Non è semplice avere poco più di vent’anni e raccontare con semplicità e chiarezza le domande e le esperienze del proprio tempo. Lo sa bene Francesca Michielin (classe 1995) che questo venerdì, 12 gennaio, pubblica il suo terzo album di inediti, 2640Un lavoro che riesce a unire parti differenti della stessa cantante e che sembra un ottimo passo in avanti nella sua produzione.

Forse per non cadere nella tentazione di pubblicare tracce slegate da ciò che vive realmente, la cantante si è affidata ad alcuni artisti che – a dir la verità – non sono abituati a parlare per troppe metafore. Undici brani su tredici sono firmati dalla Michielin che, per alcuni di questi, si è affidata alla co-scrittura insieme a Calcutta, Dario Faini in arte Dardust, Tommaso Paradiso e Cosmo. Il risultato è un album sincero che ben rappresenta tutto ciò che viaggia all’interno dell’universo musicale (e non solo) della cantante: «È stato un processo vulcanico, un’esplosione. Ovviamente i brani co-scritti sono nati per amicizia, per divertimento. Abbiamo mangiato molti falafel e tutto è nato in modo fluido», ha spiegato.



«Questo disco ha tre anime fondamentali, come dimostra il logo con tre triangoli al centro di questo lavoro. C’è il vulcano rosso (che rappresenta l’esplosione e il voler comunicare ciò che si vuole), poi c’è il simbolo del mare (che parla dell’importanza dell’ascoltare) e infine quello della montagna (dalla quale puoi vedere il mare e, se non lo vedi, lo puoi immaginare)», ha raccontato la Michielin.

La comunicazione è quindi il concetto che sta alla base di 2640: «Oggi c’è una ricerca esasperata della velocità. La comunicazione di questo disco parla del viaggio. Oggi si può comunicare con tutti ma mi chiedo: cosa ci stiamo perdendo? Che cosa non voglio perdere? Nel mio disco c’è una domanda ma non c’è nessuna risposta».

Il mondo musicale di Francesca Michielin spazia da un genere all’altro («Sto ascoltando di tutto, da Cremonini a Colapesce, da Nina Simone a Björk», ha confessato) e sono tanti i riferimenti in questo disco alla geografia del nostro pianeta. Ma non è tutto.



Tra i brani di 2640 anche Alonso («L’ho scritto a marzo 2017 quando era appena iniziata la stagione di Formula 1. Mi piace l’attitudine di Alonso, è dolce ma anche molto forte. Così come me. È stata una scelta forse irrazionale mettere questa come traccia del disco») e una canzone dal titolo Serie B Questo brano è stato ispirato dalla retrocessione del Vicenza in serie B. È stata la prima grande delusione della mia vita. In famiglia tutti piangevano. Ma con Serie B ho voluto ripercorrere anche la sensazione di sentirsi retrocedere. Questo brano è un elogio alle persone che per scelte non proprie vivono in serie B ma lo fanno con la testa alta»).

Oltre alle hit VulcanoIo Non Abito al Mare e Tropicale, ci sono Tapioca (traccia che contiene alcune parti in ghanese campionate da Cosmo), Lava (con suoni tribali e un significato molto forte) e la dolcezza di Scusa Se Non Ho gli Occhi Azzurri.

Francesca Michielin sarà in tour dal 17 marzo 2018 (prodotto da Live Nation) e che toccherà molte città italiane (qui tutte le date).

Ecco la video-intervista di Billboard a Francesca Michielin: