Peter White, in esclusiva il track by track di “Millisecondi”

Fuori oggi per Epic / Sony Music il secondo album del talentuoso cantautore romano, che qui ci racconta l’ispirazione sottesa alle dodici tracce
Peter White - Millisecondi - track by track - 1
Peter White (fonte: ufficio stampa)

Esce oggi, venerdì 21 gennaio, Millisecondi (Epic / Sony Music), il nuovo album di Peter White contenente dodici tracce, di cui sette del tutto inedite. Con il nuovo progetto il cantautore romano torna a percorrere quelle atmosfere fra il romantico e il malinconico con cui si è imposto all’attenzione della nuova scena italiana.


Nato a Roma nel 1996, Peter White (vero nome: Pietro Bianchi) ha raggiunto il successo con il singolo Narghilè del 2018, certificato disco d’oro, che ad oggi conta ben 19 milioni di stream solo su Spotify. Nel 2019 esce l’album d’esordio Primo Appuntamento. A partire dal 2020 escono i singoli che anticipano l’uscita di Millisecondi, fra cui Rosé, Gibson Rotte e Notti Amarcord.


La produzione di Millisecondi è affidata a Niagara (Gabriele Fossataro) e Polare (Paolo Mari). L’album è stato scritto e registrato fra il 2019 e il 2022 in diversi luoghi da cui Peter White ha tratto ispirazione: dal Metropolitan al Kate Academy Studio, passando per varie case di Roma fino a Pereto, splendido borgo medioevale in Abruzzo.

Il cantautore racconta l’album traccia per traccia in esclusiva per Billboard Italia.

Quasi Mai

Lo scorso settembre tutti i miei collaboratori mi ripetevano che il disco era chiuso, che avevamo abbastanza brani e che stavo solo cercando di rincorrere la “canzone perfetta”. Un fine settimana libero sono partito con i miei produttori e altre persone per la mia casa di campagna, anche per provare la scrittura di un nuovo pezzo in maniera spontanea: “Se è destino, uscirà”. In nemmeno tre giorni è nata Quasi Mai. La canzone perfetta non esiste, ma non bisogna mai smettere di rincorrerla.

Inizio Febbraio

A volte mi capita di lavorare così tanto alle parole di una canzone che quasi mi mancano per descriverla, come nel caso di Inizio Febbraio. Cerco di spiegare il mio attaccamento a questo brano con un esempio: nelle interviste spesso viene chiesto a un artista quale sia la propria canzone preferita. Risponderei “tutte”, ma penserei a Inizio Febbraio.

Molotov feat. Clied

Alessandro (Clied) è un grande artista e un ottimo amico. Abbiamo due metodi di scrittura che si intrecciano alla perfezione, pur conservando parallelismi. Avevo in testa il giro melodico di Molotov e, quando l’ho canticchiato, Clied ha sgranato gli occhi. Due ore dopo avevamo la bozza del ritornello. Credo sia uscito fuori un brano estremamente potente, una canzone strappalacrime che esplode in aria.

Rosé

Ero a casa e pioveva a dirotto. Il ticchettio delle gocce scandiva il tempo, mi sono messo alla chitarra ed è nata la prima strofa di Rosé. Il giorno dopo io, Gabriele (Niagara) e Paolo (Polare) abbiamo deciso di lavorarci nonostante stessimo facendo un’altra canzone. Mentre la scrivevo avevo la bella sensazione di perdermici dentro, spero che farà lo stesso chi l’ascolterà.

Anche Tu

È l’ultima canzone che ho scritto. Tempo fa sono salito sul terrazzo condominiale, c’era un bel tramonto, avevo con me una birra, le sigarette e la chitarra… In men che non si dica è uscito quel ritornello. L’ho registrato sui memo vocali convinto che sarebbe finito nel dimenticatoio, però continuavo a canticchiarlo anche nei giorni successivi. Alla fine, è diventato uno dei miei preferiti.

Gibson Rotte

Tramite la metafora delle storiche Gibson che si rompono ho cercato di dare una rappresentazione sonora delle giornate storte. Inizialmente non volevo inserire questo brano in Millisecondi, ma mi sono fidato di chi mi stava intorno. E, col senno di poi, credo di aver fatto bene.

Vans

Una delle prime canzoni di Millisecondi che ho scritto. È un brano diretto, un flusso di pensieri che finisce in un paio di scarpe. Col passare del tempo ho imparato ad apprezzarla sempre di più.

Notti Amarcord

Scrivere con Matteo e Tommi (Zero Assoluto) significa confrontarsi con due pionieri del pop italiano. Hanno un’esperienza incredibile e si completano a vicenda. Notti Amarcord in una frase? Un amore, un’estate e una città vuota.

Galleria Lungotevere

Millisecondi ha due spinte creative: una impulsiva, l’altra più riflessiva. Galleria Lungotevere sicuramente si colloca nella seconda categoria. L’ho iniziata durante il primo lockdown e terminata appena dopo. È una canzone che nasce durante il bacio “tra quarantena e libertà”.

Via Labicana

Rappresenta un altro lato del disco, forse unico. Dal punto di vista del testo, c’è sicuramente un fil rouge che lo ricollega a Millisecondi, ma il sound è sperimentale e sentendola riecheggia quasi l’idea dei club. Sono affezionato a questo brano perché mi ricorda che nella musica bisogna sempre avere la forza di stupire, prima di tutto sé stessi.

Sabato Sera

C’è poco da dire sulla strofa che ha scritto Andrea (Gemello), è meravigliosa. Sabato Sera è un brano dal sapore misto: case a schiera inglesi, vicoli di Roma, pioggia, tramonti, passi, luci di stelle e di taxi sono solo alcuni ingredienti di questa canzone.

Foresta Pluviale

L’ho scritta al pianoforte con Paolo (Polare) che mi seguiva con la chitarra. Abbiamo deciso di registrarla e di tenerla il più possibile fedele all’idea acustica iniziale. È la canzone più libera del disco perché, essendo l’ultima, si può prendere tutto il tempo necessario per uscire di scena.

Ascolta Millisecondi di Peter White


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