Torna il Jova Beach Party tra “disordine, interazione e la riscoperta del corpo”

Jovanotti oggi ha presentato a Milano la seconda serie di concerti che hanno rivoluzionato i live nel 2019 e ha parlato del suo nuovo singolo “Il Boom” prodotto da Rick Rubin
Jovanotti Jova
Jovanotti, foto di Michele Lugaresi

«Voglio che sembri il relitto di un veliero: voglio che risulti malconcio ma splendido, pronto a ripartire». Potrebbero essere tante anzi tantissime le metafore scelte da Jovanotti per raccontare la sua idea di Jova Beach Party 2 rinominato Jova Beach Party MMXXII. Il suo format – anzi s-format come lo chiama lui – che ribaltò le regole dei concerti nel 2019 e che è pronto a tornare nel 2022.

Si terrà in 12 luoghi, la maggior parte spiagge, quasi sempre per due giorni di seguito. Ma anche in montagna, in un ippodromo e in un aeroporto vicino a Milano, non più Linate ma Bresso. Una metafora potrebbe proprio essere quella citata della nave-relitto che rappresenta tutto il mondo dei live duramente piegato durante la pandemia e che si spera possa ripartire finalmente l’anno prossimo. I lavoratori dei concerti trovano un simbolo anche nei flycase posizionati in fondo alla sala scelta per la conferenza stampa-fiume di oggi.

Una conferenza ricca di argomenti, immagini e suoni, e molto partecipata, dove Lorenzo ha presentato fondamentalmente due novità: la ripartenza del Jova Beach Party il 2 luglio da Lignano Sabbiadoro, appunto, e il nuovo singolo, Il Boom, fresco di uscita odierna, prodotto da Rick Rubin, che anticipa altri 7 brani che arriveranno a dicembre solo in digitale. E forse diventeranno un album nel 2022.

Il tutto, si diceva, toccando moltissimi altri temi: dal Nobel per la fisica al professor Parisi al food track di Pizza & Mortazza. Dal movimento futurista alla psichedelia. Dal WWF alla lotta dei lavoratori dello spettacolo e alla musica del Mali. Tantissima abbondanza.

«Ho trascorso questi due anni a riguardare le immagini della famosa estate del 2019. Sentivo il bisogno di quel colore e quel calore», parte Lorenzo, dopo un video introduttivo davvero potente con le foto in loop della passata edizione.

Jovanotti: «Nel Jova Beach c’è disordine, interazione e la fondamentale riscoperta del corpo»

«Cercavo una definizione per il Jova Beach Party e l’ho scoperta quando ho sentito la motivazione che era stata data al Professor Parisi per il suo premio Nobel», continua non proprio sulla linea del low profile. «”Per la scoperta dell’interazione fra disordine e fluttuazioni in sistemi fisici, da scale atomiche a scale planetarie”, non abbiamo vinto un Nobel ma ci piace rubare questa definizione! Nel Jova Beach c’è disordine (tanto!), interazione (tantissima!) e c’è la riscoperta del corpo perché ragazzi è fondamentale!». 

Nel nuovo Jova Beach targato MMXXII ci sarà tantissima musica, ovviamente, con bpm sparati belli alti.  «Ho già alcuni ospiti che arrivano da tutto il mondo e saranno tutti diversi nelle varie spiagge ma non li voglio annunciare, vi dico solo che la qualità sarà altissima come per lo scorso JBP».

Il fatto che nella stessa spiaggia si terranno due appuntamenti sarà utile anche per il montaggio e lo smontaggio dei palchi che saranno maestosi come sempre (soprattuto il mainstage) e con materiale di recupero. «Tutti sanno che sarebbe più semplice ed economico costruire da zero ma io voglio ridurre gli sprechi a ogni costo». I palchi saranno tre: il mainstage di Jovanotti e degli ospiti del tardo pomeriggio. Il Kontiki stage: con cumbia, rock ‘n’ roll, indie italiano, hip-hop. E lo Sbam stage, dove ci sarà una sorta di soundsystem giamaicano, con tanti ospiti di diversi generi e provenienze, curato insieme agli Ackeejuice Rockers.

Ambiente e perdite economiche del Jova Beach Party

Il tema dell’ambiente è ovviamente fondamentale per il Jova Beach Party. «Il mio ruolo è generare un clima, dentro al quale parlare di clima. Non voglio che si pensi che ci sia del greenwash in tutto questo perché sarebbe assurdo». Lorenzo tiene molto al tema ambientalista, annuncia che non ci sarà plastica nella prossima edizione e trova assurdo aver avuto polemiche proprio con gli ambientalisti nel 2019, sostenendo di aver dovuto spostare la data di Marina di Cerveteri ma di aver ritenuto pretestuose le altre motivazioni. Interviene anche Donatella Bianchi, presidente del WWF, per ribadire la collaborazione e ricordare come non sarà semplice per nessuno mantenere gli standard di attenzione verso l’ambiente.

A chi chiede se il primo Jova Beach Party abbia rappresentato una perdita economica, risponde Maurizio Salvadori, presidente di Trident Agency. «Il primo Jova Beach può essere paragonato a una start-up. È stato sicuramente un investimento di tempo e di lavoro. Abbiamo buttato via soldi e tempo per l’organizzazione. Ma l’anno prossimo sarà diverso e già fare due tappe nello stesso posto sarà molto meglio. Siamo sicuri che l’economie andranno di pari passo».

Il Boom

Sulla musica scritta e prodotta quest’anno Lorenzo racconta di non aver voluto seguire le mode. Il suo brano così particolare, con il sitar in primo piano, e così perfetto nel riassumere tanta storia dell’artista pur con uno sguardo fresco, lo dimostra. «Sono stato chiuso con Rick Rubin due mesi. Quest’anno non riuscivo ad ascoltare musica, riuscivo a sentire solo musica del Mali. Ma ho scritto tantissimo. Ero impaurito da tanta ingenuità: i testi fluivano senza un giudizio. E ho letto tanta tantissima poesia: l’esperienza più importante sulla terra per l’uomo». E poi ha proseguito: Non sono sicuro di fare uscire un album. A dicembre arriveranno altre 7 brani. Però non li ascolto nemmeno più io gli album interi figuriamoci!».

Tour acustico?

Quando gli viene chiesto se non farà mai un tour acustico e intimo Jova risponde: «Ogni tanto ci penso, certo. Anche durante il BP del 2019 durante il pomeriggio annunciavamo gruppi con nomi falsi ma eravamo noi. Lo rifaremo, eh. Però posso dire la verità? Dopo un po’ con un set acustico mi rompo proprio i coglioni! »

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