Inder, dal vero significato di “Gola Secca” all’uscita da “Amici”. L’intervista

Il cantante classe 2001 ci racconta il vero significato del brano presentato ad “Amici” e cos’ha imparato dall’esclusione dalla scuola più famosa d’Italia
Inder
Inder, foto ufficio stampa

Capita spesso di ascoltare in modo superficiale una canzone. Che sia in autobus, in metro o mentre si sta in casa senza far nulla, un brano può non entrarci subito dentro, o martellarci la testa, anche senza che ne abbiamo capito il significato. Inder, con la sua Gola Secca, ha creato un brano orecchiabile ma con un messaggio che forse non risulta subito comprensibile.

Entrato nella scuola di Amici sotto l’ala di Anna Pettinelli, l’artista classe 2001, ha avuto un percorso breve, ma intenso, che l’ha portato ad essere escluso dalla scuola, anche se probabilmente aveva ancora molto da dare.

Abbiamo rivolto alcune domande a Inder per scoprire davvero chi è, la storia e il significato di Gola Secca e quello che ha imparato dalla sua esperienza ad Amici.

Le radici di Inder e la musica che riesce a “farti rivivere i luoghi dell’infanzia”

Chi è Inder, qual è la tua storia?

Sto ancora imparando tanto chi sono, me ne rendo conto guardando quanto sono cresciuto in questi anni e quanto sono cambiato. La mia passione è sicuramente comune a tanti ragazzi che come me si sono trasferiti in un paese nuovo da bambini. All’inizio ero spaesato e non conoscevo una parola di italiano, ma non ci ho messo molto per adattarmi a questa “nuova realtà”, un po’ perché sono sempre stato molto estroverso, un po’ perché non avevo scelta.

Negli anni poi non sono mai stato fermo, ho fatto su e giù per l’Italia e questo mi ha dato la sensazione di non aver mai “messo radici” da nessuna parte. A volte mi sentivo solo e per fortuna c’era la musica. L’ho sempre vissuta come un mezzo per scappare dalla realtà e costruirmi il mio piccolo mondo sicuro.

Ti sei dovuto confrontare con una cultura lontana dalla tua e da quello che mi dici capisco che la musica ti ha aiutato a trovare il tuo posto.

Decisamente, la musica è tutt’ora il mio posto felice. Riesce a trasportarmi in un’altra dimensione, cancella dalla mia testa qualsiasi pensiero negativo e mi fa stare bene, anche solo per pochi minuti. Ci sono stati momenti in cui sentivo la nostalgia della mia vita da bambino, ma anche in questi momenti la musica è riuscita a riportarmi nei luoghi della mia infanzia. È vero che non si può rivivere il passato, ma secondo me la musica ci si avvicina molto.

Non solo musica tra le passioni di Inder

Oltre alla musica hai anche una grande passione per il ballo.

Se non avessi fatto il cantante avrei fatto il ballerino. Perché non fare entrambe le cose? Sono appassionato di ballo fin da piccolo, chi mi conosce lo sa, ballo in continuazione. Forse questa mia passione è nata dal fatto che da bambino stavo tutto il tempo ad imitare le performance dei miei artisti preferiti. Con il tempo ho iniziato a prenderci la mano e onestamente non mi dispiacerebbe imparare un po’ di più.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? Ho letto che i tuoi gusti sono vari, dal R&B alla Dubstep, fino alla house e dance music.

Ho sempre ascoltato tutti i generi, da piccolo mi facevo mandare via Bluetooth qualsiasi pezzo i miei amici avessero sul telefono. Questa cosa mi ha aiutato a capire quale fosse il mio stile e in quali artisti mi rivedessi maggiormente. Ad alcuni sono legato di più e me li porto dietro da quando ero in India, come Yo Yo Honey Singh o Jazzy B. Entrambi fanno hip hop e per me hanno rappresentato una novità e soprattutto ciò che avrei voluto essere da grande. Mi piace tanto anche lo stile di artisti come Chris Brown, il modo in cui sa giocare con la voce e il fatto che canti e balli allo stesso tempo.

Inder: «”Amici” è stata un’occasione importante, ma non sento di averla persa»

Un bilancio dell’esperienza ad Amici?

Per me Amici è stata una bellissima esperienza sotto vari aspetti. Innanzitutto mi ha permesso di stare a contatto con dei veri e propri professionisti e di studiare con loro, imparando tanto e migliorando la mia tecnica. Portare il pezzo a cui tengo di più, Gola Secca, e avere la possibilità di cantarlo sul palco davanti al pubblico che applaude, balla e si diverte è stata una bellissima emozione, soprattutto considerando che siamo appena usciti da un anno difficile per via del Covid che ha bloccato ogni genere di performance live. Soprattutto, sapere che in quel momento la mia famiglia mi stava guardando ed essere riuscito a renderla fiera di me e di quello che faccio è una grandissima soddisfazione.

Come hai vissuto l’espulsione dalla scuola? Pensi di aver perso un’occasione importante? Soprattutto, vorrei capire quale insegnamento hai tratto da questa esperienza.

Voglio essere sincero: ero giò entrato pensando a questa esperienza come un “viaggio”. Come in tutti i viaggi ci sono persone con cui dura di più e con chi meno. Il mio si è concluso così e l’ho accettato con serenità, sicuramente consapevole di aver commesso i miei errori in maniera davvero ingenua. Amici è sicuramente un’occasione importante, ma non mi sento di dire di averla persa. Preferisco pensare di aver preso da questa occasione ciò di cui in quel momento avevo bisogno per crescere soprattutto a livello personale.

Quindi, alla fine, il bilancio è positivo.

Io sono partito pensando di non riuscire a dare nemmeno la metà di quello che poi alla fine ho dato. Ero pieno di insicurezze, anche dovute alla paura di non essere capito, ma è stato solo trovandomi a doverle combattere che ho scoperto di avere tanta forza. Per il resto credo che si debba accettare sempre ciò che il destino ci riserva. Bisogna fare tesoro di tutte le esperienze, belle o brutte che siano, perché ci rendono quello che siamo.

Trovo che questa edizione di Amici, forse più delle precedenti, stia davvero dimostrando come i ragazzi debbano “essere a fuoco” e non abbassare mai la guardia per non perdere la maglia. Tu cosa ne pensi?

Credo che la scuola sia un banco di prova difficile e duro, dove avviene una specie di selezione naturale. Come tale, vincerà il più forte, oltre che per il talento, che è sottinteso, soprattutto per la resistenza alle tante sfide. Ci vuole tanta forza di volontà e determinazione, non posso che augurare ai ragazzi di averne.

«Il fatto che entri subito in testa è esattamente quello che volevo quando ho iniziato a comporla»

Parliamo di Gola Secca. Ti entra subito in testa e sta andando fortissimo anche su TikTok. Com’è nato?

I numeri che Gola Secca sta facendo sui vari social non li potevo neanche lontanamente immaginare, per me è una grande soddisfazione. Il fatto che entri subito in testa è dovuto al fatto che il suo ritmo ti fa ballare e cantare istintivamente, ed è proprio ciò che volevo quando ho iniziato a comporla. Per arrivare alla versione che ho fatto uscire in realtà ci sono voluti due anni di lavoro e di modifiche. Io creo la mia musica da solo e devo dire che a volte il carico di stress e di lavoro è pesante, però sapere di aver chiuso una canzone completamente da solo mi dà tanta carica.

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A proposito della produzione, tu componi i tuoi brani solo ed esclusivamente in digitale.

Sì, compongo solo in digitale innanzitutto perché all’inizio, quando ho scoperto il mondo dei producer, mi sono reso conto che è il modo in cui loro stessi fanno la loro musica. È un mondo che mi è sempre interessato e con il tempo devo dire di averci preso anche tanta dimestichezza. Poi è l’unico modo in cui posso avere a disposizione qualsiasi tipo di strumento, con cui posso provare e riprovare, aggiungendo effetti particolare e modificando nei minimi dettagli anche il suo più piccolo per renderlo come voglio e per adattarlo alla mia canzone.

Il (vero) significato di Gola Secca

Tornando a parlare di Gola Secca, qual è il significato del brano?

Gola Secca è speciale per me, non solo perché come ti ho detto mi ci è voluto tanto per trovare la versione perfetta, ma anche perché rappresenta un po’ quello che sono. Il contesto è quello di una serata in un club: amici, luci, musica e persone che ballano. In queste serate mi capita sempre che qualcuno mi chieda cosa prendo da bere e io rispondo “solo acqua”, perché è l’unica cosa che bevo. Questo dipende dal modo in cui sono cresciuto, dai valori che i miei genitori mi hanno trasmesso e racconta un po’ il messaggio che vorrei mandare a tutti i ragazzi che l’ascoltano: non c’è bisogno di assumere alcun tipo di sostanza per divertirsi, basta la musica.

Capisco che Gola Secca sia stata fraintesa, magari che sia stata presa anche poco sul serio o che possa sembrare assurdo il fatto che in realtà porti questo messaggio, infatti aspettavo di poterne parlare. Quello che voglio dire è che in questa canzone, come in tutte quelle che ho scritto, non parlo mai di alcol o di droghe, non è questo il messaggio che voglio mandare.

… e il possibile “scoglio” della lingua

Tu vorresti raggiungere tutti i tipi di pubblico, portando un messaggio positivo e di inclusività. Effettivamente Gola Secca ha il potenziale per raggiungere un pubblico trasversale. Visto che è scritto in Punjabi e in italiano, pensi che la lingua possa essere uno “scoglio”?

La scelta di scriverlo nelle mie due lingue è un po’ venuta da sé, un po’ deriva dal mio desiderio di oltrepassare i confini con la mia musica. Credo che la musica sia trasversale perché prima di tutto è un’emozione e non ci sono differenze: se la mia canzone ti fa ballare, divertire e cantare, allora ho raggiunto il mio scopo principale. Per quanto riguarda la lingua, credo che non sia uno “scoglio”, ma un valore aggiunto. È vero che quanto ascolti un brano che ti piace vuoi subito cantarlo e capirlo, quindi è giusto che io dia più informazioni riguardo questo testo, ma alla fine devo dire che le persone che l’hanno ascoltata hanno sempre detto che sebbene non capissero il testo gli rimaneva comunque in testa.

I prossimi progetti di Inder e la passione per il cinema e la street art

L’arte per te rappresenta uno sfogo a tutto tondo, perché sei appassionato anche di street art e cinema. Queste due forme espressive hanno un’influenza sulla tua musica?

L’arte per me è espressione dei miei sentimenti e pensieri, che sia attraverso il disegno, il cinema, il ballo o la musica. Per me è come rendere concrete le mie fantasie. Sono appassionato di street art perché non solo è strettamente legato alla cultura hip hop, ma anche perché insieme al disegno era il mio hobby quando ero più piccolo. Ero affascinato da tutte quelle forme particolari e quei colori brillanti.

E per quanto riguarda il cinema?

Il cinema è ciò con cui sono cresciuto. Non è tanto la street art ad influenzare la mia musica quanto il cinema di Bollywood, dove questa ha un ruolo fondamentale. Devo dire che l’arte in generale, in tutte le sue forme, ha un grande impatto sul mio lavoro. Ogni persona ha una propria visione di cosa sia l’arte e io credo che la musica sia la mia visione, perché va oltre le parole. È qualcosa di universale e totalmente spontaneo. Non credo ci sia qualcosa che influenza in particolare la mia musica, perché i miei brani possono nascere dalle cose che vedo, vivo e provo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Tornando ad Amici, c’è qualcuno che secondo te farà strada?

Ho tantissimi progetti, ma mi piace tenere i piedi per terra e andare piano per la mia strada. Adesso ho un pezzo a cui tengo molto e che so che potrebbe piacere tanto. Come ho già detto sono molto preciso con la mia musica, quindi sento di dover trovare il momento giusto per annunciarlo. Sicuramente non smettero di scrivere e fare musica, perché è quello che mi tira avanti ed è il mio mezzo di sfogo principale. Per quanto riguarda i ragazzi di Amici, invece, penso che ognuno di loro sia lì dentro per una ragione. Si sono distinti per il loro talento e gli auguro di realizzare i loro sogni.

Ascolta Gola Secca di Inder

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