Far Finta di Essere Sani: il nuovo progetto della Fondazione Gaber

Gaber incontra il tastierista dei Pinguini Tattici Nucleari nel primo appuntamento della serie di riletture e reinterpretazioni del repertorio
Pinguini Tattici Nucleari - Ahia - Riccardo Zanotti - intervista
Pinguini Tattici Nucleari

Nell’anno dell’emergenza sanitaria, la Fondazione Gaber non rinuncia alla sua missione di divulgazione. Nasce così un nuovo format, da un’idea di Lorenzo Luporini, nipote di Gaber e già fautore di centinaia di lezioni nelle scuole di tutto il paese, Far finta di essere sani.

In un contesto di relazioni complesse, di incontri di persona ancora del tutto precari, Lorenzo incontra alcuni artisti, attori e protagonisti della scena contemporanea. L’idea è di proporre a ciascuno una riflessione su uno dei brani dell’immenso repertorio del Signor G e più in generale sulla cultura oggi destinata ai giovani.

Il primo ospite del format è stato Elio Biffi, voce e tastiere dei Pinguini Tattici Nucleari. Per l’occasione ha portato il brano Quando sarò capace di amare.

Gaber incontra Elio Biffi

Gli ospiti di ciascuna puntata scelgono una canzone dal repertorio del Signor G e riflettono sul brano, lo commentano e lo utilizzano come punto di partenza per riflessioni sull’attualità.

«Ho scelto questo brano perché fa parte di quella categoria di brani di Gaber che sono a metà tra monologo e canzone. Personalmente ho passato l’adolescenza a esplorare la musica e posso dire di aver seguito due importanti filoni, uno di questi era il cantautorato e quindi Gaber. Mi sono molto appassionato soprattutto agli ultimi dischi che ha fatto»

«Bisogna ascoltare Gaber – continua Elio – perché è un personaggio che ha attraversato la seconda metà del 900, un periodo fondamentale per capire cosa siamo adesso negli anni Duemila, e l’ha attraversata tutta con grande stile e attingendo a tutte quante le possibilità di espressione artistica del suo tempo».

Il programma, prodotto dalla Fondazione Gaber, è realizzato con la collaborazione del Presidente della Fondazione Paolo Dal Bon. La regia e il montaggio sono di Bianca Pizzimenti.

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