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Ornella Vanoni a teatro sarà puro spettacolo di musica e… parole. L’intervista

“Le donne e la musica” è il suo nuovissimo spettacolo in teatro. Non potevamo non approfittarne per parlare con lei, un’Artista con la A maiuscola, sempre in ogni occasione
Ornella Vanoni
Ornella Vanoni (foto di Stefano Guindani)

La nostra grande interprete non si ferma mai: la divina Ornella Vanoni torna sul palcoscenico, scegliendo una formula a lei cara, la dimensione teatrale, e l’accompagnamento di cinque musiciste con una sensibilità jazz e non solo: Sade Mangiaracina al pianoforte (che cura anche gli arrangiamenti), Eleonora Strino alla chitarra, Federica Michisanti al contrabbasso, Laura Klain alla batteria e Leila Shirvani al violoncello. Complice della scelta, un grande amico di Vanoni e musicista sublime: Paolo Fresu.

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Lo spettacolo Le donne e la musica toccherà otto città italiane. Si inizia il 10 novembre a Firenze e si concluderà il 13 dicembre al Teatro Arcimboldi di Milano. Abbiamo voluto approfittare di questa occasione per intervistarla e chiedere alle sue eleganti e raffinate musiciste una fulminea impressione sulla “loro” Ornella.


Perché le donne e la musica? In effetti – tranne alcune grandissime eccezioni – nelle classifiche dominano gli uomini ancora, nonostante le nuove generazioni di cantanti e performer femminili abbiano molto più spazio rispetto al passato.

Non è vero, eravamo di meno e avevamo tutto il nostro spazio. È che adesso ce ne sono centinaia, anche di inutili, e quindi sembra meno faticoso e invece non è così.

Lei lascia molta libertà ai musicisti con i quali lavora: è una grande qualità. Quando ha preso coscienza di questa sua capacità e sicurezza?

Ho sempre amato il jazz e quindi amo i grandi musicisti che fanno improvvisazioni.

Vorrei capire con lei qual è stato un incontro molto importante per la sua crescita professionale come cantante. Tanti dicono che “si nasce così come si è e poi qualche importante incontro aggiusta il tiro di un/una performer”: sottilmente ci credo ma forse lei vorrà smentirmi?

L’incontro con Sergio Bardotti è stato un cambio straordinario. Insieme abbiamo volato molto alto. Per prima cosa abbiamo fatto un disco con i New Trolls, ed era la prima volta che una cantante classica cantava con un gruppo pop straordinario. Poi il disco brasiliano con Vinícius de Moraes, che fa parte degli album capolavoro di fine anni ’70 (La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, ndr), e abbiamo volato negli States per l’album Ornella &… che è mezzo riuscito e mezzo no, perché c’era troppa fretta e pochi soldi. Ma sono stata in braccio a Gil Evans e ho collaborato con Herbie Hancock, Ron Carter, George Benson e Michael Brecker.

Milano è il suo centro di gravità più o meno permanente. Vorrei capire con lei – da milanese – cosa c’è di speciale e cosa di tragico in questa città. Se ritiene che ci siano elementi tragici e speciali…

Ci sono molti elementi tragici. È una città isterica che corre come una pazza solo per soldi e questo comincia a darmi fastidio. Questa è la sua tragicità, oltre a tutti i problemi che abbiamo.

Di recente ho avuto il piacere di parlare di lei con Maurizio Fabrizio e devo dire che personalmente ho adorato l’elegante leggerezza di alcune sue canzoni pop degli anni ’80 come per esempio proprio Vai Valentina.

A Maurizio Fabrizio in realtà dissi: “Ti pago il biglietto per New York, ti offro questo viaggio, vatti a vedere i musical, così impari che cos’è il musical americano”. E lui ha scritto Vai Valentina e Musica Musica, però ci ho pensato io.

La timidezza e la spregiudicatezza. Come definirebbe oggi lei queste due caratteristiche?

Ci sono dei timidi che hanno il fisico da timidi e ci credono tutti. Ci sono dei timidi che non hanno un fisico da timidi, allora diventano spregiudicati, parlano troppo, inciampano, perché sono timidi.

C’è un ruolo in una pièce teatrale che le sarebbe piaciuto interpretare?

Ho interpretato un ruolo fantastico nella mia vita che è stato L’Idiota di Marcel Achard, interpretato a New York dalla Girardot e sono stata premiata subito come miglior rivelazione del teatro italiano. Poi ho fatto una romantic comedy con Albertazzi. Ma io scelgo sempre la musica perché con la musica si vola di più. C’è una fusione tra i musicisti e il cantante che non credo esista tra gli attori.Quando noi finiamo di lavorare siamo una famiglia che si abbraccia fortemente: c’è amore.

E c’è stato, per concludere, un regista con il quale avrebbe voluto affrontare una pièce teatrale?

Peter Brooke, su tutti.

Ornella Vanoni (foto di Stefano Guindani)

La parola alle cinque musiciste

Sade Mangiaracina (pianoforte)

In passato ho scritto musica ispirandomi alle grandi figure femminili della storia del ‘900, ma mai avrei pensato di condividere il palco con una così grande donna e cantante italiana. L’enorme privilegio di far parte di questo tour si trasforma, grazie alla scelta di Ornella e di Paolo Fresu, in una grande responsabilità ma anche in una grande opportunità.

Eleonora Strino (chitarra)

In un’Italia che forse ha finalmente avuto il coraggio di smascherare il suo vero volto, che continua a giustificare un insensato patriarcato con l’ideale della famiglia perfetta, in cui una donna fa ancora fatica a conciliare la naturale volontà di essere madre e una donna realizzata, in questo scenario, lavorare con Ornella Vanoni credo sia davvero una grande opportunità non solo artistica ma umana.

Leila Shirvani (violoncello)

Ornella è sempre stata e sarà sempre un grande pilastro della musica. Oserei dire di tutta la musica. Adoro l’idea di un palcoscenico al femminile. In un momento storico in cui le donne stanno combattendo la più grande battaglia femminista della storia dei nostri tempi in Iran, per me questa squadra di donne ha ancora più valore.

Laura Klain (batteria)

Suonare con Ornella Vanoni? un bellissimo sogno. Una Donna libera, tenace, con un’anima che avvolge chiunque la incontri sul suo cammino. Oltre all’immenso onore musicale e umano, sento che questa esperienza accrescerà profondamente anche la mia parte spirituale.

Federica Michisanti (contrabbasso)

Ricordo alcuni momenti nei quali Ornella mi ha colpito. Quando mi accostai al jazz, mentre frequentavo la scuola di musica ed ascoltai La voglia pazza l’incoscienza l’allegria. Pensai: “Questa musica mi si aggrappa addosso, non scivola via! Che raffinatezza!”. Poi quando vidi il film diretto da Ugo Tognazzi I viaggiatori della sera, che trovai sottilmente critico del sistema della nostra società. Non mi stupì il fatto che Ornella fosse tra i protagonisti. Infine quando undici anni fa aprii un suo concerto a Ostia, pensai: “Quanto spazio e libertà lascia ai suoi musicisti. Mi piacerebbe suonare con lei”. Quando l’universo ascolta le nostre parole sincere!

Le date della tournée di Ornella Vanoni con Le donne e la musica

3 dicembre – Padova, Gran Teatro Geox

6 dicembre – Roma, Auditorium della Conciliazione

10 dicembre – Brescia, Gran Teatro Morato

13 dicembre – Milano, Teatro Arcimboldi

12 gennaio – Bologna, Teatro EuropAuditorium

17 gennaio – Torino, Teatro Alfieri

23 gennaio – Perugia, Teatro Morlacchi

28 gennaio – Firenze, Tuscany Hall

30 gennaio – Genova, Teatro Politeama

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