Si definisce «figliolo del Libeccio». Enrico Nigiotti ha trent’anni e non ha per nulla intenzione di accontentarsi delle briciole. Prima della sua fortunata partecipazione all’ultimo X Factor (nel quale si è classificato al terzo posto, ottenendo un grande risultato di pubblico con il brano L’Amore È), il livornese aveva già fatto un po’ di cose nel mondo della musica. A partire da una partecipazione ad Amici.

Ma, si sa, c’è un tempo per tutto. E forse è necessario cadere per accorgersi delle potenzialità che si hanno. La storia di Enrico Nigiotti è la storia di un ragazzo innamorato della musica e che ora ha finalmente trovato il modo di poterla frequentare, da vicino. Con molto più rispetto che un tempo.

Una prova di questo è il nuovo singolo Nel Silenzio di Mille Parole (partito molto bene con un primo posto nella classifica di iTunes). Ma anche Le Due Finestre, brano scritto da Nigiotti che Laura Pausini ha voluto inserire nel suo disco, Fatti Sentire.


Questa collaborazione con Laura Pausini è davvero importante.

Sì, davvero. Era l’opportunità più grande che potessi avere come autore. Quando l’ho detto a mia madre, si è messa a piangere. Ma anche la mia ragazza è impazzita: lei è super fan di Laura.

Sui social network c’è un grande movimento attorno al tuo nuovo singolo Nel Silenzio di Mille Parole. Ti fa piacere?

Sono contento. Sto vedendo che le persone, più che vedere me, vogliono sentire la mia musica. Per me è questo il successo. Questo legame che è nato tra il mio pubblico e le mie parole, è una cosa bellissima. È il desiderio più grande che può avere un cantautore.

Confermi quindi che l’esperienza di X Factor ti è servita molto…

Sì, è stata la vetrina che mi ha riportato in auge e che mi ha dato tutto quello che mi ero tolto negli anni passati. Sai, è proprio come si dice: ero nel posto giusto al momento giusto.

La videointervista di Billboard Italia a Enrico Nigiotti



Nell’ultimo Festival di Sanremo, sei salito sul palco dell’Ariston come ospite dei The Kolors. Hai voluto presentarti come musicista e non come cantante. Come mai?

Un’altra esperienza pazzesca! Fai conto che un anno fa ero disoccupato, stavo di merda, avevo provato ad andare a Sanremo Giovani ma non mi presero. Quest’anno ho un lavoro, faccio il cantautore, ho fatto un disco di platino, sono andato a Sanremo come ospite e ho scritto un pezzo per la Pausini. È stato un anno devastante a livello di emozioni. È stato bellissimo andarci come ospite: mi sono divertito. Ero stato chiamato anche da un altro artista per un duetto, ma ho preferito i The Kolors perché mi avrebbero dato la possibilità di suonare. Io voglio cantare solo le canzoni mie.

Nessuna eccezione?

Forse una: Ivano Fossati. È il numero uno.



Che rapporto hai con gli sbagli? Pensi che ti siano serviti?

Se non sbagli, vuol dire che non hai provato. Chi non fa, non fa errore. Io ho fatto tanto. Vengo da Livorno, so’ figliolo del Libeccio. Sono molto me stesso, sempre. Sono puro, senza filtri. In passato questa cosa mi ha creato dei problemi: ero giovane e irruento. Non avevo preso con serietà il lavoro della musica. Gli errori mi hanno insegnato tutto quello che so oggi.

Stai preparando qualche appuntamento live?

Guarda, ho deciso di non fare date instore perché non voglio promuovere cover. Voglio promuovere la mia musica. Quindi entro la fine dell’anno uscirà un nuovo album che poi proporrò live. Quello sì che mi interessa!