Renato Zero si appella ai colleghi: «Autotassiamoci per dare una mano»

Oggi esce Zerosettanta-Volume Due, dedicato al tema dell’amore ma Renato Zero non riesce a risparmiare sferzate contro la politica
Renato Zero, foto Roberto Rocco
Renato Zero, foto Roberto Rocco

Pacato e tranquillo ma sempre con la sua capacità di critica sferzante, Renato Zero pubblica oggi Zerosettanta-Volume due, il secondo capitolo della trilogia che festeggia i suoi 70 anni compiuti il 30 settembre. Quattordici tracce anche per questo album e stavolta è l’amore a essere decisamente protagonista delle tracce, nate ancora una volta grazie alla collaborazione con gli ex Dire Straits, Phil PalmerAlan Clark.

La cover di Zerosettanta – Volume 2 di Renato Zero

Non mancano però come al solito canzoni impegnate civilmente, Vergognatevi voi, per esempio, che già dal titolo forte lascia intuire che il discorso è rivolto ai potenti. «È uno sfogo personale» spiega, «contro la distanza dei politici dalla vita reale delle persone. Continuano a non voler frequentare le periferie, dove si aggirano ombre che celano disagi e spaccature sociali».

Contro la discografia contemporanea

Zero poi se la prende ancora una volta con il mondo della discografia che non si preoccupa minimamente della sensibilità degli artisti ma vuole solo «guadagnare, buttar fuori cantanti, senza pensare che a sedici anni un artista potrebbe rimaner segnato da un rifiuto».

In Troppi cantanti pochi contanti, si rivolge con ironia al mondo della musica e in particolare alla scena musicale contemporanea, ne denuncia il poco coraggio e ricorda che la cosa più importante oggi è riuscire a tornare a suonare con degli strumenti, “non appiattirsi con delle basi tutte uguali”.

L’appello ai colleghi

E poi Zero si appella ai colleghi per cercare di aiutare i lavoratori dello spettacolo, così colpiti dalla pandemia in questo momento. «Mi rivolgo ai colleghi che patiscono meno questo blocco dovuto alla pandemia: bisognerebbe autotassarci, elargire una percentuale sugli incassi a copertura di certe sofferenze». Lo stesso artista vuole aiutare il suo staff, destinando una parte dei ricavi delle vendite dell’album Zerosettanta. «Chi dice che la cultura non dà da mangiare è uno stronzo e forse neanche un buon italiano. Ci vuole il piatto di pasta, ma anche poesia, musica, pittura, arte che sono cibo dell’anima», aggiunge il cantautore che va poi all’attacco anche della politica:«È scandaloso che il governo non sia stato in grado di prepararsi con efficacia verso i lavoratori, che aspettano da mesi la cassa integrazione. È gravissimo e offensivo. Se noi non paghiamo le tasse ci vengono a prendere a casa».

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