Sanremo. Mancano poche ore alla prima serata di Sanremo 2019. Molti artisti sono in giro per la città per interviste e per gli ultimi preparativi. La serata di oggi è importante perché si presenteranno ufficialmente al grande pubblico tutte le ventiquattro canzoni in gara. Incontro Paola Turci nel suo hotel, è serena e sembra non interessarsi del mondo caotico intorno a lei.

Paola torna sul palco dell’Ariston a due anni da Fatti Bella Per Te, un brano che è stato un manifesto della sua crescita professionale e personale. L’occasione per gridare al mondo le sue nuove consapevolezze, senza nascondersi. Oggi, martedì 5 febbraio, invece, Paola Turci presenta L’Ultimo Ostacolo (ne abbiamo parlato qui), una canzone ispirata alla figura di suo padre.



Due anni da Fatti Bella Per Te. Come sono stati questi due anni? Come ti vedi?

Sono stati intensissimi. Sono successe mille cose. Le due cose più belle sono state il disco Il Secondo Cuore e il tour nei palchi dei teatri più belli d’Italia. Sono stati due anni impegnativi perché mi sono dedicata molto a questo disco che uscirà il 15 marzo. Sono stata contenta. Finora quello di due anni fa è stato il mio Sanremo migliore. Questo, invece, ha delle caratteristiche che l’altro non aveva. Un’emozione particolare. È un tuffo dentro l’emotività.

Quali sono gli ostacoli che vivi oggi? E come mai hai deciso di parlare di tuo padre?

Gli ostacoli sono quotidiani. Piccoli o grandi, alti o bassi. Ma quelli di adesso sono ostacoli emotivi più che altro. E quindi sono anche facilmente superabili: è bello provare un po’ di ansia. Il brano me l’ha ispirato la figura paterna. Poi ho capito che c’era la voglia di raccontare che tutti noi condividiamo la voglia, il desiderio, il bisogno di avere qualcuno accanto su cui contare. E può essere la figura di un padre, ma anche quella di un amico, del compagno, della compagna. E quindi anche se non è l’ultimo ostacolo – la fine dei problemi – è bello anche inciampare insieme e sapere che si può fare tutto insieme. Anche uno sbaglio.

Il tuo libro autobiografico Mi Amerò lo Stesso è stato un punto di arrivo importante per te. È stato un momento in cui forse hai iniziato a esporti di più a te stessa, ad amare ciò che sei ancora di più. È qualcosa a cui sei arrivata (e, quindi, ti basta) oppure lo vedi come un processo ancora attivo?

Amarci lo stesso è una consapevolezza che io ho avuto camminando, facendo tutto questo lunghissimo percorso di tanti anni. È una cosa che ho raggiunto. Ma c’è una differenza tra il mio stato d’animo di Fatti Bella per Te e lo stato d’animo de L’Ultimo Ostacolo. Prima c’era l’attestazione dell’autonomia (“Io mi basto da sola”), mentre ora è diverso e dico: che bello sapere di avere una persona accanto.

Puoi anticiparci qualcosa sul disco che uscirà il 15 marzo?

È pieno di vita e di racconti. È un disco di passato, presente e molto futuro. Ha molte sfaccettature: non è un progetto concettuale. Anche se ogni brano parla in prima o in seconda persona. Ci sono riferimenti a persone della mia vita: è un disco vitale. Poi capirai perché (ride, ndr).

Hai ancora l’idea di pubblicare un nuovo libro? 

È ancora fermo lì. Sono andata un pochino avanti quest’estate, ma sono stata molto dietro a questo nuovo disco. È un disco davvero pieno di novità. Non è assolutamente come Il Secondo Cuore. Non te lo aspetti. Dopo L’Ultimo Ostacolo, che è la prima track, parte un viaggio e dici: «Ma è veramente Paola Turci?» (ride, ndr).