amore in quel Rosso Relativo», ha detto lo stesso Tiziano Ferro in un post su Instagram. «Lo ascolto adesso e provo tenerezza. Ancora oggi ci sento dentro le urla d’aiuto, le spinte d’orgoglio di chi cercava una strada, un pezzo di me che non c’è più ma anche tante parti sgangherate che non sono riuscito a cambiare mai». Questa sera, l’artista accoglierà i fan in una speciale diretta Instagram alle 21:00 per celebrare vent’anni di grande carriera.


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