Laura Pausini: «Durante il lockdown mi chiesi: a qualcuno interessa ascoltarmi?»

Esce oggi Io sì, il nuovo brano (in 5 versioni) per la colonna sonora del film La vita davanti a sé, che segna il ritorno di Laura Pausini
Laura Pausini – ph Julian Hargreaves

«Per carattere ho bisogno di pensare che non vinco l’Oscar. Se mi gaso e poi non ce la faccio? Mi viene un “crollone”, ecco cosa mi viene!». Così Laura Pausini, la cantante italiana più internazionale e insieme local (ovvero romagnola) che ci sia, ha commentato la notizia che il suo brano Io sì (seen) sarà in corsa per le nomination per l’Oscar per la colonna sonora.

La canzone è stata scritta apposta per il film prodotto da Netflix, La vita davanti a sé (tratto dal romanzo di Romain Gary) che vede il grande ritorno sulle scene di Sophia Loren, per la regia del figlio, Edoardo Ponti.

Laura Pausini

«Non mi ero mai buttata così a capofitto in un progetto cinematografico», ha raccontato la Pausini ai giornalisti in collegamento Zoom. «Per la prima volta mi sono messa a disposizione completamente per il film. Stavo aspettando di emozionarmi. E l’emozione è arrivata per il significato: racconta degli incontri che ti salvano la vita».

La crisi durante il lockdown

Laura Pausini ha raccontato di essere entrata un po’ in crisi durante il lockdown e di non avere avuto molta voglia di scrivere e di dedicarsi alla musica. «Non so se vi ho mai raccontato come scelgo le canzoni? Mi faccio mandare le idee da tanti collaboratori, anche miei ex-compagni di scuola e le mettono in una cartella, ma senza il nome dell’autore se no mi condiziona. Adesso al momento ne ho 524 ma sono arrivata solo fino alla A. Rinchiusa in lockdown, mi sono sentita persa. Mi sono chiesta se a qualcuno interessasse ancora che io cantassi. In estate sono andata dai miei genitori in Romagna, il luogo dove vado sempre quando devo scrivere ma non riuscivo a concentrarmi. Poi è arrivata questa collaborazione e da allora non ho più avuto nessun giorno libero. Adesso ho riacquistato la voglia di ascoltare anche se le prime canzoni con la A comunque non mi piacciono».

Cover Io Si (Seen)

La nascita di Io sì

«Quest’estate mi ha contattato Diane Warren che ha scritto musica e parole di Seen (il pezzo nato prima in inglese, ndr)». Diane Warren, autrice e produttrice che ha firmato anche per Celine Dion, Beyoncé e Aerosmith. «Prima di accettare ho chiesto di vedere il film che mi ha colpito subito fin dall’inizio. Mi sono riconosciuta al 100%. Una storia contro i pregiudizi razziali che mi mettono a disagio da sempre. Una storia di incontri: tra Mamma Rosa (Sophia Loren) che è sopravvissuta all’olocausto e cura i figli delle prostitute e questo ragazzino immigrato, orfano, non accettato da nessuno. Ma forse sto raccontando troppo la trama?».

Per il testo della versione italiana, che è quella che circolerà poi in tutto il mondo, è stato chiamato Niccolò Agliardi, da anni collaboratore di Laura. E oggi usciranno ben altre 4 versioni in un EP: inglese, francese, spagnola, portoghese.

Il rapporto con Sophia Loren

Laura Pausini racconta di aver incontrato Sophia Loren diverse volte: Io sì le è piaciuto e l’attrice apparirà anche nel videoclip ufficiale. Ma Laura confida anche qualcosa di più. «Per la prima volta ci siamo viste a Beverly Hills a una festa da Armani e c’è stata subito molta empatia tra di noi. Anni dopo ci siamo riviste a Ginevra per un concerto di Phil Collins, eravamo solo noi due a vedere le prove. In quell’occasione le ho raccontato che non riuscivo a rimanere incinta e lei è riuscita a dirmi parole importanti e di conforto. Sophia è la donna italiana tipica: materna e protettiva».

Laura Pausini e Sophia Loren

L’attenzione per i lavoratori del mondo dello spettacolo

La Pausini si è sempre dimostrata molto attenta al tema dei lavoratori del mondo dello spettacolo e si era esposta in prima persona già in primavera con un appello al Governo perché si prendesse carico del problema degli addetti del mondo dello spettacolo, senza stipendio da mesi. Le viene fatto notare, per esempio, che Fedez qualche settimana fa avrebbe proposto di versare tutto l’anticipo in un fondo che potrebbe aiutare gli addetti: «Unico modo per risolvere la situazione non è attraverso la polemica. Ognuno la vive a modo suo, come la situazione del Covid. Siamo tutti confusi. Ognuno vuole essere propositivo. Federico ha proposto il suo modo per aiutare ma io sono sicura che non potremmo mai arrivare a quella cifra. Ci sono 570mila lavoratori del mondo dello spettacolo, ipotizzando che si voglia dare almeno 500 euro a famiglia, credo proprio che nemmeno tutti i cantanti uniti possano arrivare a 285 milioni».

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